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Carcere di Montorio scoppia, Alfano apra gli istituti costruiti e mai utilizzati
Pubblicato il 29 gennaio 2010 2 commenti Condividi su Facebook
Carceri, Fogliardi: «Alfano apra gli istituti costruiti e mai utilizzati»
Interrogazione del deputato veronese: mentre il carcere di Montorio scoppia ci sono 40 istituti penitenziari in Italia
costruiti e allestiti ma mai utilizzati«Mentre la casa circondariale di Montorio soffoca, ci sono carceri nel paese mai utilizzate – dichiara Fogliardi – ed è ora che il Ministro faccia chiarezza»
«Il penitenziario di Gela, il carcere di Morcone (Benevento), quello di Busachi in Sardegna e l’Istituto di Castelnuovo della Daunia (Foggia), integralmente completati, non hanno mai aperto le porte – sottolinea Fogliardi -. In Puglia si contano addirittura quattro istituti penitenziari costruiti, allestiti e mai inaugurati: il carcere di Bovino (Foggia) con 120 posti, di Minervino Murge (Bari), di Orsara (Foggia) e di Monopoli (Bari)»
«Prima di procedere a nuovi stanziamenti, impegni ed appalti per la realizzazione di nuovi istituti – conclude il deputato – il Ministro Alfano sposti i detenuti dalle carceri sovraffollate (dove spesso sono reclusi in condizioni disumane) agli istituti non utilizzati o quasi deserti.
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Piano carceri: «Non dimenticare il reinserimento sociale, non solo nuove carceri»
Pubblicato il 13 gennaio 2010 1 commento Condividi su Facebook
Ho visitato il carcere di Montorio in Luglio. Ancora attendo da Alfano risposta alla mia interrogazione. Ora sembra partire il piano carceri. Purtoppo si parla sempre di mura e poco di persone. Questo il comunicato stampa che ho diffuso oggi in merito:
«Non si devono costruire solamente nuove carceri, ma pensare a misure di reiserimento sociale e forme alternative alla detenzione» afferma il deputato del Pd Giampaolo Fogliardi, che attende una risposta ad una interrogazione sullo stato del carcere di Montorio (VR), visitato quest’estate. «Le condizioni erano un disastro e purtroppo non è un caso isolato. Come possiamo rinchiudere delle persone in condizioni disumane e sperare che possano reinserirsi nella società?» si chiede il deputato.
«Chi è rinchiuso in condizioni disumane – prosegue Fogliardi – non ha certo la disponibilità economica per i migliori avvocati, ed è condannato a logorarsi in una spirale di degrado senza via d’uscita. Il faro di ogni azione deve rimanere lacostituzione: le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato» -
Carcere di Montorio: «Situazione davvero inaccettabile, farò subito un’interpellanza»
Pubblicato il 28 luglio 2009 4 commenti Condividi su FacebookSia L’Arena che il Corriere di Verona riportano della mia visita alla casa circondariale di Montorio.
Lo sfogo di Fogliardi: «Situazione davvero inaccettabile, farò subito un’interpellanza»
L’ingresso del carcere«Un disastro. Inaccettabile una situazione così, lo dico da uomo, cattolico, cristiano e da politico». È il commento dell’onorevole Giampaolo Fogliardi dopo la visita alla casa circondariale di Montorio. Il politico veronese voleva verificare la situazione di disagio che detenuti e polizia penitenziaria vivono quotidianamente. E lo ha fatto facendosi accompagnare nella visita dai rappresentanti della Uilpa penitenziari, Leonardo Angiulli coordinatore regionale, Daniele Luongo, coordinatore locale, Micaela Petrilli, segretaria provinciale della federazione Uilpa. La denuncia è forte: la casa circondariale può ospitare 400 detenuti, al suo interno attualmente ce ne sono 930, di cui 52 donne. Il personale penitenziario arriva a 336 poliziotti, mentre dovrebbero essercene almeno 407. La situazione è talmente al limite che contravvenendo alla legge nel reparto femminile, proprio per la carenza di personale viene mandato quello maschile. Le docce sono pietose, i muri ammuffiti. Dal soffitto piove acqua. Come se non bastasse a breve verrà attivato un reparto psichiatrico dove i detenuti dovranno essere monitorati. Ne arriveranno quindi altri e da ogni dove del Paese.
«A seguirlo non sarà nemmeno personale qualificato», fanno notare i sindacalisti. Una situazione talmente al limite che fogliardi non ha potuto nasconderne il disagio. Tutto verrà tradotto dall’onorevole oggi stesso in un’interpellanza parlamentare che sottoporrà direttamente al ministro Alfano. Chiaro che il concetto di base dell’esponente del Pd è quello che si riassume nell’articolo 27 della Costituzione, che vuole le carceri non solo come luogo di espiazione ma di rieducazione. «E quest’ultima non c’è se a vivere in tre metri quadri sono in cinque detenuti, se l’ambiente si presenta insalubre, se i cattivi odori attanagliano lo stomaco e la mente, se la polizia penitenziaria non ha mezzi», assicura fogliardi. Due ore in carcere, il primo per altro visitato dall’onorevole, sono bastate per mettere i puntini sulle “i” su una società che parla di rispetto e umanità ma che nei fatti trascura chi ha davvero bisogno di una mano. fogliardi si è così trovato a parlare sia da parlamentare che da uomo e senza nascondere la propria incredulità ha evidenziato le tante carenze che ha potuto vedere. «È un luogo insicuro dove la polizia penitenziaria lavora in condizioni disagiate senza nemmeno gli strumenti adatti», sottolinea notando come il personale durante l’ora d’aria dei detenuti si ritrovi nel cortile senza nemmeno un telefono e senza telecamere di sorveglianza. L’ambiente insalubre non poteva passare di certo in secondo piano. Eppure proprio la casa circondariale di Montorio, realizzata negli anni Novanta, ha preso parte ad un progetto legato ad un’associazione villafranchese che vede impegnata una squadra di detenuti a ritinteggiare le pareti e gli infissi della struttura seguendo una logica cromatica che dovrebbe dare al luogo non più un aspetto di “soffocamento” con tanto colore lilla e altre gradazioni. «Dal soffitto piove, ho potuto vedere diverse pozzanghere», dice fogliardi ripercorrendo la visita spazio dopo spazio e ricordandone addirittura gli odori «fastidiosi, insostenibili». In primo piano rimane sempre il sovraffollamento e qui il politico dà sfogo di più all’uomo di fede, a quello che un buon cristiano cattolico dovrebbe avere sempre presente: il rispetto del prossimo. «Sono in quattro in una cella e si pensa di aggiungere una branda per un quinto posto», dice, «non sono qui a dire che chi ha sbagliato non deve pagare, ma non è ammissibile non dare nessuna possibilità di reinserimento. Gli agenti svolgono un lavoro che è equiparabile ad una missione. È chiaramente una situazione al limite». Stupore c’è anche per i parenti dei detenuti costretti a stare sotto il sole in attesa di varcare i cancelli. Eppure da più di 15 anni si parla di un centro di ascolto, quello che l’associazione La Fraternità vorrebbe realizzare. Un progetto venne dato in mano alla precedente amministrazione Zanotto. «Mi appello agli enti pubblici e religiosi, affinché si trovino delle soluzioni. Impensabile parlare del ponte di Messina e lasciare che persone vivano in questo modo», conclude. A.Z.








