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Click day. Ingiustizia che avevamo segnalato con una interrogazione
Pubblicato il 3 febbraio 2010 Nessun commento Condividi su Facebook
Unindustria Bologna ha vinto la battaglia contro il ‘click day’, il sistema scelto dal governo nel 2009 (invio telematico delle domande e assegnazione in base all’ordine di arrivo) per erogare crediti d’imposta alle imprese per investimenti in ricerca e innovazione. Quasi 800 imprese italiane escluse dai bonus fiscali, che hanno fatto ricorso seguendo l’iniziativa intrapresa dall’associazione degli industriali di Bologna, possono, gia’ da ora, accedere ai benefici che l’amministrazione finanziaria aveva loro negato. Per circa altrettante dovra’ essere trovata una soluzione in un tavolo negoziale con il governo, ma il loro diritto al credito d’imposta, fa sapere Unindustria in un nota, e’ stato ugualmente riconosciuto.
Nei giorni scorsi la Commissione Tributaria di Pescara ha preso in esame il ricorso presentato da oltre 1.500 aziende di ogni parte d’Italia (coordinate da 25 associazioni del sistema Confindustria) contro il ‘click day’ del 6 maggio 2009, introdotto dal decreto anti-crisi del 2008.
Quel giorno si scateno’ una vera e propria gara di invio telematico che, in meno di un minuto, vide esauriti i fondi a disposizione per il 2008 e per il 2009. Chi non fu abbastanza veloce, rimase fuori.
Determinata ad ottenere il riconoscimento del diritto acquisito per le aziende rimaste escluse, il 4 agosto dell’anno scorso Unindustria, insieme ad imprese bolognesi che avevano avviato la realizzazione dei programmi di ricerca e sviluppo prima dell’entrata in vigore del decreto anti-crisi del 2008, impugno’ il verdetto del ‘mouse’ intraprendendo, con gli avvocati Stefano Zunarelli e Lorenzo del Federico, un’azione legale contro l’Amministrazione finanziaria.Il diritto al bonus ricerca era quindi una lotteria perché i fondi, tagliati anche retroattivamente, vennero esauriti in mezzo minuto e l’assegnazione, legata alla prenotazione telematica, andò ai click più veloce, avvantaggiando non le imprese migliori, ma quelle in grado di accedere a servizi telematici tecnologicamente più avanzati.
Nell‘interrogazione, che presentai con la collega Rubinato, affermavamo: “l’assenza di trasparenza e l’iniquità del metodo di selezione e chiedono al governo, in merito alla prenotazione, di disporre la pubblicazione dell’elenco degli ammessi e degli esclusi con indicazione dell’ora di presentazione e, per il futuro, di ripristinare il meccanismo automatico di incentivazione o quanto meno, nella non auspicata ipotesi che rimanga fissato un tetto massimo alle risorse erogabili, che il beneficio venga distribuito in misura proporzionale tra tutti gli aventi diritto”.
Sono soddisfatto per il pronuciamento della Commissione tributaria di Pescara. Le richieste dele imprese erano sacrosante ed il metodo del click day assurdo.
on. Giampaolo Fogliardi
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