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Sicurezza edifici scolastici: «dalla Gelmini solo promesse»
Pubblicato il 4 marzo 2010 1 commento Condividi su Facebook
«Che fine hanno fatto il progetto di monitoraggio dell’Anagrafe nazionale dell’Edilizia scolastica e perché ad oggi non sia ancora stato reso noto lo stato di attuazione del Piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici annunciato dal Governo». A chiederlo il deputato Pd Giampaolo Fogliardi in una interpellanza urgente rivolta al Ministro dell’istruzione firmata insieme altri colleghi deputati.
«Ancora nel gennaio 2009 – spiega Fogliardi - è stata prevista la costituzione, in ogni regione, di appositi Gruppi di lavoro, composti da rappresentanze degli Uffici Scolastici Regionali, dei Provveditorati Interregionali alle Opere Pubbliche, dell’ANCI, dell’UPI e dell’UNCEM, con il compito di costituire apposite squadre tecniche incaricate dell’effettuazione di sopralluoghi sugli edifici scolastici del rispettivo territorio e della compilazione di apposite schede, il cui contenuto era destinato a confluire successivamente nell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica. Il Presidente del Consiglio aveva annunciato, in una delle conferenze stampa tenute in tandem con il ministro Gelmini, che la suddetta iniziativa avrebbe dovuto essere completata, come scritto nell’Intesa, entro il 6 agosto 2009!»
«Gli amministratori locali hanno bisogno del supporto dello Stato -conclude Fogliardi -, per questo attendiamo dall’Esecutivo risposte chiare ed esaustive e in tempi rapidi su quando e come verrà data attuazione all’assegnazione dei fondi già stanziati per l’edilizia scolastica».
Testo integrale dell’interpellanza:INTERPELLANZA URGENTE
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per sapere – premesso che:
in data 18 febbraio 2010, con oggetto Anagrafe dell’edilizia scolastica, il Capo Dipartimento del MIUR per la Programmazione ha inviato, a tutte le Istituzioni Scolastiche statali di ogni ordine e grado e per conoscenza agli Uffici scolastici regionali, una nota contenente la richiesta di compilazione di una rilevazione di dati atti a consentire “l’aggiornamento dei dati dell’anagrafe, presenti attualmente nel sistema informativo del Ministero”;
la suddetta circolare si raccomanda che tale raccolta avvenga dal 23 febbraio al 1 marzo 2010 ciò, si afferma, per consentire le iniziative di programmazione degli investimenti;
con l’Intesa, raggiunta nella Conferenza Unificata – Stato Regioni – del 28 gennaio 2009 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 33 del febbraio 2009, è stata prevista la costituzione – presso ciascuna Regione e Provincia Autonoma, di appositi Gruppi di lavoro, composti da rappresentanze degli Uffici Scolastici Regionali, dei Provveditorati Interregionali alle Opere Pubbliche, dell’ANCI, dell’UPI e dell’UNCEM, con il compito di costituire apposite squadre tecniche incaricate dell’effettuazione di sopralluoghi sugli edifici scolastici del rispettivo territorio e della compilazione di apposite schede, il cui contenuto era destinato a confluire successivamente nell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica;
il Presidente del Consiglio aveva annunciato, in una delle conferenze stampa tenute in tandem con il ministro Gelmini, che la suddetta iniziativa avrebbe dovuto essere completata, come scritto nell’Intesa, entro il 6 agosto 2009;
ad oggi non è ancora stato reso noto lo stato di attuazione del Piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici di cui all’art. 80, comma 21, della legge n. 289 del 2002 (finanziaria 2003), articolato in due stralci per complessivi 489 mln di euro riferiti a 1.594 interventi;
inoltre non è stato ancora definito il terzo programma stralcio di 300 mln di euro che doveva esser sottoposto al CIPE entro il 30 giugno 2009 unitamente ad una ricognizione complessiva dello stato degli interventi al 31/12/2008 in base a quanto previsto dalla delibera CIPE n° 114/08;
la legge finanziaria 2010, all’art.2 comma 239, ha previsto che entro il mese di gennaio le commissioni parlamentari competenti avrebbero dovuto approvare le indicazioni per il 3° Piano stralcio, pari ad un importo di 300 milioni di euro, che avrebbe dovuto comprendere gli stanziamenti già indicati nella delibera CIPE n° 114/2008 più altri non meglio indicati. Tale scadenza è stata di recente prorogata;
la delibera CIPE del 6 marzo 2009 n. 3 ha assegnato al “Fondo Infrastrutture”, di cui all’art. 6-quinquies del decreto legge 112 del 2008, 1 miliardo di euro da destinare al Piano per la messa in sicurezza delle scuole – secondo quanto stabilito dall’ art. 18 del decreto legge n. 185 del 2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 2 del 2009. In base a tale delibera entro il 6 agosto 2009 si doveva presentare il relativo programma ;
del suddetto Piano non vi è al momento alcuna traccia in quanto, detratti i 226,4 milioni di euro assegnati all’ Abruzzo, ne devono essere programmati e assegnati altri 773,6;
la proroga dei termini di scadenza per la messa a norma degli edifici scolastici (al 31 dicembre 2009) prevista dalla finanziaria 2007 del governo Prodi, non era generalizzata per tutte le scuole non a norma ma solo per quelle rientranti nei piani regionali per la sicurezza;
dovrebbe essere noto al Governo che da quella data (31.12.2009) tutte le scuole non a norma sono “fuorilegge“, e che dunque – anche per esigenze di tutela rispetto alle responsabilità, per legge, poste in capo ai dirigenti scolastici ed agli amministratori locali – dovrebbero essere sottoposte ai necessari interventi
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A che punto sia la realizzazione della sopracitata Intesa con le Regioni sulla sicurezza;
quali siano le reali finalità degli ulteriori, numerosi elementi conoscitivi richiesti alle scuole con la nota del 18.2.2010, considerato che già esiste un’intesa raggiunta in conferenza unificata con il compito di costituire apposite squadre tecniche incaricate dell’effettuazione di sopralluoghi sugli edifici scolastici del rispettivo territorio e della compilazione di apposite schede, il cui contenuto è destinato a confluire successivamente nell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica;
Se non ritenga che sia superfluo e oneroso dal punto di vista burocratico, a causa dell’impiego di tempo, di personale e di energie richiesto alle scuole, esigere altri dati che andrebbero a sovrapporsi a quelli già sino ad ora acquisiti dagli Enti Locali, peraltro titolari di competenze dirette, ai sensi della normativa vigente, sull’edilizia scolastica;
Se il governo sia in grado di valutare, sulla base dei dati attualmente disponibili, quante e quali siano le scuole che al 31 dicembre 2009 non hanno ottemperato alle norme per la messa in sicurezza;
Quali misure intenda adottare al fine di consentire tempestivamente alle suddette scuole non a norma di essere sottoposte ai necessari interventi di messa in sicurezza, per esigenze di tutela degli utenti e rispetto alle responsabilità poste in capo ai dirigenti scolastici ed agli amministratori locali dalla normativa vigente;
quando e come verrà data attuazione all’assegnazione dei fondi già stanziati per l’edilizia scolastica e sopra menzionati.
«De Pasquale, Ghizzoni, Mattesini, Coscia, Siragusa, Rossa, Pes, De Torre, Antonino Russo, Bachelet, Lolli, Nicolais, Mazzarella, Levi, Benamati, Cenni, Sbrollini, Federico Testa, Rampi, Fluvi, Strizzolo, Mogherini Rebesani, Tempestini, Mariani, Braga, Marchi, Marchignoli, Fogliardi, Santagata, Pedoto, Dal Moro, Gatti, D’Incecco, Berretta, De Biasi».
Una risposta a “Sicurezza edifici scolastici: «dalla Gelmini solo promesse»”
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Antonietta Di Martino aprile 25th, 2010 alle 16:41
Sono un dirigente scolastico della prov. di Torino.Vi ringrazio per l’interpellanza, che condivido pienamente. Vorrei sapere se è stata data una risposta e quale. Per i dirigenti scolastici, oltre alla preoccupazione per l’utenza, è urgente sapere come tutelare la propria posizione soggettiva di responsabilità, in caso d’inerzia dell’ente locale nonostante le richieste di messa a norma. Gli organi di controllo tendono ad addossare al dirigente scolastico (che paga di persona le conseguenze della procedura sanzionatoria)la responsabilità dell’esercizio dell’attività al di fuori dei termini di legge, in quanto datore di lavoro e in quanto considerato titolare dell’attività. Ma il dirigente non può sostenere tale responsabilità e nemmeno può, se non in casi eccezionali di pericolo concreto alle persone non altrimenti evitabile, interrompere il servizio scolastico poichè incorrerebbe nel reato di interruzione di pubblico servizio ex art. 331 c.p. La situazione è ancora più critica per i circoli didattici con più plessi/edifici dipendenti. Dal momento che è impossibile che gli interventi strutturali si facciano in tempi brevi è necessario un intervento politico urgente: o un’ulteriore proroga, o altri strumenti giuridico/normativi che tutelino gli utenti e i dirigenti scolastici.
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