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Tribunale di Verona con i conti in rosso. Il mio intervento dopo la denuncia di Schinaia

Tribunale di Verona con i conti in rosso. Il mio intervento dopo la denuncia di Schinaia

Il Procuratore Schinaia ieri ha sollevato il caso sulle pagine del Corriere di Verona. Oggi ho ricordato l'interrogazione da me presentata lo scorso anno sul tema. Attendo ancora risposta e interverrò nuovamente alla ripresa dei lavori. La situazione è inaccettabile. Ecco l'articolo uscito su Il Corriere di Verona Fogliardi: «Alfano deve ...

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Gardaland, allarme di Fogliardi « Temo per il futuro del parco »

Gardaland, allarme di Fogliardi « Temo per il futuro del parco »

Il Corriere di Verona oggi riporta le mie perplessità sull'attuale rapporto tra il parco e il territorio. Il parlamentare: « Personale e dialogo, scollamento con il territorio » CASTELNUOVO — Un sentimento di profonda amarezza e di preoccupazione per il « cambiamento » che sta vivendo uno dei parchi divertimento più importanti ...

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Gheddafi, uno splendido dittatore

Gheddafi, uno splendido dittatore

Un mio intervento sulla visita del rais in Italia, ripreso anche da L'Arena. Mentre Gheddafi  scorazza per Roma con ottanta Mercedes, trenta purosangue berbereri, un plotone di amazzoni, un primo ministro italiano sorridente al suo fianco e impartisce, tra un cappuccino a Piazza Navona ed un’ aranciata a Campo de Fiori, ...

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Il resoconto di un anno di opposizione dei deputati Pd

Il resoconto di un anno di opposizione dei deputati Pd

Ecco il resoconto di un anno di opposizione alla Camera Scarica l'almanacco di 12 mesi con la cronaca della nostra attività alla Camera. Prepariamo giorni migliori anche in Parlamento, per affermare e diffondere un'altra idea dell'Italia. Buona lettura. Un anno di opposizione.pdf

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Verona, dalla City in riva all'Adige ad un parcheggio di fronte alla fiera

Verona, dalla City in riva all'Adige ad un parcheggio di fronte alla fiera

La finanza è sempre più globale ed il rapporto tra banche e politica si fa ogni giorno più complesso; in questo contesto Verona è ferma e sta perdendo peso a causa di scarsa lungimiranza e mancati progetti. Il rapporto distorto tra mondo politico e finanziario è stato tra le cause della ...

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  • Festa Democratica di Borgo Nuovo (VR) – Video del mio intervento

    Pubblicato il 7 settembre 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Alcuni passaggi del mio intervento alla Festa dDemocratica di Borgo Nuovo (VR).Un sentito  ringraziamento agli organizzatori

  • Polo Fieristico Spa: l’addio al Polo Finanziario

    Pubblicato il 14 agosto 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Su L’Arena di oggi si parla della nomina di Paolo Paternoster ad amministratore della società Polo Fieristico Spa. La socieà ha rilevato le quote della defunta Polo Finanziario Spa. L’articolo riprende anche il mio commento sulla questione:

    [...] Il deputato del Pd, Giampaolo fogliardi, intanto, parla di «scarsa lungimiranza e mancati progetti». E aggiunge: «Tramontata l’idea del Polo finanziario, il Comune di Verona ha aperto una agevole, quasi favorevole, via d’uscita per banche: palazzi storici in cambio di un parcheggio. E dal danno del mancato Polo finanziario ora siamo alla beffa: lo spettro della disoccupazione. Il Polo finanziario», sottolinea il parlamentare veronese, «poteva essere un naturale sbocco per i tanti studenti della nostra università, mentre ora temiamo i tagli di Unicredit, visto che a livello nazionale gli esuberi stimati sono ben 4.700. In pratica», polemizza fogliardi, «non abbiamo costruito il Polo, abbiamo ceduto Palazzo Forti e ci ritroviamo con un parcheggio, un risultato misero per presentare la città come possibile centro di rilievo per la finanza ed il terziario avanzato. Dai sogni della City in riva all’Adige ad un parcheggio di fronte alla fiera…»

    Ecco l’articolo integrale:

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  • Verona, dalla City in riva all’Adige ad un parcheggio di fronte alla fiera

    Pubblicato il 13 agosto 2010 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    La finanza è sempre più globale ed il rapporto tra banche e politica si fa ogni giorno più complesso; in questo contesto Verona è ferma e sta perdendo peso a causa di scarsa lungimiranza e mancati progetti.

    Il rapporto distorto tra mondo politico e finanziario è stato tra le cause della crisi internazionale. Come ricordava recentemente Francesco Giavazzi riguardo al crack americano:  ”i governi premevano sulle banche perché concedessero mutui a tutti [...] Poco male se questo incrinava la solidità delle banche: bastava blandire i banchieri consentendo loro di attribuirsi compensi favolosi”.

    Se è da condannare la sudditanza della finanza alla politica è altrettanto da deprecare il contrario.
    La politica veronese ne è un esempio: tramontata l’idea del Polo finanziario, ha aperto una agevole, quasi favorevole, via d’uscita per banche: palazzi storici in cambio di un parcheggio.
    Dal danno del mancato Polo finanziario ora siamo alla beffa: lo spettro della disoccupazione.
    Il Polo poteva essere un naturale sbocco per i tanti studenti della nostra università, mentre ora temiamo i tagli di Unicredit.
    Oggi, i maggiori azionisti di una banca “italiana” come Unicredit sono libici.
    Il piano banca unica, varato nel novembre 2009, prevede la semplificazione dell’organizzazione attraverso l’accorpamento delle cinque banche controllate dalla holding: Unicredit Banca di Roma, Unicredit Banca, Unicredit Private Banking, Unicredit Corporate Banking e Banco di Sicilia.  A livello nazionale, gli esuberi stimati sono 4.700.
    Considerando che il totale dei dipendenti del gruppo Unicredit in Veneto supera le 6000 unità e una buona parte (2.670) gravita su Verona, ciò non può che destare preoccupazione in città per la disoccupazione che si creerà in questo comparto

    Il Polo finanziario è definitivamente defunto. La Fondazione Cariverona ha acquisito palazzo Forti mentre l’area dell’ex Mercato Ortofrutticolo passa al Comune. In pratica, non abbiamo costruito il polo, abbiamo ceduto Palazzo Forti e ci ritroviamo con un parcheggio. Un risultato misero per presentare la città come possibile centro di rilievo per la finanza ed il terziario avanzato. Dai sogni della City in riva all’Adige ad un parcheggio di fronte alla fiera.

    Ma non possiamo solo piangere sulle grandi occasioni sprecate;  la città deve fare quadrato e rilanciare una nuova strategia.

    Non dimentichiamo che a breve si rinnoveranno le cariche della fondazione Cariverona, che, come ho ricordato, non è più il primo azionista di Unicredit, bensì terzo, dopo l’arrivo dei fondi arabi e la presenza della Banca centrale di Libia.
    Nei prossimi mesi dovremo effettivamente verificare la presenza, in termini sia quantitativi che qualitativi che Unicredit deciderà di mantenere a Verona.
    La nostra città deve puntare a mantenere e rilanciare un ruolo da protagonista e recuperare il terreno perduto. Ha grandi potenzialità, sia economiche che geografiche, e merita un ruolo di primo piano in Italia e in Europa.

    on. Giampaolo Fogliardi

  • Fondazione Arena, il mio intervento su L’Arena e Il Verona

    Pubblicato il 29 giugno 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    Dopo la conferenza stampa a Palazzo Barbieri, L’Arena (testo sotto) ed Il Verona (ritaglio) riportano il mio intervento
    L’Arena
    PD E ARENA. Decreto Bondi e interrogazione su Guido Violati
    «Fondazioni liriche, qui serve il federalismo»
    Riforma delle Fondazioni liriche e quindi anche Fondazione Arena, il Pd rivendica il suo ruolo nell’aver portato positivi correttivi al decreto del ministro Bondi. E quindi: responsabilità dei bilanci tutta in mano al Sovrintendente e al Consiglio di amministrazione. Fuori il ministero dei Beni culturali nelle trattative sui contratti di musicisti, tecnici e scenografi, che vedranno protagonisti solo le Fondazioni e Rsu e sindacati dei singoli territori. «Il Governo parla tanto di federalismo, ma continua ad accentrare poteri nello Stato». Sono alcuni dei risultati che il deputato del Pd Giampaolo fogliardi sottolinea dopo la seduta di 40 ore in Parlamento per discutere e modificare il decreto. fogliardi cita anche l’aver eliminato quel punto che prevedeva di ridurre del 25% lo stipendio nel contratto integrativo dei musicisti. «Sono professionisti che hanno stipendi fra i più bassi in Europa».
    Il Pd, inoltre, con i consiglieri comunali Fabio Segattini e Carlo Pozzerle, presenta un’interrogazione al sindaco per sapere se è a conoscenza di vicende giudiziare che riguardano Guido Violati, consigliere di amministrazione della Fondazione Arena su nomina di Bondi, e marito dell’attrice Maria Grazia Cucinotta. «Il 12 marzo 2010 “Repubblica” pubblica un articolo secondo cui la “cricca” che gestiva gli appalti del G8 gestiva anche il fondo dell’Ente cinema del ministero dei Beni culturali. E per un film coprodotto da una sua società Violati ha ricevuto un finanziamento di 1,8 milioni», dice Segattini. «Il Giornale e Il Sole-24 Ore hanno scritto poi che Violati tra imprese e ambienti istituzionali è in mezzo ad appalti, società e soldi. La Gdf ha perquisito la sua casa romana e nel suo pc spunta il nome di Giuseppe Guastalla, fiduciario svizzero arrestato nell’inchiesta Italease. Siamo preoccupati nell’eventualità che queste notizie su Violati, mai smentite, corrispondano al vero e perciò chiediamo al sindaco di dare una risposta sollecita e completa per dissolvere ogni affermazione della stampa».E.G.

    PD E ARENA. Decreto Bondi e interrogazione su Guido Violati«Fondazioni liriche, quiserve il federalismo»Martedì 29 Giugno 2010CRONACA,pagina 11giornalee-mailprintRiforma delle Fondazioni liriche e quindi anche Fondazione Arena, il Pd rivendica il suo ruolo nell’aver portato positivi correttivi al decreto del ministro Bondi. E quindi: responsabilità dei bilanci tutta in mano al Sovrintendente e al Consiglio di amministrazione. Fuori il ministero dei Beni culturali nelle trattative sui contratti di musicisti, tecnici e scenografi, che vedranno protagonisti solo le Fondazioni e Rsu e sindacati dei singoli territori. «Il Governo parla tanto di federalismo, ma continua ad accentrare poteri nello Stato». Sono alcuni dei risultati che il deputato del Pd Giampaolo fogliardi sottolinea dopo la seduta di 40 ore in Parlamento per discutere e modificare il decreto. fogliardi cita anche l’aver eliminato quel punto che prevedeva di ridurre del 25% lo stipendio nel contratto integrativo dei musicisti. «Sono professionisti che hanno stipendi fra i più bassi in Europa».Il Pd, inoltre, con i consiglieri comunali Fabio Segattini e Carlo Pozzerle, presenta un’interrogazione al sindaco per sapere se è a conoscenza di vicende giudiziare che riguardano Guido Violati, consigliere di amministrazione della Fondazione Arena su nomina di Bondi, e marito dell’attrice Maria Grazia Cucinotta. «Il 12 marzo 2010 “Repubblica” pubblica un articolo secondo cui la “cricca” che gestiva gli appalti del G8 gestiva anche il fondo dell’Ente cinema del ministero dei Beni culturali. E per un film coprodotto da una sua società Violati ha ricevuto un finanziamento di 1,8 milioni», dice Segattini. «Il Giornale e Il Sole-24 Ore hanno scritto poi che Violati tra imprese e ambienti istituzionali è in mezzo ad appalti, società e soldi. La Gdf ha perquisito la sua casa romana e nel suo pc spunta il nome di Giuseppe Guastalla, fiduciario svizzero arrestato nell’inchiesta Italease. Siamo preoccupati nell’eventualità che queste notizie su Violati, mai smentite, corrispondano al vero e perciò chiediamo al sindaco di dare una risposta sollecita e completa per dissolvere ogni affermazione della stampa».E.G.

  • Fondazione Arena, Fogliardi a Bondi: «non ci sono garanzie per mantenere il teatro tutto l’anno»

    Pubblicato il 23 giugno 2010 giampaolo 2 commenti Condividi su Facebook
    Intervento alla Camera ieri sera del deputato Veronese sulla Fondazione Arena.
    «Solidarietà e vicinanza ai lavoratori della Fondazione Arena: il decreto Bondi colpisce centinaia di persone tra orchestrali, coro, tecnici e maestranze varie, che con il cuore e l’orgoglio concorrono ogni sera e ogni notte all’allestimento di spettacoli unici al mondo», ha affermato in aula il deputato del Pd, puntando anche il dito sulla struttura della Fondazione: «Caso unico in Italia, non ha a disposizione un teatro al chiuso tutto suo. Ciò comporta enormi costi e novantadue giornate di attività perse a favore dell’accademia filarmonica. Stessa sorte per gli uffici amministrativi, che costano in spese di affitto e ampliamento, e per i laboratori scenografici, fatiscenti e poco adatti allo sviluppo».
    Il deputatoo ha espresso a Montecitorio i propri timori per il futuro della lirica veronese:
    «Il decreto Bondi non offre alcuna garanzia per mantenere il teatro tutto l’anno. Infatti, si cita il festival estivo quale eccezione per le assunzioni di aggiunti oltre i limiti fissati. Non si può accettare la possibilità di assumere figure temporanee: la qualità dello spettacolo è proporzionale all’affiatamento degli artisti che ne fanno parte integralmente. Sarebbe come, per un calciatore, chiamarlo a giocare solo per la partita domenicale!».
    «Il decreto Bondi – prosegue – stabilisce la costante diminuzione del personale stabile per pensionamento, il blocco delle assunzioni stabili e il blocco al 15 per cento delle assunzioni di personale a termine. Con questi paletti è già difficile immaginare una normale attività di un teatro lirico, figuriamoci l’aumento di produzioni invocato dal Ministro».
    Fogliardi ha proposto anche di ragionare su agevolazioni fiscali per favorire l’ingresso dei privati nelle fondazioni liriche. «La portata innovativa della rifrorma del 1998 conteneva forse un limite: non aver modificato la disciplina delle agevolazioni fiscali per dare quelle dotazioni dai privati che, come abbiamo visto, sarebbero state essenziali. Una maggiore detrazione di natura fiscale ai privati darà sicuramente la possibilità di una maggiore partecipazione».
    Il deputato ha concluso con una stoccata alla Lega: «135 anni fa, nell’Aula del Senato, sedeva Giuseppe Verdi, il quale, scrivendo al Ministro dell’istruzione di allora, Guido Baccelli, a proposito dei teatri, se ne uscì con questa espressione: “Dote ai teatri. Dote ai teatri e non imposte”. «Dote» è la parola appropriata: evoca un’eredità da trasmettere per il futuro. Senza i teatri non ci sarebbe stata l’Italia unita, quella che anche Verdi aveva costruito perché non rimanesse – come disse – “povera, debole, senza libertà e semibarbara”. Altro che Va pensiero inno della Lega! Sarebbe bene che alcune pagine della storia venissero rilette».
  • Fondazioni liriche, il decreto arriva alla Camera

    Pubblicato il 18 giugno 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    La settima prossima saremo chiamati ad intervenire sul decreto Bondi appena approvato dal Senato. Dovrei intervenire in aula martedì. Al momento la situazione è la seguente. I ballerini in pensione a 45 anni, possibilita’ di autonomia, drastici ridimensionamenti per le future assunzioni, blocco del turn over e razionalizzazione del sistema di finanziamento statale. Questi i punti qualificanti del decreto sulle Fondazioni liriche , approvato in prima lettura dal Senato. Il provvedimento, che e’ stato modificato dai senatori, aveva ottenuto la firma del Presidente della Repubblica il 30 aprile solo dopo che era stati chiariti alcuni aspetti. La riforma degli enti lirici e sinfonici messa a punto dal ministro della Cultura Sandro Bondi, contestata dai lavoratori del settore che hanno inscenato manifestazioni di protesta nei teatri e davanti al Parlamento con un improvvisato concerto, mira a razionalizzare le spese in un settore, che come ha ricordato Bondi ”costa allo Stato 240 milioni l’anno”. Ecco le principali novita’:ù

    - AUTONOMIA: vale per tutte le Fondazioni e non solo piu’ per il Teatro alla Scala di Milano e l’Accademia di Santa Cecilia a Roma come era nella prima versione del decreto. L’autonomia deve garantire efficienza, corretta gestione, economicita’ e imprenditorialita’. Lo statuto di ciascuna Fondazione deve esser approvato dai ministri dei Beni Culturali e dell’ Economia.
    - PENSIONE A 45 ANNI: l’eta’ pensionabile per i ballerini, uomini e donne, e’ fissata a 45 anni. Ma chi ha raggiunto o superato questa soglia , per i due anni successivi all’ entrata in vigore della legge, puo’ esercitare l’opzione, rinnovabile annualmente, di restare in servizio fino al vecchio limite dei 52 anni per gli uomini e in 47 anni per le donne.
    - CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE: il decreto annulla parte delle norme dei contratti integrativi aziendali. Regole nuove per le assunzioni e per le graduatorie di accesso. Blocco del turn over.
    - DEROGA PER IL PETRUZZELLI: cono voto bipartisan passa un emendamento che consente alla Fondazione Petruzzelli di derogare al blocco delle assunzioni stabilito dal decreto, perche’ deve ancora completare l’organico e avere i finanziamenti, avendo ripreso l’attivita’ da poco
    - STRETTA SU LAVORO AUTONOMO: si puo’ svolgere lavoro autonomo solo nei limiti previsti dal contratto nazionale e su autorizzazione del sovrintendente. Inoltre passati due anni dall’ entrata in vigore della legge e fino alla stipulazione del nuovo contratto di lavoro, il trattamento economico aggiuntivo, dovuto alla contrattazione integrativa aziendale, e’ ridotto del 25% .
    - EROGAZIONE CONTRIBUTI: I fondi dello Stato saranno assegnati in base a una serie di fattori: importanza culturale della produzione svolta, regolarita’ gestionale , affluenza del pubblico.
    - CASSATO L’ARTICOLO SU CINECITTA’ HOLDING: con un accordo bipartisan l’Aula del Senato ha soppresso la parte che inseriva norme sul cinema e che ridefiniva i compiti di Cinecitta’.
    - RIFORMA IMAIE: l’istituto mutualistico del settore, pur restando privato,operera’ sotto la vigilanza congiunta della Presidenza del Consiglio e dei ministri dei Beni Culturali e del Lavoro per evitare i ”gravi dissesti” dovuti alla gestione degli ultimi anni. Salvi dunque i posti di lavoro dei dipendenti e le prestazioni mutualistiche che fanno capo all’Istituto.
    (Agenzia ANSA)
  • Hellas-Pescara, le polemiche sulla stampa

    Pubblicato il 16 giugno 2010 giampaolo 3 commenti Condividi su Facebook

    Il Corriere di Verona e L’Arena riportano le mie dichiarazioni e la notizia di una interrogazione leghista sul caso.

    Corriere di Verona

    Topicida, pesci morti, gestacci contro i veronesi: lo sfregio di Pescara finisce da Maroni
    Il Carroccio: verifiche sulla sicurezza nello stadio. Il deputato Pd a Tosi: alzare la voce nel governo
    Intervengono i parlamentari leghisti. E Fogliardi: insulto alla città

    VERONA – Pesce marcio e topicida sui gradoni della curva riservata ai veronesi, insulti e gesti osceni dal campo a fine partita. E una gazzarra perfino in sala stampa, dove il collega Marcello Scandola di Telearena ha rischiato di essere aggredito fisicamente, mentre diversi colleghi raccontano un clima di intimidaz i one i naccettabil e. Il dopo-partita di domenica scorsa a Pescara continua ad infiammare gli animi (i blog dei tifosi ribollono senza tregua) e inevitabilmente vedono adesso scendere in campo anche il mondo politico, hanno sollevato proteste sia di destra che di sinistra.

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  • Hellas, Verona non merita di essere presa a pesci (marci) in faccia

    Pubblicato il 15 giugno 2010 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Dopo i fatti seguiti alla sfida Hellas Verona – Pescara ho scritto questa lettera aperta al primo cittadino di Verona. Prendo le distanze anche dai cori  intonati durante la partita dai tifosi scaligeri, ma il topicida nella curva dell’Hellas è troppo…

    Caro Sindaco,
    mi permetto di darti del tu, scrivendoti da veronese indignato.
    Il trattamento riservato ai nostri concittadini in trasferta a Pescara è stato inqualificabile.
    Un vero e proprio insulto alla città, volgarmente pianificato (mastice, pesce marcio e topicida nel settore riservato ai sostenitori gialloblù) e messo in atto con pessimo gusto anche dai giornalisti locali che hanno trasformato la sala stampa in una curva.
    Il tutto condito da minacce, sputi e insulti alla all’indirizzo dei tifosi scaligeri.
    Un clima esagerato e non tollerabile.
    Per questo mi rivolgo a te, che rappresenti Verona come primo cittadino, chiedendoti di prendere posizione con chi di dovere, anche all’interno della maggioranza di Governo, per far alzare la voce della città sul trattamento ricevuto da squadra, tisfosi, giornalisti ed amministratori veronesi a Pescara.
    Verona non merita di essere presa a pesci (marci) in faccia.

    Non voglio entrare nel merito tecnico-calcistico della sfortunata trasferta; avverto solo il desiderio di esprimere la mia vicinanza alla squadra ed al presidente Martinelli che tanto ha creduto nel progetto Hellas. Mi auguro che rimanga saldamente al timone ed auspico che tutta la città ed i suoi operatori economici si stringano attorno ad una squadra che merita al più presto il salto di categoria.

    Augurandoti buon lavoro porgo cordiali saluti

    on. Giampaolo Fogliardi

  • Vetrine Verona: on. Fogliardi, «era il caso di avvisare i commercianti»

    Pubblicato il 10 giugno 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    Anche il deputato del Pd Giampaolo Fogliardi esprime la propria perplessità per il modus operandi del Comune nella raffica di sanzioni ai commercianti.
    «Le regole vanno rispettate – dichiara – ma piombare sui commercianti dalla sera alla mattina come una grandinata estiva mi sembra esagerato»
    «A Roma si cercano le misure per uscire dalla crisi e la parola d’ordine è rilanciare l’economia. Tosi invece pensa a bastonare il piccolo commercio. Si poteva operare con tempistiche diverse, avvisando i commercianti. Teniamo conto che è un periodo di forte crisi economica e le regole si possono far rispettare in un clima più sereno».
  • Girotondo attorno all’Arena e buone novità dal Senato

    Pubblicato il 9 giugno 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Sabato 5 giugno ho partecipato al girotondo dei lavoratori della Fondazione Arena.  E’stato un bel gesto simbolico per dimostrare le nostre preoccupazioni per la lirica. Oggi dalla Commissione Cultura del Senato sono arrivate buone notizie: sarà  possibile superare il limite che bloccava qualsiasi assunzione a tempo determinato oltre il 15% dell’organico. Questo consentirà di assumere personale tecnico, artistico ed amministrativo addetto alla preparazione e allo svolgimento delle manifestazioni estive. La proposta bipartisan è partita da tre senatori veronesi, per il Pd la senatrice Garavaglia. Il testo sarà definitivamente votato dall’Aula la prossima settimana, ma il voto della Commissione lo rende già certo. Un bell’esempio di impegno su più fronti a tutela dei gioelli cittadini. Qui l’articolo del quotidiano L’Arena che parla del girotondo.

    «FURI…BONDI». In 200 hanno formato una catena umana e appeso nella parte più alta dell’anfiteatro uno striscione: «Palazzo Barbieri: nessun dorma!»
    girotondo per proteggere l’Arena dai tagli
    Giuseppe Mazzei
    «Sollecitiamo un incontro con Tosi, siamo preoccupati e agitati così come lo sarà la stagione lirica alle porte»
    La catena umana costituita dai lavoratori della Fondazione Arena per proteggere l’Arena dai …
    «Noi siamo portatori sani di cultura». «Verona attenta siamo furi…Bondi». «Palazzo Barbieri: nessun dorma! Louvre perso, tranvia andata, Fondazione Arena???».
    Questi gli slogan e gli striscioni esposti sull’Arena e gridati, anzi cantati, in piazza Bra ieri pomeriggio alle 17 da circa 200 lavoratori della Fondazione Arena che con una catena umana hanno abbracciato l’anfiteatro per proteggerlo dal decreto Bondi.
    Maestri d’orchestra, ballerini, tecnici e impiegati si sono tenuti per mano facendo un virtuale girotondo intorno al vallo del monumento per protestare contro i tagli previsti per le Fondazioni Liriche.
    «È un simbolico abbraccio all’Arena per difenderla dall’assalto della politica», dice Dario Carbone delle Rsu e segretario Fials. «Siamo preoccupati dal silenzio della città, dalla mancanza di risposte da parte del sindaco Tosi che è presidente della Fondazione e dallo snobbismo dei rappresentati economici. Meno di una settimana fa eravamo stati inseriti in un elenco di enti inutili: è solo grazie all’intervento del presidente Napolitano che la nostra posizione è stata stracciata e rispedita al ministro Bondi».
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