Solo un altro blog targato WordPress
Icona RSS facebook
  • Aeroporto Catullo, non è affare interno del Pdl

    Pubblicato il 23 febbraio 2011 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    In questi giorni si sta decidendo l’assetto futuro dell’aeroporto Catullo di Verona. Sono intervenuto martedì e mercoledì per criticare l’atteggiamento dei vertici del Pdl e per chiedere di tenere aperto il dialogo con Monaco.

    Martedì 22 ho dichiarato:

    «Il futuro dell’aeroporto – tuona Fogliardi – è un tema chiave della città e non va risolto nelle riunioni del Pdl». Quanto alla sostanza della vicenda, secondo Fogliardi dovrebbe essere «aperto un dialogo con Monaco, in quanto il mercato tedesco è fondamentale per la nostra economia, a partire dal turismo. Anche sul rapporto con Brescia – conclude l’esponente del Pd – data l’entità dell’operazione, ribadisco che si dovrebbe nominare un professionista super partes, che intervenga nella valutazione».
    Mercoledì 23 ho dichiarato, sempre al Corriere di Verona:
    «Mi fa piacere che la mia richiesta di una valutazione economica seria sia affidata ad una società di alto livello: benissimo se sarà la Kpmg. E bene anche la scelta verso la Lombardia, piuttosto che verso Venezia» . Dopo di che, Fogliardi rileva che «purtroppo mi pare se ne parli in sedi non idonee, come quelle di partito, magari pensando a favorire le indicazioni di Brancher verso i milanesi piuttosto che di Galan verso i veneziani. Meglio sarebbe stato creare un tavolo istituzionale condiviso. E insisto a dire che un accordo con società d’oltralpe (come Monaco) resta essenziale, visto anche quel che succede in queste ore a sud dell’Italia»
    Leggi di seguito gli articoli
    Il Pdl incontra Bonomi
    e spinge il Catullo su Malpensa
    Il presidente di Sea convince gli esponenti veronesi del partito di Berlusconi a «mollare» Venezia e scegliere Milano. Accordo a breve
    Un aereo al Catullo (archivio)
    NOTIZIE CORRELATE
    «Catullo come la Sme: svende quote E’ un accordo da Corte dei Conti»
    Duello Monaco-Milano per l’aeroporto Catullo
    VERONA — La scelta è fatta: l’intero Pdl, in tutte le sue componenti veronesi, ha deciso che la strategia giusta per l’aeroporto Catullo è quella di un’intesa strategica con Malpensa. La svolta è arrivata dopo un importantissimo incontro, sabato mattina nella sede del partito, in via del Perlar, tra l’intero stato maggiore berlusconiano (Aldo Brancher, Alberto e Massimo Giorgetti, Cinzia Bonfrisco, Giancarlo Conta, Stefano Bertacco e altri) con Giuseppe Bonomi il presidente di Sea, la Società che controlla Malpensa. Bonomi, leghista di lungo corso (ha cominciato la carriera come assessore del Carroccio a Varese) è amico da anni di Aldo Brancher, e non a caso proprio l’ex ministro è stato l’organizzatore del summit. Che ha avuto un risultato rilevantissimo, col via libera di tutte le correnti berlusconiane all’asse strategico con Malpensa, mentre fino a venerdì scorso i galaniani erano invece propensi a un’intesa con Venezia. L’intesa tra tutti i big del Pdl (confermata anche con una «riflessione aggiuntiva », fatta ieri) cambia notevolmente il quadro della situazione.
    Con Brescia Lunedì prossimo, infatti, dovrebbe essere firmato l’accordo con Brescia. Che adesso potrebbe diventare un’altra cosa. Se Verona si allea strategicamente con Malpensa, infatti, cambierà inevitabilmente il quadro societario, finora basato (sulla base del documento predisposto dal commercialista veronese Alfonso Sonato) su di un patto a tre: Verona, Brescia e Trento. Adesso l’ipotesi è: bene Brescia (se paga di più) ma per andare subito insieme a… sposare Milano. I soci veronesi, inoltre, sembrano intenzionati a chiedere una nuova valutazione della società (probabilmente da far fare a Kpmg), con relativa variazione dei soldi necessari per acquistare nuove quote (Brescia era intenzionata a spendere una ventina milioni ma probabilmente non basteranno). Con Malpensa destinata ad essere un nuovo socio, infine, dovranno inevitabilmente cambiare anche i rapporti interni ai vertici. Finora si è parlato di 4 membri del Cda per Verona (con diritto di indicare il presidente), 2 per Brescia e 2 per Verona. Ma adesso potrebbe cambiare tutto, o quasi. Il «lodo Sonato » prevedeva anche che per qualsiasi scelta strategica (come appunto l’alleanza con Malpensa) dovesse esserci praticamente l’unanimità dei soci (76% delle azioni, divise tra il 50% di Verona, il 25 di Brescia e il 25 di Trento). Contro questa proposta c’erano state immediate riserve veronesi (Cinzia Bonfrisco), ma la Camera di Commercio di Brescia aveva subito ribattuto di considerarla «una garanzia imprescindibile ». Ultimo dato da tenere presente: Malpensa sta per essere quotata in Borsa (l’intesa coi sindacati in materia è stata firmata tre settimane fa): e Verona ha una gran fretta di chiudere l’accordo per essere parte attiva anche in questa svolta.
    Da sinistra Proprio sui vertici di questi giorni, intanto, arriva una dichiarazione del deputato del Pd, Giampaolo Fogliardi. «Il futuro dell’aeroporto – tuona Fogliardi – è un tema chiave della città e non va risolto nelle riunioni del Pdl». Quanto alla sostanza della vicenda, secondo Fogliardi dovrebbe essere «aperto un dialogo con Monaco, in quanto il mercato tedesco è fondamentale per la nostra economia, a partire dal turismo. Anche sul rapporto con Brescia – conclude l’esponente del Pd – data l’entità dell’operazione, ribadisco che si dovrebbe nominare un professionista super partes, che intervenga nella valutazione».
    _________________________________
    VERONA — «Il Pdl veronese vuole l’alleanza con Malpensa? Mi pare davvero un’ottima scelta. E non credo che creerà problemi all’intesa tra Verona e Brescia, sul futuro del Catullo» . A parlare così è l’onorevole Davide Caparini, parlamentare e membro della segreteria politica della Lega Nord. Molti dicono che è proprio lui l’anima leghista delle trattative sul futuro del nostro sistema aeroportuale. E il suo giudizio sulla «svolta» degli uomini di Berlusconi in terra scaligera, dopo il vertice di sabato scorso a Verona col presidente della Sea, Giuseppe Bonomi, è quindi decisamente «pesante» . Secondo Caparini «il progetto di un’intesa con Malpensa ha radici profonde e mira a creare, grazie a una sinergia tra Verona, Brescia, Bergamo e Linate, uno dei principali poli aeroportuali dell’intera Europa» . Ma le scelte del Pdl potranno creare problemi all’intesa con Brescia? «Assolutamente no -spiega Caparini -perché è invece vero il contrario. Mettiamoci nei panni di un operatore importante come la Sea di Bonomi: è ovvio che un’intesa tra tutti i soci della Catullo sarebbe la precondizione per andare avanti nella trattativa» . Caparini non vede eccessive difficoltà neppure dalla richiesta veronese di «rimodulare» la valutazione dell’aeroporto. «Su questo -spiega -ha lavorato una commissione tecnica in cui erano rappresentati tutti. Dopo di che è chiaro che ci sono diverse sensibilità e diverse esigenze in ballo. Ma io auspico che tutti facciano un passo indietro, per poi fare tutti insieme un enorme balzo in avanti: ci vuole lungimiranza, e non lo dico da bresciano ma da persona interessata a un progetto che ha un grande, grandissimo respiro per l’economia di tutte le province interessate» . Proprio quello della valutazione è intanto uno dei nodi che continuano a fare discutere in riva all’Adige. La richiesta era partita dalla senatrice Cinzia Bonfrisco (Pdl), che in una intervista al Corriere di Verona» aveva detto senza mezzi termini di non aver «mai visto vendere un gioiello di famiglia al minor offerente» , paragonando la vicenda a quella della Sme di Romano Prodi e ipotizzando un «danno erariale» agli enti veronesi, se l’accordo non fosse «supportato da solidissime valutazioni economiche e finanziarie» . Di qui l’ipotesi che, al di là delle indicazioni fatte dalla commissione guidata dal commercialista Alfonso Sonato, si arrivi a una nuova valutazione da parte di una società di altissimo livello potrebbe essere la Kpmg, multinazionale con sede in Olanda, considerata una delle «big four» , le 4 maggiori società del mondo in questo tipo di attività). Dalla Camera di Commercio, il presidente, Alessandro Bianchi, si mantiene cauto («su temi così delicati, preferisco prima vedere i conti e solo dopo, eventualmente, parlare» ) e riserbo assoluto mantiene anche il presidente della Provincia, Giovanni Miozzi, impegnato in primissima fila nelle trattative di questi mesi con Brescia. Dal fronte politico opposto, interviene invece il deputato del Pd, Giampaolo Fogliardi: «Mi fa piacere che la mia richiesta di una valutazione economica seria sia affidata ad una società di alto livello: benissimo se sarà la Kpmg. E bene anche la scelta verso la Lombardia, piuttosto che verso Venezia» . Dopo di che, Fogliardi rileva che «purtroppo mi pare se ne parli in sedi non idonee, come quelle di partito, magari pensando a favorire le indicazioni di Brancher verso i milanesi piuttosto che di Galan verso i veneziani. Meglio sarebbe stato creare un tavolo istituzionale condiviso. E insisto a dire che un accordo con società d’oltralpe (come Monaco) resta essenziale, visto anche quel che succede in queste ore a sud dell’Italia» . Lillo Aldegheri
     

    Una risposta a “Aeroporto Catullo, non è affare interno del Pdl”

    1. Il Sistema areoportuale del Garda dovrebbe in primis servire il Lago di Garda, le città di Verona, di Brescia, Mantova, Trento e Bolzano
      creando cos’ un’alternativa al sietema milanese ed a quello veneziano. Importante è mantenere ed ampliare i contatti con il centro-nord dell’Europa (Germania,Scandinavia e Gran Bretagna). Attendi a non farsi sottomettere sia dai veneziani che dai milanesi!
      Tutta la società civile deve mobilitarsi per questo scopo soprattutto gli operatori turistici devono farsi sentire!

      Corrado Bertoncelli

    Lascia un commento