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Tribunale di Verona con i conti in rosso. Il mio intervento dopo la denuncia di Schinaia

Tribunale di Verona con i conti in rosso. Il mio intervento dopo la denuncia di Schinaia

Il Procuratore Schinaia ieri ha sollevato il caso sulle pagine del Corriere di Verona. Oggi ho ricordato l'interrogazione da me presentata lo scorso anno sul tema. Attendo ancora risposta e interverrò nuovamente alla ripresa dei lavori. La situazione è inaccettabile. Ecco l'articolo uscito su Il Corriere di Verona Fogliardi: «Alfano deve ...

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Gardaland, allarme di Fogliardi « Temo per il futuro del parco »

Gardaland, allarme di Fogliardi « Temo per il futuro del parco »

Il Corriere di Verona oggi riporta le mie perplessità sull'attuale rapporto tra il parco e il territorio. Il parlamentare: « Personale e dialogo, scollamento con il territorio » CASTELNUOVO — Un sentimento di profonda amarezza e di preoccupazione per il « cambiamento » che sta vivendo uno dei parchi divertimento più importanti ...

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Gheddafi, uno splendido dittatore

Gheddafi, uno splendido dittatore

Un mio intervento sulla visita del rais in Italia, ripreso anche da L'Arena. Mentre Gheddafi  scorazza per Roma con ottanta Mercedes, trenta purosangue berbereri, un plotone di amazzoni, un primo ministro italiano sorridente al suo fianco e impartisce, tra un cappuccino a Piazza Navona ed un’ aranciata a Campo de Fiori, ...

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Il resoconto di un anno di opposizione dei deputati Pd

Il resoconto di un anno di opposizione dei deputati Pd

Ecco il resoconto di un anno di opposizione alla Camera Scarica l'almanacco di 12 mesi con la cronaca della nostra attività alla Camera. Prepariamo giorni migliori anche in Parlamento, per affermare e diffondere un'altra idea dell'Italia. Buona lettura. Un anno di opposizione.pdf

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Verona, dalla City in riva all'Adige ad un parcheggio di fronte alla fiera

Verona, dalla City in riva all'Adige ad un parcheggio di fronte alla fiera

La finanza è sempre più globale ed il rapporto tra banche e politica si fa ogni giorno più complesso; in questo contesto Verona è ferma e sta perdendo peso a causa di scarsa lungimiranza e mancati progetti. Il rapporto distorto tra mondo politico e finanziario è stato tra le cause della ...

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  • Festa Democratica di Borgo Nuovo (VR) – Video del mio intervento

    Pubblicato il 7 settembre 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Alcuni passaggi del mio intervento alla Festa dDemocratica di Borgo Nuovo (VR).Un sentito  ringraziamento agli organizzatori

  • Assegnazione case popolari: cinque anni di residenza periodo equo

    Pubblicato il 22 agosto 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Sulla questione dell’assegnazione delle case popolari ho dichiarato oggi al Corriere di Verona: «Mettere dei paletti  è necessario, ed è una favola l’idea secondo cui il Pd sarebbe il partito contrario alle regole, mentre la Lega sarebbe quello che tutela l’ordine e le tradizioni. I paletti servono e cinque anni sono un periodo equo»

    Ecco l’articolo integrale:

    Il Partito democratico si schiera a fianco del segretario provinciale che propone però di portare lo sbarramento a cinque anni

    VERONA — Il Pd veronese è approdato alle stesse posizioni della Lega sull’immigrazione? Il dibattito e prende spunto dall’intervista rilasciata ieri al Corriere di Verona dal segretario provinciale del Pd, Giandomenico Allegri. In materia di assegnazione degli alloggi popolari, dice Allegri, «dare un premio in graduatoria legato alla residenza non mi pare sbagliato». L’affermazione è di quelle ad effetto se si considera che tre anni fa, quando il Comune modificò il regolamento Agec per premiare i residenti, il Pd accusò la maggioranza di attuare una politica discriminatoria. Rispetto all’impostazione leghista, l’esponente democratico propone un’altra cronologia: «I 10 o 15 anni richiesti dalla Lega sono troppi. Cinque rappresentano una scelta di vita piuttosto chiara».
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  • Il resoconto di un anno di opposizione dei deputati Pd

    Pubblicato il 13 agosto 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Ecco il resoconto di un anno di opposizione alla Camera

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    Prepariamo giorni migliori anche in Parlamento, per affermare e diffondere un’altra idea dell’Italia. Buona lettura.

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  • Contro la legge bavaglio: i 7 emendamenti del Pd

    Pubblicato il 23 luglio 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    Il Pd h apresentato 7 emendamenti al ddl intercettazioni, un proposta che dovrebbe essere accolta anche da quei settori della maggioranza vicini al presidente Fini, che più volte hanno criticato il provvedimento.
    E’ ora di passare dalle parole ai fatti. Noi continueremo nella nostra battaglia parlamentare per evitare che il ddl Alfano possa avere   effetti nefasti sull’efficienza delle indagini e sulla libertà di stampa. I nostri emendamenti raccolgono le   preoccupazioni emerse nel corso delle audizioni e le osservazioni dei rappresentanti dei giornalisti e degli editori, della magistratura, dell’avvocatura e delle forze di polizia e dei pocessual-penalisti.
    Nello specifico i sette emendamenti riguardano:
    1)   I presupposti per le intercettazioni;
    2)   la durata e il regime di proroga;
    3)   l’autorizzazione affidata ad un giudice monocratico;
    4)    le ambientali;
    5)    le video riprese;
    6)   il ripristino della legge Falcone per la lotta alla criminalità organizzata;
    7)    l’abolizione delle sanzioni agli editori e il regime di pubblicità delle intercettazioni telefoniche conseguente allo svolgimento   dell’udienza filtro”.
    La collega on. Ferranti, capogruppo Pd in Commissione giustizia alla Camera ha giustamente dichiarato: “Al presidente Bongiorno e ai finiani della commissione Giustizia chiediamo un atto di coerenza e quindi di votare i nostri emendamenti al ddl intercettazioni”.
    Ecco un approfondimento sulle nostre proposte:
  • La nostra sfida al Governo: 6 proposte di liberalizzazione a costo zero

    Pubblicato il 18 giugno 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    Mentre il Governo naviga a vista, il Partito democratico propone delle misure concrete  per ridare slancio al Paese.
    A costo zero!
    Ora i signori della maggioranza  non ci vengano a dire “non c’è la copertura finanziaria” e ci rispondano nel merito.
    Meno barriere di accesso alle professioni, più concorrenza nei servizi, autorità realmente indipendenti, liberalizzazione della vendita di tutti i medicinali a carico dei cittadini, abolizione della clausola di massimo scoperto e di altre commissioni analoghe nei conto correnti bancari, separazione proprietaria rete trasporto gas e avvio immediato delle attività produttive con autocertificazione.
    Una ricetta semplice  e concreta (non c’è bisogno di inutili “ritocchi” alla costituzione) per modificare la manovra finanziaria senza alcun onere per lo Stato, con l’effetto immediato di risparmiare svariati miliardi di euro.
    I dettagli della proposta in questo documento: Liberalizzazioni.pdf
    Questa è la risposat ad una manovra fatta di tagli indiscriminati, senza riforme strutturali e fortemente centralista mentre si propaganda a gran voce il federalismo fiscale che è ancora una scatola vuota.
    La sfida del Pd al Governo è lanciata.
  • 31 maggio: il Pd incontra la scuola

    Pubblicato il 25 maggio 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Lunedì 31 incontreremo il mondo della scuola! Abbiamo inviato una lettera ai dirigenti scolastici di Verona e provincia. Vogliamo ascoltare dalla voce dei protagoniti le osservazioni e le proposte per migliorare la qualità della scuola. Su questo tema ci giochiamo il futuro del Paese!

    Nell’ambito dell’iniziativa  nazionale “Tutti devono sapere. I Parlamentari nelle scuole italiane”, promossa dal Partito Democratico per il 31 maggio 2010, i Parlamentari veronesi del PD,  chiedono di incontrare, assieme ad alcuni esponenti del partito, oltre ai dirigenti scolastici, anche rappresentanti degli insegnanti, dei genitori, degli studenti e del personale ATA, per ascoltare dalla viva voce dei diretti protagonisti problemi, proposte, osservazioni finalizzati a favorire il miglioramento della qualità della scuola, a partire dalla realtà dei singoli istituti.

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  • Pd sia il partito del terzo millennio. Appunti dall’incontro di Area democratica

    Pubblicato il 11 maggio 2010 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook
    Care democratiche e cari democratici,
    torno dall’incontro di Area democratica di Cortona rivitalizzato.
    Entusiasmo e orgoglio di appartenenza al Pd sono la linfa di Area democratica.
    Innovazione: la parola chiave dei tre giorni. E’ciò che chiediamo. Ciò che pretendiamo. La ragion d’essere del Pd.
    C’è bisogno, ora più che mai, di un progetto politico nuovo, adatto al terzo millennio.
    La crisi finanziaria, la crisi politica dell’Europa, gli scandali italiani, il travaglio del mondo cattolico, le difficoltà delle famiglie, richiedono risposte adeguate e coraggiose. Risposte del terzo millennio ai problemi del terzo millennio.
    Guai a rifugiarsi nella memoria di quello che eravamo, guai a porsi come fotocopia di altri.
    Noi non siamo nati solo per difendere l’esistente, ma per riformare il Paese, e su questa linea dobbiamo continuare, come ha ricordato Franceschini. Non basta rifarsi ad una identità confortevole, ma destinata al declino. Il Pd sia laboratorio. Idee giovani, ma non solo d’anagrafe. Niente giovanilismo, ma avanti per merito; diamo l’esempio per primi in casa nostra.
    Riguardo al Partito: Bersani non getti al vento l’esperienza delle primarie, non crei un partito di funzionari. Questa è la direzione verso cui stanno procedendo per l’Assemblea nazionale del 22 maggio. E non la condivido per niente.
    Al centro mettiamo i temi concreti, non solo astratti schemi politici “alla francese” o “alla tedesca”, fondamentali sì, ma che rischiano di farci apparire come il partito dell’accademia.
    «La Lega intercetta l’agenda  dell’opinione pubblica, problemi che il centro sinistra non sa intercettare» ha detto il prof. Feltrin, difficile dargli torto.
    Il lavoro: serve una riforma. Bisogna semplificare e rendere il sistema più giusto. Non è possibile che i contratti flessibili siano meno costosi dei contratti stabili, come ha ricordato Cesare Damiano. Discutiamo pure del contratto unico. Ma il “partito del lavoro” del terzo millennio non è quello di un tempo, tantomeno al nord: dobbiamo parlare anche al mondo degli artigiani, dei commercianti, delle piccole imprese, non mostrargli semplice “simpatia”. Fioroni su questo punto è stato incisivo e sottoscrivo anche la sua fermezza sulla scuola: «impedire che la scuola da opportunità diventi privilegio» e sulla riforma del fisco «semplice e chiara, che coinvolga anche artigiani e piccole imprese»
    Riprendiamoci lo spirito originario del Lingotto, la nostra identità si deve definire sui temi, non sui tatticismi e le alchimie.
    «La mozione Bersani era fondata sull’alleanza con l’Udc – ha detto Veltroni – ma l’Udc ha  perso consensi laddove si è alleato con il Pd». Perchè, ha proseguito l’ex segretario, «se a fronte della frantumazione del centrodestra noi proponiamo la costituzione di una coalizione puramente antiberlusconiana sbagliamo di nuovo. Dobbiamo avere il coraggio di un respiro lungo, di un pensiero lungo, come avrebbe detto Enrico Berlinguer».
    Ed è proprio la voglia di politica che ha animato l’incontro di Cortona. Al bando i tatticismi, le operazioni di piccolo cabotaggio; noi vogliamo fare politica, superare gli steccati ed avere una identità forte per proporci in modo credibile alla guida del paese. Per questo combatteremo, perché come diceva Aldo Moro: «Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e della libertà si rivelerà effimera, se non nascerà in noi un nuovo senso del dovere».
  • Primarie e apertura del partito ai cittadini valori da difendere

    Pubblicato il 6 maggio 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    L’agenzia ANSA riprende i timori miei e di altri amici sulla struttura del partito che si definirà durante la prossima Assemblea nazionale.
    Un partito senza piu’ primarie per scegliere i candidati sindaci e presidenti di regione, un partito con un ruolo predominante dei funzionari, assomiglia troppo al vecchio Pci. E’ il grido d’allarme emerso all’assemblea degli ex popolari del Pd, dedicata alle modifiche allo statuto del Partito che dovrebbero essere approvate dall’Assemblea nazionale il 22 maggio.
    Gli ex popolari si sono visti ieri sera in vista del Convegno di Area Democratica, la minoranza interna del Pd, che si terra’ dal 7 al 9 maggio a Cortona. A riferire sulla Commissione del Pd che sta procedendo alla revisione dello statuto e’ stato Gero Grassi, membro della stessa Commissione.
    Il primo oggetto di contesa sono le primarie per scegliere i candidati sindaci, presidenti di provincia e di regione: la maggioranza che fa riferimento al segretario Bersani propone che se uno o piu’ partiti della coalizione chiedono di non scegliere il candidato con le primarie il Pd debba accettare la richiesta, diversamente da quanto prevede l’attuale statuto. Grassi ha raccontato di aver difeso le primarie, chiedendo che se un alleato non le vuole ‘il Pd e gli altri partiti devono comunque tenerle, offrendo poi il risultato a quanti si sono tirati fuori’. ‘Le primarie e l’apertura del partito ai cittadini – ha spiegato – sono un valore da difendere’. Grassi, che e’ pugliese ed e’ memore della vicenda Veldola, ha sottolineato che se non si fa cosi’ ’si mette in mano all’Udc o all’Udc di turno’ un arma di ricatto.
    L’altro elemento critico sono le incompatibilita’ tra cariche di partito e istituzionali che si vuole adottare nello statuto: i parlamentari non potrebbero piu’ essere segretari regionali (come per esempio oggi Debora Serracchiani); inoltre sindaci, presidenti di provincia e assessori non possono diventare segretari locali. Un regime cosi’ pervasivo di incompatibilita’, ha detto Grassi, fara’ si’ che i segretari comunali potranno essere solo chi non e’ eletto, cioe’ i funzionari di partito. Un modello tipico del vecchio Pc. A peggiorare la situazione e’ il sistema elettorale per l’elezione delle assemblee provinciali, un maggioritario che eliminerebbe le minoranze sul territorio.
    L’area ex popolare e’ gia’ in fermento (la scorsa assemblea Giampaolo Fogliardi e Giavanni Florido hanno evocato la scissione) e gli input di Grassi hanno creato fibrillazione (tra gli intervenuti Franco Marini, Sergio D’Antoni, Lucio D’Ubaldo, Roberto Di Giovan Paolo, Luigi Cocilovo, Andrea Rigoni): ‘un partito di funzionari e chiuso ai cittadini e’ una risposta difensiva alle difficolta’ del Pd’ ha detto Di Giovan Paolo.
    Chiaro anche Beppe Fioroni nella sua relazione: ‘non ci puo’ essere un ritorno al partito della sinistra, sradicando le minoranze dal territorio con meccanismi elettorali. O c’e’ la svolta e il Pd e’ in grado di incarnare speranza e prospettiva, oppure e’ un Pd con testa rivolta indietro, e allora noi ci stiamo stretti’.  (ANSA).
  • “No a un Pd che si guarda l’ombelico ma neanche uno che continua a coprirsi gli occhi”

    Pubblicato il 6 aprile 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Pubblico una lucida ed interessante analisi della situazione politica dell’on. Giuseppe Fioroni
    “Tornare a parlare alla gente, con il linguaggio della gente. Sdoganare l’immagine sinistra-comunismo che Berlusconi ha cucito addosso al Pd, anche prendendo pubblicamente le distanze dal concetto di comunismo e sostituendolo con i concetti di bene comune ma anche meritocrazia. Fornire a tutti gli strumenti per partire alla pari in un sistema che premia i più bravi ma fornisce un paracadute pure agli altri. Dare l’esempio, essere inattaccabili sul piano personale. E dire anche “Grillo non ci ha rubato voti: li abbiamo persi noi”. Ecco, questo vorrei sentirmi dire oggi da voi”.

    Ho chiesto a un giovane amico, nostro non-più o forse non-mai elettore, di spiegarmi meglio cosa avesse voluto dirci stavolta con il suo preferire altro. Mi ha mandato quello che considero un mini programma e l’implicita conferma di ciò di cui ero già convinto e cioè che, il giorno dopo i risultati elettorali, più che interpretazioni e contorsionismi numerici, a noi viene chiesto di fare prima delle serie riflessioni e poi delle conseguenti, concrete proposte.

    Perché questo è il punto: chiederci come mai non siamo riusciti a intercettare il partito degli scontenti, il primo partito d’Italia. Perché, bene che vada, siamo stati la quinta scelta? Perché se sbaglia e delude Berlusconi paghiamo il conto pure noi? E’ questo il prezzo da pagare a questo bipolarismo, probabilmente. Ma non basta.

    Il partito degli scontenti ha preferito prima di tutto sfilarsi dalla contesa, restarsene a casa. Poi ha votato la Lega, che è insieme un partito di maggioranza e di opposizione e che certifica la frattura e la distanza che ormai separa Pdl e leghisti, consegnandoci anche una nuova geografia elettorale nella quale il Pdl si confina al Sud e lascia in mano a Bossi tutto il resto. Gli scontenti poi hanno preferito Grillo e l’Italia dei Valori: solo in quinta battuta i fuggitivi da Berlusconi sono approdati al Pd: perché non ci votano? Credo che nessuna analisi elettorale possa e debba prescindere da questa domanda, né serve ostinarsi a interpretare e tirare i voti di qua e di là: gli italiani sanno leggere i numeri fondamentali, il numero di presidenti eletti, i voti assoluti in meno e il divario tra centrodestra e centrosinistra. Il resto rischia di essere solo una inutile e dannosa seduta auto-consolatoria.

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  • Pd? No alla Cosa 4. Spazio ai moderati o si estinguerà

    Pubblicato il 2 aprile 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Ho commentato così al quotidiano L’Arena l’esito delle regionali:

    A congresso provinciale prima dell’estate per dare una svolta a un Pd in ribasso — 16,8% nell’intera provincia di Verona; in città il 22,2 — anche se ha piazzato due consiglieri regionali, Franco Bonfante, confermato, e Roberto Fasoli. Entrambi dell’area bersaniana. Giampaolo fogliardi, deputato del Pd area Franceschini e quindi ex Popolari della Margherita, alza il tiro: «Va aperta quanto prima una riflessione approfondita, nel nostro partito. Non le solite analisi. Il dato che emerge dalle elezioni è molto preoccupante».
Da dove deve partire questa riflessione?
Dalla consapevolezza che il Pd o è aperto e dimostra tutte le sue sfaccettature o diventerà la quarta fase del Pci, Pds, Ds. E la componente moderata, dove la mettiamo? Intanto si perdono voti, in questa fascia di elettori.
Ma una riflessione non va fatta anche all’interno della sua corrente, quella degli ex Popolari, che non è riuscita a piazzare un suo uomo in Regione?
Sicuramente. Ma non basta essere stati eletti per dire che poteva andare peggio. Leggo già dichiarazioni di esponenti del nostro partito che tentano di minimizzare. Bisogna, invece, guardare in faccia alla realtà.
Che cosa la preoccupa?
Vedere un Pd diverso da quello pensato da Veltroni e Prodi, chiuso in se stesso, che si accontenta di stare all’opposizione. Tanto di cappello alla Lega per i voti che ha preso, anche se le soluzioni della Lega, come il federalismo, sono irrealizzabili. Ma avanti così non saremo mai un’alternativa alla Lega.
A Verona il Pd ha cinque parlamentari e diversi consiglieri. C’è anche un problema di rapporto fra eletti ed elettori?
C’è un problema esterno e uno interno. Ecco perché bisogna andare a congresso.
Un Pd sotto il 17% non rischia di fare solo testimonianza?
No, rischia l’estinzione.