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  • Amianto, nuove proposte di legge

    Pubblicato il 3 maggio 2011 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Ho firmato le due proposte di legge della collega Daniela Sbrollini riguardanti il problema dell’amianto:

     

     

    Questa proposta è stata presentata al fine di tenere sempre alta l’attenzione sui problemi causati dalla presenza dell’amianto nel nostro Paese e di offrire finalmente soluzioni alle drammatiche e a tutt’oggi irrisolte conseguenze derivanti dall’esposizione all’amianto.
    L’amianto (chiamato anche asbesto) è un minerale naturale a struttura fibrosa, presente anche in Italia, appartenente alla classe chimica dei silicati. Esso è potenzialmente indistruttibile in quanto resiste sia al fuoco che al calore, nonché agli agenti chimici e biologici, all’abrasione e all’usura. Per le sue caratteristiche di resistenza e di forte flessibilità è stato ampiamente usato nell’industria e nell’edilizia, benché – già negli anni ’40 del secolo scorso – fosse stato scientificamente dimostrato che si trattava di una sostanza altamente nociva per la salute, risultata poi avere anche effetti cancerogeni.
    Per quanto concerne l’Italia, per portare a compimento, nei tempi auspicati, l’ultima fase della lotta contro l’amianto, iniziata più di quaranta anni fa, occorre conseguire tre obiettivi prioritari: la bonifica del territorio, la realizzazione di forme adeguate di tutela sanitaria e l’efficiente funzionamento del «Fondo per le vittime dell’amianto», istituito con la legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244), a seguito di emendamento sottoscritto dai firmatari del citato disegno di legge atto Senato n. 23.

     

     

     

    Una risposta a “Amianto, nuove proposte di legge”

    1. Pier Giorgio Confente

      Ritengo errato fare la lotta contro l’amianto ma invece è necessario fare la lotto contro un utilizzo,la manutenzione e gestione errata dell’amianto.
      Nessun elemento naturale di per se è “cattivo” ma lo è l’uso e/o la gestone che ne facciamo!
      La legge mi sembra un ulteriore tentativo di accollare alle casse dello stato l’imprevidenza umana e/o la furbizia umana.
      E’ ora che si smetta di giustificare con la salute la voglia di acquisire piccoli o grandi privilegi, questo fa male alla salute dei cittadini ed alle finanze dello stato ed induce in tutti un senso di deresponsabilizzazione.

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