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Tribunale di Verona con i conti in rosso. Il mio intervento dopo la denuncia di Schinaia

Tribunale di Verona con i conti in rosso. Il mio intervento dopo la denuncia di Schinaia

Il Procuratore Schinaia ieri ha sollevato il caso sulle pagine del Corriere di Verona. Oggi ho ricordato l'interrogazione da me presentata lo scorso anno sul tema. Attendo ancora risposta e interverrò nuovamente alla ripresa dei lavori. La situazione è inaccettabile. Ecco l'articolo uscito su Il Corriere di Verona Fogliardi: «Alfano deve ...

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Gardaland, allarme di Fogliardi « Temo per il futuro del parco »

Gardaland, allarme di Fogliardi « Temo per il futuro del parco »

Il Corriere di Verona oggi riporta le mie perplessità sull'attuale rapporto tra il parco e il territorio. Il parlamentare: « Personale e dialogo, scollamento con il territorio » CASTELNUOVO — Un sentimento di profonda amarezza e di preoccupazione per il « cambiamento » che sta vivendo uno dei parchi divertimento più importanti ...

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Gheddafi, uno splendido dittatore

Gheddafi, uno splendido dittatore

Un mio intervento sulla visita del rais in Italia, ripreso anche da L'Arena. Mentre Gheddafi  scorazza per Roma con ottanta Mercedes, trenta purosangue berbereri, un plotone di amazzoni, un primo ministro italiano sorridente al suo fianco e impartisce, tra un cappuccino a Piazza Navona ed un’ aranciata a Campo de Fiori, ...

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Il resoconto di un anno di opposizione dei deputati Pd

Il resoconto di un anno di opposizione dei deputati Pd

Ecco il resoconto di un anno di opposizione alla Camera Scarica l'almanacco di 12 mesi con la cronaca della nostra attività alla Camera. Prepariamo giorni migliori anche in Parlamento, per affermare e diffondere un'altra idea dell'Italia. Buona lettura. Un anno di opposizione.pdf

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Verona, dalla City in riva all'Adige ad un parcheggio di fronte alla fiera

Verona, dalla City in riva all'Adige ad un parcheggio di fronte alla fiera

La finanza è sempre più globale ed il rapporto tra banche e politica si fa ogni giorno più complesso; in questo contesto Verona è ferma e sta perdendo peso a causa di scarsa lungimiranza e mancati progetti. Il rapporto distorto tra mondo politico e finanziario è stato tra le cause della ...

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  • PD Verona: quale futuro?

    Pubblicato il 15 aprile 2010 giampaolo 2 commenti Condividi su Facebook

    Care democratiche e cari democratici,

    il risultato delle regionali non è stato brillante. Inutile nasconderselo, inutile cercare conforto rivoltando dati e statistiche per rendere il calice meno amaro.
    Nessuno ha chiesto la testa di Bersani, ci mancherebbe. La caccia al capro espiatorio ci ha fatto bruciare segretari uno in fila all’altro. Non serve ripetere lo stesso errore, ne ricadere nell’ansia da nuovismo o nel richiamo del futuro leader che con poteri taumaturgici possa raddrizzare la rotta.

    A Verona il dato è particolarmente preoccupante, continua l’emorragia di voti e non è partita nessua riflessione profonda. Siamo il terzo peggiore Pd del Paese. I nostri candidati si sono battuti con vigore sul territorio ed hanno raccolto risultati personali significativi, ma il Partito democratico ha perso. Abbiamo perso.
    Ha perso la visione del Lingotto, la capacità di rimettersi in sintonia con il Paese, la prospettiva moderna, aperta, che poteva raccogliere i delusi (a ragione) del Governo Berlusconi. Invece i delusi votano Lega, votano di Pietro, votano Grillo…
    Non diciamo che ci hanno “rubato voti”, cerchiamo di capire perché li abbiamo persi, quei voti.
    Ho il terrore che ci si accontenti della prospettiva dell’opposizione a vita, del coltivare un orticello per spartirsi in casa i frutti (sempre meno succosi) che avrà da offrire. Una Lega dell’Appennino (ma anche li qualcosa scricchiola) e nel resto d’Italia tanti saluti.
    «Il Pd sembra una copia, anche un po’ sbiadita, del Pds: nell’organizzazione, nel vocabolario utilizzato, nella eccessiva contiguità con la Cgil, nei gruppi dirigenti locali» faceva notare ieri il collega Enrico Farinone sulle pagine di Europa. Un passaggio che mi ha fatto riflettere.

    La Lega, lontana dai salotti, sta diventando sempre di più una astuta forza di governo. Passata la fase delle ampolle sul Po e delle fiabe celtiche stanno occupando tutti i posti di potere e fanno breccia anche negli assetti del potere bancario.
    Gli spregevoli richiamo razzisti ed intolleranti verrano presto smorzati dai vertici.
    Incarna, nell’immaginario, un modello concreto che unito ad una visione basata su alcuni punti forti riesce a creare consenso e diffondere sicurezza, nonostante le contraddizioni che noi dobbiamo fare emergere: il voto sulla privatizzazione dell’acqua, il flop delle ronde, il risiko dei palazzi storici, l’assenza di strategie per la città…

    La potenza del messaggio non dipende solo dai minuti concessi, ma anche dall’efficacia dello stesso. Per questo quello che manca ora è al Pd è una visone chiara di come vogliamo Verona e l’Italia del futuro. E questo viene prima di qualsiasi modello organizzativo o qualsiasi tattica di alleanze studiata dagli strateghi a tavolino. Altrimenti rischiamo di mettere il carro davanti ai buoi.
    A Verona e provincia, con il 16,8%, siamo una forza marginale. Molte persone che all’inizio ci avevano sostenuto, vedendo in noi un partito riformista, moderno e aperto ora si sono astenute o non ci hanno dato la preferenza. Se qualcuno è soddisfatto di questa situazione per il tornaconto personale non andiamo da nessuna parte.
    Se il gioco del Pd si riduce ad una competizione intestina per spartirsi il poco che gli spetta da una posizione di eterna opposizione, asserragliato nella riserva indiana, rischiamo di estinguerci in una copia sempre più sbiadita di modelli del secolo scorso.

    Il congresso provinciale sarà la sfida fondamentale per cambiare passo, per aprire veramente un dialogo con tutte le realtà sociali ed economiche di Verona: la piccola impresa in crisi, i professionisti, i precari, il mondo della ricerca. Il radicamento passa anche dalle risposte che sapremo dare ai problemi delle famiglie, anche i più piccoli e quotidiani .

    Se sarà un congresso autoreferenziale, basato solo sul posizionamento strategico di piccole componenti per la gestione della poca “argenteria di famiglia” rimasta il partito rischia grosso.

    on. Giampaolo Fogliardi

  • “No a un Pd che si guarda l’ombelico ma neanche uno che continua a coprirsi gli occhi”

    Pubblicato il 6 aprile 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Pubblico una lucida ed interessante analisi della situazione politica dell’on. Giuseppe Fioroni
    “Tornare a parlare alla gente, con il linguaggio della gente. Sdoganare l’immagine sinistra-comunismo che Berlusconi ha cucito addosso al Pd, anche prendendo pubblicamente le distanze dal concetto di comunismo e sostituendolo con i concetti di bene comune ma anche meritocrazia. Fornire a tutti gli strumenti per partire alla pari in un sistema che premia i più bravi ma fornisce un paracadute pure agli altri. Dare l’esempio, essere inattaccabili sul piano personale. E dire anche “Grillo non ci ha rubato voti: li abbiamo persi noi”. Ecco, questo vorrei sentirmi dire oggi da voi”.

    Ho chiesto a un giovane amico, nostro non-più o forse non-mai elettore, di spiegarmi meglio cosa avesse voluto dirci stavolta con il suo preferire altro. Mi ha mandato quello che considero un mini programma e l’implicita conferma di ciò di cui ero già convinto e cioè che, il giorno dopo i risultati elettorali, più che interpretazioni e contorsionismi numerici, a noi viene chiesto di fare prima delle serie riflessioni e poi delle conseguenti, concrete proposte.

    Perché questo è il punto: chiederci come mai non siamo riusciti a intercettare il partito degli scontenti, il primo partito d’Italia. Perché, bene che vada, siamo stati la quinta scelta? Perché se sbaglia e delude Berlusconi paghiamo il conto pure noi? E’ questo il prezzo da pagare a questo bipolarismo, probabilmente. Ma non basta.

    Il partito degli scontenti ha preferito prima di tutto sfilarsi dalla contesa, restarsene a casa. Poi ha votato la Lega, che è insieme un partito di maggioranza e di opposizione e che certifica la frattura e la distanza che ormai separa Pdl e leghisti, consegnandoci anche una nuova geografia elettorale nella quale il Pdl si confina al Sud e lascia in mano a Bossi tutto il resto. Gli scontenti poi hanno preferito Grillo e l’Italia dei Valori: solo in quinta battuta i fuggitivi da Berlusconi sono approdati al Pd: perché non ci votano? Credo che nessuna analisi elettorale possa e debba prescindere da questa domanda, né serve ostinarsi a interpretare e tirare i voti di qua e di là: gli italiani sanno leggere i numeri fondamentali, il numero di presidenti eletti, i voti assoluti in meno e il divario tra centrodestra e centrosinistra. Il resto rischia di essere solo una inutile e dannosa seduta auto-consolatoria.

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  • Franco Marini a Verona

    Pubblicato il 21 marzo 2010 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    L’Arena oggi parla della visita di franco Marini.

    CENTROSINISTRA. L’ex presidente del Senato con Uboldi e Fogliardi
    «Il Pd non può fare 
a meno dei cattolici»

    A dispetto di tutti i titoli di cui potrebbe fregiarsi, si presenta come «amante della montagna e tenente degli Alpini». Ma dopo qualche aneddoto politico per «scaldare» il pubblico – per esempio sui suoi rapporti con la Bonino – Franco Marini, ex presidente del Senato e già segretario della Cisl, scende subito nel vivo del dibattito a sostegno del candidato del Pd per il Consiglio regionale Roberto Uboldi: incontro tenutosi ieri al residence San Zeno, in presenza del deputato Giampaolo Fogliardi, del segretario provinciale del partito Giandomenico Allegri e dello stesso Uboldi.
    Marini con la verve che lo contraddistingue, parla dell’identità del Pd con atteggiamento «paterno»: tessendone le lodi ma non risparmiando alcune critiche. Costruttive, ovviamente. Due, per lui, le caratteristiche imprescindibili cui tendere: «Essere un partito radicato e aperto». «So bene in che città ci troviamo», esordisce, «questa fase di fortuna del leghismo, lo dobbiamo ammettere, è da imputare alla sua capacità di stare aggrappato alla gente e al territorio». E precisa: «Tra noi è dilagata una tendenza sbagliata, per cui la politica si riduce a pura comunicazione. Nelle sedi dei partiti, oggi la preoccupazione maggiore è cosa rispondere l’indomani, sui giornali, alla controparte. Ma io vi consiglio: rilasciate dichiarazioni solo una volta alla settimana, ma sapendo cosa dire».
    Marini parla di «un partito d’ampio spettro sociale, in cui possa riconoscersi buona parte della cultura del Paese. Senza l’ala cattolica, per esempio», continua, «il Pd si porrebbe limiti mortali. Perché c’è bisogno di un partito riformista che, in questo liberismo post-sindacale, raccolga le esigenze di giustizia e solidarietà sociali acuite dalla crisi economica. Le ideologie della destra contraddicono ciò in cui i cattolici credono. E oggi che il comunismo realizzato non esiste più da un pezzo, sono i cattolici che militano sotto la bandiera di Berlusconi a doversi giustificare». Uboldi termina il discorso: «Ci sono momenti bui, nella storia della Chiesa, in cui i credenti devono riempire il silenzio assordante che giunge dalla gerarchia ecclesiastica. A Verona, per esempio, che il sindaco leghista promuova azioni per far piazza pulita degli ultimi e dei più deboli, non può passare nell’indifferenza dei cittadini».L.CO.

    «Il razzismo 
è estraneo
al nostro dna»
    «Come può esserci un’Italia xenofoba? Basta conoscere la storia degli ultimi cent’anni per non accettare la discriminazione. Mio nonno si chiamava Franco come me ed emigrò per cinque volte in America». È iniziato così l’intervenuto dell’ex presidente del Senato Franco Marini all’incontro in ricordo della fine dell’apartheid in Sudafrica, organizzato al Monastero degli Stimmatini di Sezano in occasione della giornata mondiale dell’Onu contro le discriminazioni razziali. Comunità Stimmatini di Sezano, Rete della diaspora africana nera in Italia, e Pangea-casa delle culture, hanno voluto ricordare i 20 anni dalla fine delle differenze tra «bianco e nero». Una nuova era che ha permesso un nuovo inizio fatto di libertà e dignità.
«La crisi ci ha fatto riscoprire i valori dell’uguaglianza. L’egoismo della finanza che ha messo da parte il lavoro vero è stato punito. Ora siamo nella fase in cui si può recuperare», ha detto Marini.A.G.

  • Salvaliste: Fogliardi (PD), «precedente pericoloso per le future consultazioni elettorali»

    Pubblicato il 7 marzo 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    «E’ profondamente sbagliato cambiare le regole del gioco in corso, passa un messaggio devastante. L’arroganza del centrodestra ha raggiunto il livello di guardia. Il danno che si crea con questo atteggiamento va ben al di la della questione delle liste, intacca il cuore delle regole democratiche. Si crea un precedente pericoloso per le future consultazioni elettorali». Lo dichiara il deputato del PD Giampaolo Fogliardi

    «Nell’esprimere profondo sdegno per quanto accade – prosegue Fogliardi – ritengo fuori luogo l’attacco a Napolitano. La battaglia sarà politica e mi auguro che il paese si renda conto di quanto sia inadeguata la maggioranza che lo governa. Questa volta il Pdl non provi a scaricare il barile su presunti nemici o complotti. Il caos è colpa della loro incapacità delle loro divisioni interne».

  • Elezioni Regionali, la legge è uguale per tutti

    Pubblicato il 4 marzo 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    La legge è uguale per tutti ed i signori del Pdl comincino ad abituarsi a rispettarla. Se il partito di maggioranza non è in grado di amministrare sé stesso come farà ad amministrare la grave situazione del Paese in crisi?

  • Fogliardi: «Inasprire sanzioni per affissioni abusive»

    Pubblicato il 18 febbraio 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    «Si applichi una sanzione amministrativa pecuniaria da diecimila euro a centomila euro per violazioni ripetute delle norme in materia di affissioni di manifesti politici. Le spese sostenute dal comune per la rimozione della propaganda abusiva siano a carico del committente responsabile». Lo propongono i deputati del Pd Giampaolo Fogliardi e Simonetta Rubinato con un emendamento al decreto “milleproproghe” in esame alla Commissione Bilancio della Camera.

    I deputati rispondono così al mini-condono per le affissioni abusive proposto dalla Lega, sempre tramite un emendamento al milleproroghe, che consentirebbe a chi affigge manifesti abusivi di cavarsela pagando 1000 euro per ogni provincia in cui è stata commessa l’infrazione.

    «La Lega Nord propaganda legge ed ordine – attacca Fogliardi -  ma vuole imbrattare impunemente le nostre città. E’una vergogna. Così facendo, i sedicendi federalisti danneggiano anche le casse comunali che non solo devono spendere soldi per staccare la carta dai muri ma non possono nemmeno contare sulle entrate ricavate dalle sanzioni».

  • Verona e il Veneto di fronte alla crisi economica. Il mio intervento

    Pubblicato il 10 febbraio 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Elezioni Regionali 2010, Verona e il Veneto di fronte alla crisi economica.

    Venerdì 5 febbraio sono intervenuto al Centro Mons. Carraro Carraro in questo convegno organizzato dal partito democratico. Questo il testo integrale:

    Buonasera a tutti, fa piacere vedere una platea così gremita in un momento tanto delicato.

    Desidero dare il benvenuto a tutti e ringraziare Piero Fassino per la sua presenza preziosa alla vigilia di una campagna elettorale cruciale per gli assetti della la nostra città e della nostra regione.
    Non voglio cadere nella retorica o nei ringraziamenti dovuti come “padrone di casa”, ma desidero dare atto della lungimiranza e della grande capacità politica dell’on. Piero Fassino, che fra i tanti leader è couli che forse più di tutti rappresenta la vera entità del Pd, al di sopra delle parti e delle provenienze. Grazie di tutto questo Piero Fassino.

    In questo periodo di intenso dibattito sulle candidature e sulle liste è sembrato, all’interno del Partito democratico, che il problema fondamentale fosse soprattutto nel Mezzogiorno.
    Si dava per scontato il risultato al Nord, lasciato al suo destino irreversibile: la vittoria della Lega. Un processo che porterebbe ad un risultato allucinante, dalle prospettive imprevedibili per la parte più dinamica e produttiva del paese.

    Non si è capito, almeno questa è la sensazione che prevale qui nel settentrione, e tu lo sai bene Piero, perchè vale anche per il tuo Piemonte, che si gioca una battaglia cruciale, non solo per quanto riguarda gli aspetti economici, dei quali io dovrei parlare, ma anche, ed in particolare, per gli aspetti ed i riflessi culturali che deriverebbero da un trionfo del leghismo.

    L’altra sera, uscendo dalla Camera, ho provato profondo disagio di fronte ai presìdi dei lavoratori dell’Alcoa, della Fiat di Termini Imerese e di altre aziende in crisi.
    Molti lavoratori, anche veneti, erano lì a portare avanti la loro battaglia, mentre il Parlamento era stato tutto il giorno, e lo sarebbe stato anche tutto il giorno successivo, “in tutt’altre faccende affacendato”, per dirla con i versi del Giusti, visto che l’interessato era il nostro Presidente del Consiglio.
    Berlusconi, non mi stancherò mai di ripeterlo, ha il pieno appoggio di quella Lega che qui nelle provincie del Nord predica in un senso, mentre giù a Roma si stringe a coorte a difesa del sovrano. Anche questa è politica dei due forni, per riprendere una citazione tornata in auge.
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  • Bortolussi e Fassino domani a Verona

    Pubblicato il 4 febbraio 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Domani parteciperò ad un incontro con Bortolussi e Fassino a Verona

    Con le elezioni regionali 2010 il Pd mette in campo le proprie idee e la propria forza nel momento in cui si rendono evidenti il fallimento e l’inadeguatezza dello schieramento politico Pdl-Lega che ha governato la regione negli ultimi 15 anni.

    A Verona come nel resto del Veneto i partiti della destra mostrano disattenzione ai segni di declino delle imprese e dell’occupazione, non hanno una strategia economica territoriale, hanno reso intollerante la società, trattano i diritti dei cittadini come fossero regali.

    Si tratta invece di: 1. Affrontare la crisi delle imprese e del lavoro con la protezione temporanea dei vecchi settori e l’accompagnamento allo sviluppo dei nuovi, investendo sull’istruzione e sulla ricerca; 2. Affrontare i gravi problemi della mobilità, non privatizzandola e senza farla pagare salata; 3. Dare una strategia di area metropolitana al territorio veronese; 4. Spostare risorse sui giovani e sull’assistenza agli anziani.

    A discutere di questi problemi domani, venerdì 5 febbraio dalle ore 17.00 alle 19.30, presso la sala riunioni del Monsignor Carraro, in Lungadige Attiraglio ci saranno: Piero Fassino, leader nazionale del Pd, Giuseppe Bortolussi, candidato del centrosinistra alla presidenza del Veneto; Giampaolo Fogliardi e Mariapia Garavaglia, parlamentari del Pd; Roberto Uboldi, consigliere comunale Pd e Giovanna Zago, dirigente nazionale di Confcooperative. La serata sarà introdotta dal saluto di Giandomenico Allegri, coordinatore provinciale Pd e moderata da Remo Zanella.

  • Bortolussi intervistato da L’Arena

    Pubblicato il 25 gennaio 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Come ho dichiarato ieri a L’Arena, Bortolussi è la reale risposta alla candidatura di Zaia nel centrodestra e per il partito è un passaggio storico perché garantisce l’aggancio con il mondo delle piccole e medie imprese, degli artigiani e dei commercianti che Bortolussi rappresenta. Questa svolta apre e rende competitiva la campagna elettorale.

    Vi segnalo inoltre la bella intervista a Bortolussi uscita oggi sempre su L’Arena

    GIUSEPPE BORTOLUSSI, candidato Pd
    «Missione impossibile?
No, decideranno i cattolici»

    Meno di 24 ore dopo il sofferto responso delle urne targate Pd, Giuseppe Bortolussi torna sul luogo del delitto, in quella Torri di Quartesolo che ha fatto da scenografia alla sfida con Laura Puppato. Le urne dell’esecutivo regionale dicono che è finita 39 a 29 per il segretario della Cgia di Mestre e assessore comunale a Venezia, che ieri era già al lavoro per dettagliare il piano di battaglia con Rosanna Filippin, segretario veneto dei democratici.
    Giuseppe Bortolussi contro Luca Zaia: sembra una mission impossible. Lei che dice?
    Dico che è molto difficile, ma non impossibile. Ho già sperimentato situazioni simili. Basti ricordare la tornata elettorale del 2005, quando Massimo Cacciari a Venezia in 15 giorni ricuperò circa 20 punti di distacco. Mi piacciono queste sfide: il contesto, in realtà, è molto più fluido di quello che sembra.
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  • Bortolussi presidente!

    Pubblicato il 20 gennaio 2010 giampaolo 3 commenti Condividi su Facebook

    Giuseppe Bortolussi sarebbe un candidato di alto profilo per il Veneto.
    Il leader della Cgia di Mestre è vicino alle piccole e medie imprese, agli artigiani, alla spina dorsale dell’economia veneta. Un candidato competente che saprebbe attirare a sé un consenso trasversale.
    Il Pd deve essere catalizzatore delle istanze riformiste, laboratorio, area aperta. Dalle politiche per la famiglia alla green economy, potremmo presentare un programma di rilancio per la nostra regione ed arginare l’espansione leghista.
    Alla propaganda di Zaia dobbiamo rispondere con un progetto di governo serio per la Regione. Sono convinto che i moderati veneti che non vogliono consegnare le chiavi di Palazzo Balbiai leghisti possano riconoscersi in una grande alleanza per Bortolussi presidente.