-
Gheddafi, uno “splendido” dittatore
Pubblicato il 1 settembre 2010 1 commento Condividi su FacebookUn mio intervento sulla visita del rais in Italia, ripreso anche da L’Arena.

Mentre Gheddafi scorazza per Roma con ottanta Mercedes, trenta purosangue berbereri, un plotone di amazzoni, un primo ministro italiano sorridente al suo fianco e impartisce, tra un cappuccino a Piazza Navona ed un’ aranciata a Campo de Fiori, lezioni di Corano, mi chiedo se i leghisti abbiano perso lo smalto dei giorni migliori.
Un tempo avrebbero fatto fuoco e fiamme per molto meno.
Che fine ha fatto il Calderoli che solo qualche anno fa era pronto a «mettere da subito a disposizione del comitato contro la moschea il mio maiale per una passeggiata sul terreno dove si vorrebbe costruire la moschea»?
E come stanno gli amici del “White Christmas”, di Coccaglio, nel bresciano, promotori delle ronde natalizie per espellere dal comune tutti gli stranieri irregolari entro Natale, setacciando, con fiuto padano, tutto il paese casa per casa?
E ci chiediamo anche chi stia spolverando gli scaffali negli uffici della Provincia di Trento, dopo che l’8 gennaio il capo del Carroccio locale scrisse al Presidente dell’Ente: «Nei nostri uffici non devono entrare donne delle pulizie di fede islamica. [… ] Negli uffici leghisti, solo lavoratori della nostra fede e della nostra terra». Una desiderio di pulizia etnica in tutti i sensi, verrebbe da dire.
Improvvisamente l’atteggiamento “fucili sempre caldi”, ispirato dal leader Bossi, sembra essere giunto a più miti consigli.
Alfiere della realpolitik leghista è il nostro primo cittadino Tosi, secondo il quale il dittatore libico, novello profeta dell’islam all’ombra del cupolone, sarebbe: «un animale politico eccezionale. Ha i soldi, ha il petrolio e fa splendidamente l’interesse della sua nazione».
Come al solito due pesi e due misure: arroganti con i deboli e zerbini con gli “splendidi” potenti.
Nel frattempo, nonostante il diktat primaverile di Bossi «prendiamoci le banche del nord», i libici sono i primi azionisti di Unicredit, la maggiore banca italiana.
Gli interessi economici sono ovviamente alla base dei rapporti con la Libia; dopo le esibizioni circensi ed i caroselli, alla cena si sono accomodati tutti i rappresentanti dell’economia, della finanza e del sistema bancario italiani: da Eni a Fiat, da Unicredit a Finmeccanica, da Impregilo a Fonsai…Nessuno vuole farsi sfuggire l’opportunità di nuove commesse.
Ma la realpolitik dovrebbe considerare anche il danno alla credibilità ed all’immagine internazionale del nostro Paese. Prestandoci ad una carnevalata simile, abbiamo superato i limiti della decenza, rendendoci ridicoli agli occhi della comunità internazionale.
Gheddafi, servito e riverito dal nostro governo, dal palcoscenico romano ha pure lanciato quello che è difficile non definire un ricatto all’intero continente europeo: “o pagate o apro le frontiere all’immigrazione”, ha fatto intendere.
Inoltre, l’atteggiamento disinvolto e colorito di Berlusconi nei confronti dei suoi “amici” Gheddafi, Putin e Lukachencho, rischia di appannare il profilo della nostra politica estera nello scacchiere atlantico. La dignità del nostro paese e la sua credibilità internazionale non hanno un valore?
Non infulenzano le scelte, anche economiche dei nostri partner storici?Le pagliacciate del Colonnello non hanno solo ricoperto di ridicolo l’Italia, ma hanno creato disagio anche per molti musulmani. Chiunque viva la propria fede con serietà e serenità non può che rimanere basito di fronte alle 500 hostes pagate per fingere interesse nei confronti del colonnello-teologo.
E’ strano che di fronte a questa patetica sfilata di ragazze con il Corano i mano e la collanina del Rais al collo le paladine della libertà delle donne come il ministro Carfagna o la battagliera Santanchè non abbiano trovato nulla da ridire…Ma il pensiero più tragico, quando calerà il sipario, deve andare alla sorte dei migranti provenienti dalla Libia e respinti alle nostre frontiere. In che condizioni sono trattenuti? Dove? Vengono rispettati i diritti umani?
Facciamo finta di non vedere come Gheddafi usi il dramma dell’ immigrazione per ricattarci.
Su questo dal nostro Governo un silenzio tombale. Ma non parliamo di numeri, parliamo di persone, parliamo di migliaia di uomini, donne e bambini.on. Giampaolo Fogliardi
-
L’unità d’Italia e la doppiezza leghista
Pubblicato il 5 maggio 2010 1 commento Condividi su FacebookOggi Europa propone due editoriali di grandi interesse, ne consiglio la lettura. Il primo è “L’Unità d’Italia e la doppiezza leghista” di Federico Orlando, il secondo “E poi ne rimase soltanto uno” firmato dalla redazione.

L’unità d’Italia e la doppiezza leghista
Oggi il presidente della repubblica Giorgio Napolitano apre a Genova il Giubileo della nazione, ricordando la partenza dei Mille di Garibaldi dallo “scoglio di Quarto” verso il regno delle Due Sicilie, da unire all’Italia che grazie al Piemonte s’era andata realizzando sui campi della Lombardia.
Le cronache dicono che alla celebrazione si è associato anche l’arcivescovo di Genova nonché presidente della Cei, cardinale Bagnasco, che sembra aver assimilato l’insegnamento di Paolo VI, più di quarant’anni fa: il risorgimento fu disegno provvidenziale e liberò la chiesa dal fardello del potere temporale. -
Manifesti abusivi dell’assessore leghista Corsi
Pubblicato il 27 febbraio 2010 Nessun commento Condividi su FacebookAnche Roberto Uboldi ha sollevato il caso manifesti abusivi. La Lega, dopo aver infilato una sostanziale sanatoria nel decreto milleproroghe, continua beatamente a fregarsene delle regole e del decoro della città. Ecco il resoconto de L’Arena:
IL CASO. Il candidato Pd Uboldi all’attacco. La replica: «Io avevo chiesto il rispetto delle norme»
«Abusivi i manifesti di Corsi»
«È colpa della mia agenzia»«Ma la cosa paradossale è che i poster dell’assessore alla viabilità violano il codice della strada»
Botta e risposta fra l’assessore leghista Enrico Corsi e il consigliere comunale del Pd Roberto Uboldi, entrambi in corsa per un posto in Consiglio regionale. Oggetto del contendere sono i tabelloni elettorali di Corsi lungo la strada tra Montorio e Mizzole. Uboldi accusa l’assessore di scorrettezza nel posizionamento dei manifesti. «L’abusivismo», fa sapere il consigliere dell’opposizione, «è confermato da una comunicazione ufficiale del Comando della polizia municipale al quale avevo presentato un esposto». Dopo le verifiche, la polizia municipale ha emesso sanzioni per violazione delle norme del codice della strada.
«Ho fatto presente il fatto», risponde Corsi, «alla ditta che ha sede in provincia che cura la mia campagna elettorale, chiedendo il rispetto di tutte le norme. Nella risposta arrivatami per fax», continua l’assessore, «il responsabile dell’agenzia si è assunto tutta la responsabilità per eventuali denunce e proteste».
«Da più di una settimana», denuncia Uboldi, «il volto dell’assessore Corsi si staglia ad ogni curva della circonvallazione di Montorio: quattro tabelloni elettorali, ma pare che sparsi per la provincia ce ne siano altri, fissati su pali e lastre di metallo fanno bella mostra di sé sul rettilineo dopo la rotonda di ingresso Montorio, direzione Mizzole».
Uboldi afferma di aver «invitato chi di dovere a svolgere gli accertamenti del caso, che hanno confermato i nostri sospetti: tutti i manifesti sono abusivi. E soprattutto violano il Codice della strada, che dispone per l’installazione di cartelli pubblicitari una distanza di 1,5 metri o 3 metri, a seconda dei casi, dal ciglio della strada, mentre i manifesti distano solo pochi centimetri, ma la cosa paradossale», esclama il consigliere del Pd, «è che a violare il Codice della strada sia proprio l’assessore alla viabilità». Per Uboldi, inoltre, «i pali sono anche molto pericolosi in caso di fuoriuscita di strada dei veicoli. Evidentemente», conclude, «non bastavano gli adesivi della Lega appiccicati dappertutto e la sanatoria sulle affissioni abusive, che l’onorevole Fogliardi ha cercato di contrastare con un emendamento al decreto Milleproroghe, bocciato dalcentrodestra». -
Affissioni abusive, Fogliardi contro la Lega «Niente condono ma sanzioni salate»
Pubblicato il 19 febbraio 2010 Nessun commento Condividi su FacebookL’Arena parla del mio emendamento sulle affissioni abusive a questo link
Nel frattempo continuano le segnalazioni dell’abusivismo praticato dai paladini della legge. Ecco via Brigata Aosta a S. Massimo (Verona). Ringrazio Lorenzo Dalai per la segnalazione
-
Olimpiadi, Fogliardi: «Inaccettabile il sostegno di aziende di stato alla candidatura di Roma»
Pubblicato il 27 gennaio 2010 1 commento Condividi su Facebook
«E’ inaccettabile il sostegno di aziende di stato alla candidatura di Roma, abbiamo appena presentato una interrogazione parlamentare», a dichiararlo i deputati veneti del Pd Fogliardi, Rubinato, Baretta, Martella, Viola e il deputato friulano dell’Idv Monai che ieri hanno incontrato il Comitato Venezia 2020 nella sede romana della Regione veneto.
«Le aziende di Stato, partecipate dai ministeri con il denaro pubblico, non dovrebbero schierarsi. Stupisce la presenza degli amministratori delegati di Alitalia Rocco Sabelli, di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti e di Lottomatica Marco Sala oltre al vice direttore generale della Rai Giancarlo Leone nel comitato che sostiene la candidatura della capitale».
«Nel comitato romano – sottolineano i deputati – figura anche Giampaolo Letta, amministratore delegato di Medusa Film (gruppo Mediaset) e figlio di Gianni, braccio destro del Premier. Non è difficile immaginare da che parte stiano gli interessi del presidente del Consiglio»
«Inoltre – affermano – dalla stampa si è appreso che che i vertici del CONI avrebbero già scelto Roma, prima ancora della scadenza del termine del 5 marzo fissato per la presentazione dei dossier da parte dei comitati costituiti a sostegno delle candidature»
«La Lega Nord è al Governo con ruoli chiave, non inizi a gridare contro Roma ladrona. Si prenda le proprie responsabilità e si interroghi su come siamo giunti a questa situazione vergognosamente sfavorevole per Venezia», afferma Fogliardi.
«Chiediamo solamente – conclude il deputato – un confronto ad armi pari. Si valuti il valore dei progetti e non si giochi con le carte truccate. Venezia ha un enorme potenziale da esprimere e per questo ha tutto il nostro sostegno»
Testo integrale: Prosegui la lettura »
-
Mentre il PD propone il voto per gli stranieri, a Coccaglio la Lega inaugura la caccia ai clandestini, l’operazione “White Christmas”.
Pubblicato il 23 novembre 2009 Nessun commento Condividi su FacebookWhite Christmas della Lega: il sindaco di Coccaglio vuole “fare pulizia” di immigrati casa per casa. Vergognoso. Consiglio a tutti la lettura di questo articolo apparso sul sito nazionale del Partito democratico che riassume l’ennesima uscita propagandistica e inutile della Lega e le proposte concrete dei Democratici.

Vacanze di natalizie? Non per tutti. A poco più di un mese dalla festa più amata da grandi e piccini, c’è chi scopre un nuovo senso del Natale, meno convenzionale e più “stakanovista”. Si tratta del comune di Coccaglio, piccolo centro nel Bresciano amministrato dalla Lega Nord, che riscoprendo l’importanza degli straordinari di fine anno inaugurerà l’operazione “White Christmas”. Se state immaginando simpatici volontari che fanno foto ai bambini sulla slitta di Babbo Natale…siete molto molto lontani dalla realtà, a meno che la caccia al clandestino non sia proprio a mezzo slitta.
-
Privatizzazione dell’acqua: l’ambiguità della Lega
Pubblicato il 20 novembre 2009 Nessun commento Condividi su FacebookOggi, riguardo alla privatizzazione dell’acqua, ho dichiarato al Corriere Verona:
«La Lega – commenta Fogliardi – non solo ha votato il provvedimento in aula, ma per bocca del suo capogruppo Roberto Cota lo ha pure difeso. Poteva prenderne le distanze ed invece ha obbedito alla voce del padrone. È ora di finirla con questa politica dell’ambiguità compresa la favola di dire che si potrà intervenire sui regolamenti: oggi è passato il principio che ammette i privati nella gestione di un bene primario come l’acqua ed è un fatto gravissimo».
Qui sotto l’intero articolo
-
Fogliardi: «Bisogna ridisegnare il raccordo tra enti locali ed Agenzia delle Entrate, ma la Lega diserta Commissione Vigilanza sull’ Anagrafe Tributaria»
Pubblicato il 8 luglio 2009 Nessun commento Condividi su FacebookSi è svolta questa mattina la Commissione Bicamerale di Vigilanza sull’Anagrafe Tributaria. All’ordine del giorno l’esame del documento conclusivo dell’indagine conoscitiva effettuata dalla Commissione stessa in merito al contrasto all’evasione fiscale.
Il lavoro è il frutto di un articolato impegno della Commissione che dal suo insediamento ha svolto un’approfondita indagine attraverso numerose audizoni con tutte le più importanti agenzie quali L’Agenzia delle Entrate, L’Agenzia del Territorio, L’Agenzia delle Dogane e il Comando Generale della Guardia di Finanza.
L’indagine affronta il delicato problema dell’evasione fiscale anche alla luce della nuova normativa in materia di federalismo fiscale e dell’importante ruolo al quale saranno chiamati anche gli enti locali.
Il gruppo del Partito democratico ha richiesto il rinvio di una settimana della votazione per l’approvazione definitiva per un ulteriore approfondimento del documento che sarà presentato in un convegno il 23 luglio.
«Dispiace rilevare l’assenza dell’esponenente della Lega Nord a questa importante riunione – sottolinea l’on. Giampaolo Fogliardi, capogruppo del Pd in commissione - dato che per il funzionamento del federalismo fiscale si deve ridisegnare il raccordo tra enti locali ed Agenzia delle Entrate. L’evasione fiscale va affrontata attribuendo un nuovo ruolo agli enti locali»








