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Visita al liceo Galileo Galilei di Verona.
Pubblicato il 4 giugno 2010 1 commento Condividi su Facebook
Il 31 maggio i parlamentari del Pd sono stati in decine di scuole in tutta Italia per raccogliere indicazioni e dati sulle conseguenze dei tagli del Governo ai danni della qualita’ della scuola pubblica italiana.Al Liceo Scientifico Statale Galileo Galilei ho incontrato il Preside, Luciano Carazzolo, i rappresentanti di genitori e studenti ed i docenti.«Chiarezza» è stata la parola chiave dell’incontro: sono tutti stanchi di navigare a vista in questa riforma, non si capisce cosa succeda.La scuola dovrebbe essere un percorso, una «scuola di vita», dovrebbe formare i cittadini di domani.Come ha ricordato il Preside: «manca una idea di scuola nel profondo».Alla fine di maggio non si sa nemmeno l’organico per il prossimo anno, per questo la ripartenza a settembre a volte ha il sapore del miracolo.C’è bisogno di chiarezza.Un rappresentante della Consulta giovanile ha espresso la necessità di una legge quadro sul diritto allo studio: agevolazioni per l’acquisto di libri di testo, migliore accesso agli stage ecc…Lamentando anche uno scarso ascolto da parte del Ministro verso le Consulte.I tagli si fanno sentire e comincia a diventare faticoso garantire la quotidianità.Un docente mi ha ricordato come sia impossibile la didattica di qualità in classi da 32 studenti; allo stesso modo il Preside ricordava il bisogno di investimenti in formazione per i docenti.E’stato un incontro proficuo ed ho avuto la conferma “sul campo” che questa manovra sia ingiusta e che faccia pagare l’inettitudine e i disastri economici della destra a chi serve lo Stato con dignità e sacrificio, in primo luogo alle lavoratrici e ai lavoratori della scuola che già soffrono di salari al lumicino, di precariato pluriennale, di tagli che rendono difficile persino aprire le porte delle scuole ogni mattina.Sulla formazione ci giochiamo il futuro del Paese, la scuola non è un peso, ma una risorsa da valorizzare. -
Crisi della scuola
Pubblicato il 5 marzo 2010 Nessun commento Condividi su FacebookOggi L’Arena parla della mia interpellanza al Ministro Gelmini sulla sicurezza degli edifici scolastici.
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Sicurezza edifici scolastici: «dalla Gelmini solo promesse»
Pubblicato il 4 marzo 2010 1 commento Condividi su Facebook
«Che fine hanno fatto il progetto di monitoraggio dell’Anagrafe nazionale dell’Edilizia scolastica e perché ad oggi non sia ancora stato reso noto lo stato di attuazione del Piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici annunciato dal Governo». A chiederlo il deputato Pd Giampaolo Fogliardi in una interpellanza urgente rivolta al Ministro dell’istruzione firmata insieme altri colleghi deputati.
«Ancora nel gennaio 2009 – spiega Fogliardi - è stata prevista la costituzione, in ogni regione, di appositi Gruppi di lavoro, composti da rappresentanze degli Uffici Scolastici Regionali, dei Provveditorati Interregionali alle Opere Pubbliche, dell’ANCI, dell’UPI e dell’UNCEM, con il compito di costituire apposite squadre tecniche incaricate dell’effettuazione di sopralluoghi sugli edifici scolastici del rispettivo territorio e della compilazione di apposite schede, il cui contenuto era destinato a confluire successivamente nell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica. Il Presidente del Consiglio aveva annunciato, in una delle conferenze stampa tenute in tandem con il ministro Gelmini, che la suddetta iniziativa avrebbe dovuto essere completata, come scritto nell’Intesa, entro il 6 agosto 2009!»
«Gli amministratori locali hanno bisogno del supporto dello Stato -conclude Fogliardi -, per questo attendiamo dall’Esecutivo risposte chiare ed esaustive e in tempi rapidi su quando e come verrà data attuazione all’assegnazione dei fondi già stanziati per l’edilizia scolastica».
Testo integrale dell’interpellanza: Prosegui la lettura » -
La Gelmini mina l’autonomia scolastica. Intervista a Roberto Uboldi
Pubblicato il 11 gennaio 2010 1 commento Condividi su FacebookRiporto una interessante intervista a Roberto Uboldi apparsa sul quotidiano L’Arena domenica 10 gennaio riguardo le ultime proposte del Ministro

«Se questa è una norma nazionale mi sembra abbastanza sciocca perchè incide sull’autonomia scolastica. Sarebbe più saggio utilizzare ciò che giuridicamente esiste, vale a dire proprio le opportunità offerte dall’autonomia. Ogni istituto scolastico deve poter fare le proprie scelte in base alle proprie necessità e alle proprie possibilità».
La pensa così Roberto Uboldi, dirigente scolastico dell’istituto Einaudi e consigliere comunale del Pd, che non condivide per niente la scelta delle quote di stranieri nella formazione delle classi. E adottare un criterio generico in una realtà con infinite variazioni Uboldi la trova una scelta quanto meno discutibile. «Dovremmo anche capire cosa s’intende per straniero, visto che molti stranieri sono nati in Italia e arrivano alle elementari parlando perfettamente l’italiano. Cosa facciamo? Li mandiamo in altre scuole, magari lontane dal loro quartiere, creando disagi alle loro famiglie, solo perchè hanno la pelle scura o gli occhi a mandorla? Mi sembra una scelta discriminante, non una garanzia per la didattica. Credo che questo criterio delle quote vada soppesato attentamente».
Comunque, continua Uboldi aggiungendo una nota polemica, «non mi risulta che in Italia siano state composte delle classi ghetto», anche perchè la composizione delle classi viene valutata dai docenti e dal Consiglio d’istituto. Se fosse vero che esistono situazioni del genere, vorrei vederne un elenco. Ma non mi risulta che il ministro Gelmini abbia compiuto un’operazione del genere. E se mai si accertassero casi di classi composte esclusivamente da stranieri, andrebbero denunciati».
Una posizione in linea con quanto espresso da Francesca Puglisi, responsabile Scuola della segreteria del Pd secondo la quale «chi ha frequentato un percorso di scolarizzazione dalla scuola dell’infanzia o è nato nel nostro Paese ha le stesse competenze linguistiche dei bambini italiani».E.C. -
Presidi preoccupati. E la scure colpisce anche le materne private
Pubblicato il 20 novembre 2009 Nessun commento Condividi su FacebookSono intervenuto su L’Arena sui tagli alle scuole paritarie, ricordando che il 70% dei bambini veneti usufruisce delle materne private. Una stangata per le famiglie della nostra regione
Ieri il parlamentare del Pd Giampaolo Fogliardi è intervenuto per protestare contro «i tagli per 130 milioni che vanno a colpire le scuole paritarie. È un danno per le famiglie venete».
Nella nostra regione infatti il 70% dei bambini dai 3 ai 6 anni trova accoglienza in scuole materne private. «Il pesante taglio di 130 milioni di euro dei fondi alle scuole paritarie è stato confermato dal Governo per il prossimo anno nonostante le promesse del Ministro Gelmini.
E così molte materne private si vedranno costrette ad aumentare le rette o a chiudere. Nel 2011 il taglio sarà di 200 milioni».Qui sotto l’intero articolo








