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Olimpiadi a Venezia, la stampa veneta parla della nostra interrogazione parlamentare
Pubblicato il 28 gennaio 2010 Nessun commento Condividi su FacebookLa nostra interrogazione sulla candidatura di Venezia all’Olimpiade del 2020 è stata ripresa dal Corriere del Veneto, dalla Tribuna di Treviso, dalla Nuova Venezia, dal Mattino di Padova e dal Giornale di Vicenza.
Corriere del Veneto
Olimpiadi 2020, la Rai si chiama fuori: «Mai sostenuta Roma contro Venezia»
Manzato: «Il governo garantisca l’imparzialità». Deputati veneti all’attaccoVENEZIA— E’ «una bufala», per il vicegovernatore Franco Manzato, il sostegno della candidatura olimpica di Roma esternata da Rai, Alitalia e Ferrovie dello Stato. «I rispettivi amministratori delegati Giancarlo Leone, Rocco Sabelli eMauro Moretti hanno parlato a titolo personale, non a nome delle aziende— spiega il leghista— tanto è vero che tutti e tre fanno parte del comitato che sostiene la candidatura della capitale. Fatto di per sè già grave e anomalo, che evidenzia ancora una volta il tentativo di spingere Venezia fuori dai Giochi». In effetti ieri la tivù di Stato ha chiarito: «La Rai non ha aderito nè formalmente nè informalmente al Comitato promotore di Roma 2020. La presenza all’interno del comitato di Giancarlo Leone è esclusivamente a titolo personale. La Rai, in quanto azienda di servizio pubblico, sarà comunque al fianco del Coni nel sostenere la candidatura italiana per i Giochi del 2020».
«La verità è che a noi Cio e Coni fanno le pulci su un progetto perfetto, continuando a sollevare obiezioni su inesistenti problemi logistici, infrastrutturali ed economici, mentre a Roma no — prosegue Manzato, componente di Venezia 2020— la disparità di trattamento è palese. Potremmo vantare anche noi appoggi internazionali che, questi sì, sono reali, ma non lo facciamo. Perchè a noi piace giocare corretto, ovvero puntare su una proposta tecnica capace di soddisfare procedure e paletti imposti dal Coni, che il 5 marzo valuterà i due dossier. Il nostro è un lavoro serio e di eccellenza e vogliamo che sia valutato con obiettività e imparzialità. Attraverso i parlamentari del Nord Est— chiude l’assessore veneto al Turismo— chiediamo al governo garanzia di serietà e un intervento affinchè le aziende a partecipazione pubblica restino neutrali».
I primi a rispondere all’appello sono i deputati veneti del Pd Simonetta Rubinato, Giampaolo Fogliardi, Andrea Martella, Pierpaolo Baretta e Rodolfo Viola, con il collega friulano dell’Idv Carlo Monai autori di un’interrogazione parlamentare a tema. Al premier Silvio Berlusconi, ai ministri dell’Economia Giulio Tremonti, dei Trasporti Altero Matteoli, dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, delle Politiche giovanili Giorgia Meloni e dello Sport Rocco Crimi chiedono: «se non ritengano scorretta o quantomeno inopportuna la partecipazione attiva di aziende a partecipazione pubblica ai comitati a sostegno della scelta di una delle candidature; di garantire la neutralità del governo, degli enti pubblici e delle società di interesse nazionale direttamente o indirettamente partecipati o controllati; di assumere con urgenza le iniziative necessarie e opportune per garantire l’imparziale, autonoma e trasparente valutazione da parte del Coni delle candidature che saranno presentate nel termine del 5 marzo prossimo». «E’ inaccettabile il sostegno di aziende di Stato alla candidatura di Roma— sostengono i parlamentari veneti — chiediamo solo un confronto ad armi pari. Si valuti il valore dei progetti e non si giochi con le carte truccate. Venezia ha un enorme potenziale da esprimere e per questo ha tutto il nostro sostegno».
Mattino, Tribuna, La Nuova
Appello a Berlusconi: par condicio
I parlamentari del Pd veneto: impedisca ai colossi di Stato di favorire Roma
Venezia 2020 si sente discriminata da Rai Ferrovie e AlitaliaVENEZIA. Nervi tesi nella sfida olimpica Roma-Venezia. Sulla sponda lagunare il timore, anzi il sospetto dichiarato, è che si profili una sfida impari, dove la candidatura della capitale ai Giochi del 2020, già forte di innegabili asset, goda del sostegno dei poteri forti dell’economia, inclusi quelli pubblici dai quali sarebbe lecito attendersi un atteggiamento di neutralità.
Perché nel già folto plotone di sponsor eccellenti – Caltagirone e Mediaset, Medusa a Bulgari, Lottomatica e Alitalia – ora la Città eterna annovera anche aziende pubbliche di primo livello, come Rete ferroviaria italiana e la tv di Stato. Circostanza che ha fatto uscire dai gangheri Federico Fantini, il direttore generale del comitato Venezia 2020: «Invitiamo il Governo a garantire la tutela dell’autonomia dello sport, mi risulta che il capitale delle Ferrovie e della Rai è ancora in capo al ministero dell’Economia».
L’altolà del manager ha movimentato la riunione di martedì sera, convocata nella sede romana della Regione Veneto, che ha visto l’adesione compatta e bipartisan dei parlamentari del Nordest, decisi a fare lobby a fronte dello strapotere – anche mediatico – dei rivali. Primi a muoversi, i deputati veneti del Pd Rubinato, Fogliardi, Monai, Martella, Viola e Baretta. Che in un’interrogazione in aula, invitano il presidente Berlusconi a «Garantire la neutralità – almeno nella fase istruttoria e prima della decisione del Coni – del Governo, degli enti pubblici e delle società di interesse nazionale direttamente o indirettamente partecipati o controllati» e di «garantire l’imparziale, autonoma e trasparente valutazione da parte del Coni delle candidature che saranno presentate, affinché venga scelta la proposta migliore sulla base dei dossier che saranno presentati, assicurando pari opportunità alle città candidate».
«Per fortuna Rai e Ferrovie non votano le candidature», commenta il deputato del Pdl Fabio Gava, responsabile delle relazioni istituzionali del comitato veneziano «comunque dovrebbero tener presente che anche i veneti pagano il canone e il biglietto del treno. Chiederemo al Tesoro di tirare loro le orecchie. Ho l’impressione si sia trattato di uno scivolone di cattivo gusto di qualche manager pubblico troppo incline alle amicizie politiche». A proposito di Rai: punta sul vivo, l’azienda di viale Mazzini si è affrettata a precisare di «Non aver aderito né formalmente né informalmente al Comitato Roma 2020». «Si puntualizza», conclude la nota «che la presenza all’interno del Comitato del dottor Giancarlo Leone è esclusivamente a titolo personale». Leone, comunque, non è, come dire, un umile travet del servizio pubblico: vicedirettore generale della tv di Stato, è l’amministratore delegato di Rai cinema. Non proprio una presenza ininfluente…
A proposito di amici, dove batte il cuore Benetton? Naturale alleata del disegno olimpico di Venezia, la holding di Treviso conta però forti interessi nella capitale, a cominciare dalla partecipazione azionaria ad Aeroporti di Roma, un versante che godrebbe di ingenti investimenti in caso di conquista dei Giochi: «Credo che tanti anni d’impegno in favore dello sport veneto non lascino dubbi a riguardo», replica fiducioso Gava «e la stessa presenza di Fantini, manager di provenienza Benetton, ne costituisce una conferma».
Tutto qui? No, perché in vista del 5 marzo – quando Venezia presenterà ufficialmente il suo progetto iridato in tutti i capoluoghi del Veneto – il comitato lagunare contatterà i 77 grandi elettori del Coni (cui spetterà l’ultima parola) per illustrare loro, nel dettaglio, i pregi della candidatura nordestina; si tratta di presidenti di federazioni sportive, atleti, tecnici, rappresentanti di enti ed esponenti del Cio; alcuni di loro – prima ancora di prendere visione dei dossier concorrenti – hanno già anticipato la loro preferenza, a beneficio di Roma.
Insomma, urge un’efficace operazione di lobby, nella speranza che non risulti tardiva rispetto alle grandi manovre orchestrate abilmente dal sindaco Alemanno. Visti gli attuali rapporti di forza e il sistema di alleanze che si profila – se a Fantini & soci resta un coniglio nel cilindro, è il momento di estrarlo.Il Giornale di Vicenza
Roma sgambetta, ma Venezia fa quadrato
LA CANDIDATURA ALLE OLIMPIADI 2020. L’incontro trasversale dei parlamentari del Veneto per delineare la strategia della lobby. «Il Coni ha già deciso per Roma?»
La scelta di grandi aziende statali come Trenitalia, Alitalia e Rai di appoggiare la capitale criticata da Lega e Pd anche alla Camera
Antonio Di Lorenzo
INVIATO A ROMA
Si sono ritrovati in una trentina. Deputati e senatori di tutti i gruppi: maggioranza e opposizione per una volta d’accordo. Non l’hanno detto, ma se avessero gridato, parafrasando i garibaldini nell’Ottocento, «O Venezia o morte» nessuno si sarebbe meravigliato. Non era la sala della pallacorda, ma la sede della Regione in via del Tritone. Però sulle Olimpiadi a Venezia nel 2020 i parlamentari del Veneto (e un gruppo di friulani) hanno stretto un giuramento dello stesso valore. Fosse stato presente Jacques-Luis David avrebbe dipinto un altro quadro storico: il Veneto che riesce a “fare squadra” (tanto più in politica) è un evento da incorniciare, appunto.
La strategia della lobby veneta per ottenere la candidatura per le Olimpiadi 2020 è stata definita a due livelli: da un lato evitare altri sgambetti di Roma, la candidata concorrente; dall’altro convincere i 78 componenti del Comitato olimpico (che deve scegliere tra le due pretendenti) che Venezia è la location ideale. La mobilitazione sarà a tutto campo: ogni parlamentare deve individuare un referente e fare pressing, “francobollarlo”, per usare il neologismo caro a Gianni Brera. Le scadenze sono ravvicinate: il 5 marzo si deve presentare il dossier; la decisione del Cio sarà presa tra il 15 aprile e il 15 maggio.
Fabrio Gava, deputato del Pdl che è il referente dei colleghi e ha l’incarico dei rapporti istituzionali del Comitato Venezia 2020, al termine dell’incontro conferma: «C’è grande forza di volontà, e il gruppo cresce. Le Olimpiadi a Venezia sono un modo per lo Stato per dare al Veneto un riconoscimento. Finora non ha mai avuto niente». Nell’incontro (cui erano presenti anche i vicentini Massimo Calearo e Paolo Franco), il direttore generale del Comitato, Federico Fantini, ha presentato il masterplan e snocciolato le cifre: 3 miliardi di investimenti, 500 solo per il Quadrante di Tessera; 1.3 milioni necessari per l’organizzazione generale; 1 milione e 250 mila le presenze stimate; 16 giorni di giochi; 171 eventi, 10 sport diversi che coinvolgeranno 5.200 atleti.
Gava elenca i punti di forza e debolezza della candidatura veneziana: «Certamente la città piccola non aiuta; e le aree dei privati, che oggi sono disponibili, non lo resteranno per sempre. Ci rendiamo conto di avere un colpo solo in canna. Venezia difficilmente potrà competere per una data diversa, il 2024 o il 2028. Roma, invece, sì».
Gava aggiunge: «È anche vero che nessun luogo solletica l’immaginazione del mondo come Venezia. E la nostra Olimpiade avrà un impatto ridotto, sarà ecosostenibile come si dice, perché le strutture sportive saranno smontate o destinate ad altri scopi. La stessa aerea sarà destinata alla seconda pista dell’aeroporto di Tessera».
Intanto Venezia deve difendersi dai primi sgambetti. La denuncia è arrivata da più voci, a cominciare da quella di Fantini: «Sorprende la partecipazione di aziende di Stato, come le Ferrovie e la Rai, a sostegno della candidatura di Roma. Anche il Veneto paga il canone e il biglietto del treno». I senatori leghisti Piergiorgio Stiffoni e Paolo Franco sparano bordate ancora più pesanti: «Se la Rai, le Ferrovie e l’Alitalia pensano di prendere, come hanno fatto, le parti della candidatura romana allora devono sapere che in Veneto non troveranno più respiro nè lavoro, nè riscossione dei canoni. Roma deve abbandonare la solita tracotanza».
Si allineano i deputati veneti del Pd Fogliardi, Rubinato, Baretta, Martella, Viola e il collega friulano dell’Idv Monai. «Le aziende di Stato, partecipate dai ministeri con il denaro pubblico, non dovrebbero schierarsi – sottolineano – Stupisce la presenza degli amministratori delegati di Alitalia Rocco Sabelli, di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti e di Lottomatica Marco Sala, oltre al vice direttore generale della Rai Giancarlo Leone nel comitato che sostiene la candidatura della capitale. Nel comitato romano – sottolineano – figura anche Giampaolo Letta, amministratore delegato di Medusa Film (gruppo Mediaset) e figlio di Gianni, braccio destro del premier. Non è difficile immaginare da che parte stiano gli interessi del presidente del Consiglio». «Inoltre, leggiamo sulla stampa che il vertice del Coni avrebbe già deciso a favore di Roma. È una situazione vergognosamente sfavorevole per Venezia».Lascia un commento


