On. Giampaolo Fogliardi

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Crisi, manovra e risultati raggiunti in Parlamento

Crisi, manovra e risultati raggiunti in Parlamento

Si contrappongono in queste ore tra i parlamentari sentimenti contrastanti sulla manovra economica del Governo Monti: soddisfazione e insoddisfazione si sovrappongono. Ritengo ci si debba ritenere soddisfatti perché molti obiettivi sono stati raggiunti, soprattutto per l'attento apporto del nostro gruppo, e molti passi in avanti sono stati fatti rispetto al recente ...

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2012? Grandi mutamenti politici

2012? Grandi mutamenti politici

L'Arena riprende una mia riflessione sull'evoluzione della situazione politica. La fase politica che si è aperta con il Governo Monti, definito governo dei tecnici, nato sull'emergenza economica del Paese, potrà avere nell'immediato futuro effetti e conseguenze di notevole valenza politica anche se queste non sono nella volontà del Presidente incaricato. Vediamo ...

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Angelino Knox

Angelino Knox

Il caso di Amanda Knox e raffaele Sollecito ha destato grande interesse nell’opinione pubblica. Ci sono molti aspetti controversi nella vicenda e lo scontro tra accusa e difesa è stato aspro e combattuto, suscitando sentimenti contrapposti, sia nel nostro paese che in Inghilterra e negli Stati Uniti. Non mi interessa entrare nel ...

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Intercettazioni, bavaglio anche al web?

Intercettazioni, bavaglio anche al web?

Cinque donne che lavoravano a 4 euro all'ora muoiono sotto un palazzo, Moody's ci declassa e noi qui a parlare di intercettazioni. E’la fotografia del blocco politico del Paese, dello scollamento tra questo governo e la realtà. E’possibile che durante la crisi economica che rischia di affossare l’Euro tutti i ministri abbiano ...

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L'ultimo milanese leghista

L'ultimo milanese leghista

Ma oggi alla Camera c’era lo stesso Bossi che da Venezia tuonava: “secessione!”? Lo stesso Bossi che voleva incarnare tutta la rabbia del nord e spronare l’inconcludente “Roma ladrona” con l’ultimo avviso ai naviganti? Ormai non ci credono più nemmeno i suoi. Basta leggere le dichiarazioni contrastanti dei leghisti veronesi (Tosi versus ...

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  • Salva la funivia di Prada

    Pubblicato il 27 gennaio 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Abbiamo scongiurato la chiusura degli impianti. Ringrazio il Ministro Passera che ha ascoltato le nostre richieste inserendo nel milleproroghe il caso della funivia di Prada. Mi auguro anche che in futuro si adegui la normativa italiana a quella europea, facendo chiarezza sul concetto di “vita tecnica”, come ricordavo nel mio precedente intervento sulla funivia Prada-Costabella.

    Qui un articolo de L’Arena che illustrava la situazione prima del definitivo voto di ieri sul milleproroghe. La soluzione auspicata è stata trovata.

     

    SAN ZENO DI MONTAGNA. La struttura smetterà di funzionare il 30 aprile: c´è poco tempo per trovare una soluzione
    E ora della funivia di Prada 
si occupa il ministro Passera

    L´onorevole Fogliardi ha portato al governo Monti la richiesta di una proroga di altri due anni della vita tecnica dell´impianto

    La vita tecnica dell´impianto di Prada finisce in aprile
    «Il Governo affronterà in pochi giorni la questione della vita tecnica degli impianti a fune e il ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera cercherà di risolvere il problema di Prada. Bisogna salvare la funivia e le decine di posti di lavoro ad essa direttamente o indirettamente collegati». 
A dare l´annuncio è il deputato del Partito Democratico Giampaolo Fogliardi: è stato il primo e il più rapido dei parlamentari scaligeri a raccogliere l´appello del sindaco di Brenzone Rinaldo Sartori e di quello di San Zeno Graziella Finotti.
A fine dicembre i due primi cittadini avevano «scritto a tutti i parlamentari veronesi», come ha confermato Sartori, «per chiedere aiuto» dal momento che l´impianto a fune di Prada dovrà inderogabilmente chiudere i battenti il 30 aprile 2012 per la scadenza della vita tecnica. Se entro quella data non accadrà un «miracolo politico», cioè verrà data una proroga, o un «miracolo economico» grazie al quale saranno trovati i soldi per rinnovare l´impianto presentando nel frattempo un progetto, la bidonvia e la seggiovia dovranno essere definitivamente smantellate.
I due sindaci avevano pure evidenziato come «la legge italiana sugli impianti a fune contrasti con quella della Comunità Europea. Per questo chiediamo al presidente del Consiglio Mario Monti, a tutti i parlamentari scaligeri e agli amministratori della Regione di intervenire, magari mediante il Milleprororoghe, e sistemare una volta per tutte la questione».
«Il 18 gennaio», ha confermato ora l´onorevole fogliardi, «ho parlato alla Camera col ministro allo sviluppo economico Corrado Passera. È stato cortese e disponibile e il giorno successivo al suo capo di gabinetto ho consegnato una nota con le richieste dei sindaci e con un mio emendamento al Milleproroghe con cui chiedo la proroga della vita tecnica dell´impianto almeno per altri due anni».

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  • Navigarda, Passera intervenga

    Pubblicato il 27 gennaio 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Il Ministo Passera intervenga per evitare la diminuzione delle corse sulla tratta Torri-Maderno. A causa dei tagli del precedente Governo, la società Navigarda ha ridotto del 30% il servizio dei traghetti che attraversano il Lago di Garda; unica tratta aperta tutto l’anno.

    Si è trattato di un taglio di oltre 10 milioni di euro, a fronte di 22 di trasferimenti, e c’è il rischio che in primavera, all’inizio della stagione turistica, ulteriori corse vengano soppresse”, è quanto afferma il deputato veronese del Pd in una interrogazione presentata oggi in Commissione Finanze.

    Lo Stato ha infatti tagliato del 50 per cento i trasferimenti alla «Gestione governativa navigazione laghi», l’azienda che sotto il comando del ministero dei Trasporti gestisce battelli e traghetti dei laghi più grandi d’Italia: Garda, Maggiore e Como; per il Lago di Garda, zona che attira ogni anno milioni di turisti, la navigazione rappresenta una alternativa da incentivare al trasporto su gomma, che ogni estate provoca grandi difficoltà viabilistiche”, prosegue Fogliardi.

    I tagli al trasporto navale e la conseguente congestione delle strade potrebbero avere anche conseguenze pesanti per l’economia, l’occupazione e per l’ambiente del Lago di Garda”, conclude il deputato.

    Testo integrale dell’interrogazione

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  • PMI, meno burocrazia e fisco giusto

    Pubblicato il 24 gennaio 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla proposta di regolamento del Parlamento Europeo sull’accesso al credito da parte delle Piccole Medie Imprese, si e’ tenuta oggi in Commissione Finanze l’audizione con R.E.TE Imprese Italia, soggetto unico di rappresentanza delle categorie dei Commercianti e degli Artigiani, guidata dal Presidente Dott.Marco Venturi.

    Nel mio intervento, svolto a nome del gruppo del Partito Democratico, ho messo in risalto la situazione drammatica in cui si trovano molte piccole medie imprese, attanagliate tra crisi di lavoro e mancanza di linee di credito da parte degli Istituti preposti. A tale proposito non può lasciare insensibili il grido d ‘allarme che in questi giorni proviene da parte di molte categorie, non ultima quella degli autotrasportatori, ormai in agonia.

    Altro aspetto fondamentale che ho sottolineato: l’ evasione fiscale. Da un lato scorribande di evasione che vanno abbattute, e dall’altro categorie obbligate al pagamento sino all’ultimo centesimo di imposte di livello ormai insostenibile.

    Il motto “pagare tutti, pagare di meno” deve diventare concetto fondamentale nell’ambito della strategia di rilancio dell’azione economica del Paese, altrimenti non vi sarà manovra che tenga.

    Infine, un abbattimento dell’eccessiva burocrazia che grava sulla quotidianità dell’attività delle imprese non può più essere ritardata , data l’ormai insostenibilità degli adempimenti molto spesso superflui, che tolgono tempi vitali all’imprenditore, in modo particolare in questi tempi di crisi.

  • L’Italia dei De Falco

    Pubblicato il 20 gennaio 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Il dialogo tra il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, e Gregorio Maria De Falco, comandante dalla Capitaneria di Porto a Livorno, nella sua drammatica teatralità, è diventato paradigma delle anime che dividono questo Paese in crisi.
    Il rigore e la fermezza di chi fa “semplicemente” il proprio dovere, il proprio lavoro, contrapposti alla superficialità di chi cerca le scorciatoie per scamparla sempre.
    Le indagini per stabilire le eventuali responsabilità sono ancora in corso, ma una metafora del Paese è ormai uscita da quei quattro minuti di conversazione che tutti gli Italiani hanno ascoltato.
    Il “personaggio” Schettino ora impersonifica chi non segue le regole, anzi, le aggira per fare lo spaccone, e davanti al fatto compiuto cerca la via di fuga più semplice.
    Si è aggiunta persino la misteriosa ragazza al suo fianco al ponte di comando a completare la narrazione di una commedia che finisce in tragedia e che ci ricorda paurosamente da vicino il declino politico ed economico dell’Italia di questi ultimi anni.
    Lo ripeto, al signor Francesco Schettino penseranno i magistrati, qui nessuno insegue la giustizia sommaria, ma l’immagine mediatica trasmessa nello scontro (teatrale, drammatico, manicheo) Schettino – De Falco ha colpito a tal modo l’opinione pubblica proprio perché sono emersi due volti contrastanti dell’Italia.
    Dovremmo preoccuparci se si può di passare da eroi facendo solo il proprio lavoro per bene? Forse. Ma allo stesso tempo dobbiamo essere orgogliosi di quella parte del Paese che sta lottando, svolge per bene a tutti i livelli il proprio compito per portare l’Italia fuori da questa crisi che chiaramente non è solo economica.
    Non ho potuto non pensare a quello che scriveva trent’anni fa Enzo Biagi nell’introduzione del Buon Paese:  “Se arriverete all’ultima pagina, forse vi sarà chiaro perché l’Italia sta in piedi, perché ogni mattina escono i tram, i bambini vanno a scuola, e fuori della porta c’è la bottiglia del latte e il giornale. Esiste ancora qualcuno che fa la sua parte: son quelli che, forse, ci salveranno.”
    Queste parole suonano ancora attuali, celebrano l’Italia che ci piace, quella dei tanti capitani De Falco che nel lavoro, nella politica, nei rapporti umani, nella collettività si adoperano ogni giorno con rigore e senza clamore. L’Italia migliore.

  • La Comunità del Garda

    Pubblicato il 20 gennaio 2012 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Si è aperto un grande dibattito a ridosso del rinnovo delle cariche della Comunità del Garda.

    Il nostro lago è baricentro tra tre regioni e quattro province in una zona tra le più avanzate e belle del mondo.

    Il Garda è un unicum meraviglioso e tutti i comuni che si affacciano sulle sue acque sono legati da una storia comune, da un vocazione economica e turistica inestimabile e quindi da un destino che deve essere condiviso.
    Non mi riferisco solo ai comuni rivieraschi, anche l’entroterra fa parte a pieno titolo del Garda, basti pensare all’indotto, al commercio, al turismo ai servizi che legano tutti i comuni della zona: olio, vino, gastronomia, chiese, borghi caratteristici, sentieri panoramici e colline rigogliose fanno dell’entroterra un patrimonio altrettanto prezioso.

    Al bando i campanilismi, serve un unico tavolo dei gardesani per affrontare le grandi sfide che ci attendono: territorio e ambiente, qualità delle acque, sicurezza, viabilità, trasporti, turismo cultura, agricoltura e navigazione. Parlo di un territorio di settanta comuni che non può permettersi di camminare in ordine sparso.

    Concordo quindi con il monito all’unità del segretario del Pd D’Arienzo e mi auguro che i primi comuni a sostenere la Comunità siano proprio quelli nei quali come Partito democratico dovremmo essere maggioranza.

    Non capisco invece la sterile opposizione leghista: perché contrapporsi a un ragionamento di autonomie locali? A maggiore ragione, in vista dell’abolizione dell province, il coordinamento per la macroarea va potenziato.
    Posso condividere con l’assessore Venturi le perplessità su operazioni come “Lago di Garda tutto l’anno” e ribadisco: anche a livello di promozione e di immagine, un ente affermato, con una grande storia, contatti ed esperienza non sarebbe da incentivare?

    Pensiamo a grandi progetti cruciali nei quali la Comunità del Garda ha già giocato un ruolo determinante: ricordo quando nel passato si mobilitò per far convergere nell’aeroporto Catullo l’apporto delle province di Brescia e Trento e di diversi comuni gardesani. E’impensabile che i singoli comuni a briglia sciolta possano giocare un ruolo determinante in questioni simili, cruciali per lo sviluppo dell’intera area.

    Siamo coscienti e orgogliosi dell’unicità unicità del Garda, della sua identità
    culturale, storica ed economica e non dobbiamo permettere che localismi e mentalità burocratiche impediscano di promuoverci e svilupparci nell’era della globalizzazione.

    Per questo, è importante sostenere e rilanciare la Comunità del Garda quale strumento di promozione e coordinamento del nostro territorio, un ruolo insostituibile, ricco di una lunga esperienza e proiettato, se saremo capaci di falo tutti insieme, verso brillanti mete di benessere per tutta la Regione del Garda

  • Orari di apertura: ma poste, banche e tribunali…?

    Pubblicato il 19 gennaio 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Ricevo e pubblico un interessante spunto di riflessione dell’amico Avv. Pietro Clementi.

    Caro onorevole,

    pensavo al problema della apertura dei negozi di giorno, di notte e la domenica.

    Io non ho nulla in contrario, ma penso che questo non dia alcun sollievo alla economia italiana perché la “gente” comprerà sia pure più dilazionatamente le stesse merci.

    Ma, per quanto riguarda gli orari, mi sono chiesto: e perché le banche chiudono tutte alle 15.20? Perché non si chiede che le banche chiudano alle 17.30 o alle 18.00?

    Questo sarebbe un ampliamento di servizio per tutti gli operatori di notevole importanza.

    E perché le Poste chiudono alle 14.00?

    E perché il Tribunale ha solo orario unico ed al pomeriggio non ci sono né Cancellieri né Giudici?

    La Giustizia e le Poste sono servizi pubblici.

    Un Paese ricco può permettersi di ridurre i propri servizi, ma un Paese povero, come ormai è l’Italia, deve … “darsi da fare” e quindi lavorare un poco di più.

    Solo i negozi devono lavorare di notte e i Giudice ed i postini non devono lavorare il pomeriggio?

    Cordialmente.

    avv. Pietro Clementi

  • Banche popolari, autorità bancaria europea riveda le proprie regole

    Pubblicato il 19 gennaio 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Ho partecipato a una Importante audizione in Commissione Finanze con l’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari nell’ambito dell’esame della proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento e della proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sull’accesso all’attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale degli enti creditizi e delle imprese di investimento.

    L’Associazione, guidata dal Presidente Avv. Carlo Fratta Pasini, ha fornito una dettagliata documentazione, accompagnata da una chiara esposizione del presidente stesso, in merito alla delicata fase economica che il nostro Paese sta vivendo e con esso gli istituti di credito.

    E’stato evidenziato come Basilea 3 non colga nel modo esatto il modo diverso di “fare banca” tra i vari istituti e in questo senso quello delle banche popolari, da sempre vicine alle famiglie e alle piccole medie imprese.

    Una qualità di banca diversa che non può essere accomunata ad altre realtà nell’adeguamento di specificità tecniche quali la capitalizzazione delle banche stesse, che non tengono conto di una diversa leva finanziaria, un maggior assorbimento nei mutui, ecc.
    Questi fatti dovrebbero portare a diversificate valutazioni per le banche popolari. Fratta Pasini ha sottolineato infatti l’insufficiente considerazione delle peculiarita’ strutturali delle Banche popolari e cooperative nella disciplina europea sui requisiti di capitale.

    Sono intervenuto esprimendomi in termini positivi nei confronti delle banche popolari, del loro operato e della loro funzione al di la delle considerazioni delle società di rating, sempre più condizionate da conflitti di interessi. Come ha ricordato anche Mario Draghi, la reputazione delle agenzie di rating è stata intaccata durante la crisi e bisognerebbe imparare a vivere senza, o quantomeno imparare a fare meno affidamento su di esse.

    Insomma, una audizione positiva che ha rafforzato un sentimento di rinnovata stima e speranza per il futuro del nostro sistema bancario e per quello delle popolari in particolare.

  • Imu, mantenere agevolazioni per dimore storiche

    Pubblicato il 19 gennaio 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Il decreto Salva Italia, introducendo l’Imu, non contempla agevolazioni per venire incontro alle molte spese e incombenze proprie di chi gestisce una dimora storica, come era invece previsto dalla legislazione relativa all’Ici. Ciò ne causerebbe l’immediata chiusura o la svendita.

    Le dimore storiche infatti non sono per loro natura produttive di redditi (si pensi, ad esempio, alle molte ville Venete, non abitabili d’inverno e di fatto non locabili), ma rappresentano un patrimonio culturale collettivo espressione del territorio di riferimento

    Ho chiesto, con una interrogazione al Ministro dell’Economia e delle Finanze presentata in Commissione Finanze “se il Ministro non ritenga opportuno fare chiarezza, a livello legislativo, o quantomeno a livello interpretativo, sul mantenimento delle agevolazioni per le dimore storiche già previste dalla legislazione relativa all’Ici”.

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  • Cosentino, Lega si vergogni!

    Pubblicato il 13 gennaio 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    La Lega si vergogni! Per la seconda volta in pochi mesi, grazie ai voti dei padani, l’Aula ha negato l’arresto del deputato del Pdl, accusato dalle procure campane di collusioni con il crimine organizzato. E’uno schiaffo alla magistratura impegnata tutti i giorni a combattere la Camorra. Questa volta i leghisti non hanno nemmeno la giustificazione di essere vincolati dall’alleanza con il Pdl. Sono spaccati e di fatto ancora subalterni al volere di Berlusconi, per quanto al nord si sbraccino per apparire slegati dai poteri forti.

    Mi stupisce anche il comportamento dei radicali, anch’essi impegnati nel salvataggio di Cosentino. Lo ribadisco:ospitarli nelle nostre liste fu un errore, speriamo che ora le nostre strade si dividano una volta per tutte.

    E’stata una pagina buia: il parlamento deve prendere chiaramente le distanze da personaggi come Cosentino, altrimenti apparirà sempre di più un circolo chiuso e distante dai cittadini. Ora i leghisti non si azzardino più a parlare di sicurezza, rigore e lotta alla criminalità, la maschera è caduta.

  • Monte Baldo, difendere gli impianti di Prada

    Pubblicato il 13 gennaio 2012 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Presenterò un emendamento al Milleproroghe per difendere gli impianti funiviari di Prada-Costabella: la loro chiusura, anche temporanea, sarebbe un grande danno per l’economia del Baldo.

    La questione riguarda la “vita tecnica” degli impianti. La legge prevede scadenze temporali che variano a seconda della tipologia di impianto, ma una successiva normativa europea ha superato il concetto di “vita tecnica”.

    L’anticipata e integrale sostituzione degli impianti infatti comporta un notevole dispendio di risorse economiche per le società che ne hanno la gestione, aggravando la già delicata fase che il settore funiviario sta attraversando in ragione della congiuntura economica negativa e della carenza dei finanziamenti pubblici specifici da destinarvi, oltre che avere impatti negativi sull’ambiente, legati allo smaltimento degli impianti in argomento.

    Va evidenziato, al riguardo, che la normativa italiana prevede già costose revisioni che interessano sia l’intero corpo dell’impianto che singole componenti dell’impianto stesso. Pertanto, secondo la vecchia normativa italiana, si possono verificare casi in cui l’impianto debba essere sostituito nonostante sia trascorso un breve lasso di tempo dall’ultima revisione e/o sostituzione di sue componenti.

    In secondo luogo, la “vita tecnica” dell’impianto non è uniformemente disciplinata sul territorio nazionale (ad esempio, il concetto di durata della vita tecnica non è adottato nella Provincia autonoma di Bolzano) e non è prevista dalla normativa europea nel frattempo entrata in vigore anche in Italia.

    Bisogna quindi fare chiarezza e adottare un provvedimento normativo che, in conformità alla disciplina applicata sul territorio europeo e in parte del territorio nazionale italiano, superi il concetto di scadenza della vita tecnica dell’impianto a fune, subordinandolo ad apposite verifiche e revisioni secondo criteri stabiliti dallo stesso Ministero delle infrastrutture.

    Durante l’ultima stagione estiva, i nostri impianti hanno visto il passaggio di più di 40.000 turisti e amanti della montagna, con un introito lordo di circa 500.000 euro ed un risultato netto d’esercizio di circa 200.000 euro. Hanno dato lavoro a più di una decina di persone e hanno certamente contribuito a tenere viva la stagione turistica della zona. Senza di essi la frazione di Prada subirebbe un grave declino, con la chiusura degli alberghi e l’abbandono della montagna da parte delle poche famiglie rimaste.