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  • 90 anni fa nasceva Don Milani

    Pubblicato il 27 maggio 2013 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    “Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia.”

    “Se si perde loro (i ragazzi più difficili) la scuola non è più scuola. E’ un ospedale che cura i sani e respinge i malati.”

    Sono due concetti espressi nell’opera fondamentale della scuola di Barbiana, il famoso libro “Lettera a una professoressa,” del maggio 1967, in cui i ragazzi della scuola (insieme a Don Milani) denunciavano il sistema scolastico e il metodo didattico che favoriva l’istruzione delle classi più ricche, lasciando la piaga dell’analfabetismo in gran parte del paese.

    La “Lettera a una professoressa” fu scritta negli anni della malattia di Don Milani. Dopo la sua morte il libro inziò a diffondersi diventando uno dei moniti del movimento studentesco del ’68. Altre esperienze di scuole popolari sono nate nel corso degli anni basandosi sull’esperienza di Don Lorenzo.
    Rimarrà indelebile lo slogan “I care,” che in inglese significa: mi importa, mi interessa, mi sta a cuore, adottato da Don Milani in dichiarata contrapposizione al “Me ne frego,” un motto fascista molto in voga. “I care” verrà utilizzato in seguito da numerose organizzazioni religiose e politiche. Questa frase, scritta su un cartello all’ingresso dei locali per l’insegnamento, riassumeva le finalità educative di una scuola orientata alla presa di coscienza civile e sociale.

    Un bel ricordo di Don Milani dell’Associazione Teorema

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