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  • Caporalato, inasprire le sanzioni

    Pubblicato il 24 giugno 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Ho sottoscritto il progetto di Legge dei colleghi Zucchi e Brandolini per inasprire le pene per lo sfruttamento illecito della manovalanza, tristemente noto ed ampiamente diffuso, soprattutto nell’edilizia e nell’agricoltura.
    Vogliamo che il caporalato venga considerato alla stregua della riduzione in schiavitù, con pene adeguate al crimine.

    Ora invece sono in vigore solo sanzioni amministrative per lo sfruttamento della manodopera irregolare o sanzioni penali contro l’utilizzo di lavoro nero e la somministrazione illecita di manodopera; si tratta però di sanzioni piuttosto lievi e solo pecuniararie.

    Il caporalato distorce anche  la leale concorrenza tra le imprese in quanto porta ad avvantaggiare, in termini di minori spese,  le aziende che ricorrono all’illegalità, al lavoro nero e non tutelato.

    Il fenomeno inoltre non va inquadrato solo nel diritto del lavoro, ma rappresenta un eveneto di rilevante portata sociale, assimilabile a moderne forme di schiavitù.

    Riteniamo che l’introduzione di una forma di reato specifica, unita all’adozione di politiche efficaci di informazione e di integrazione dei soggetti maggiormente esposti, sia il modo più adeguato per colpire il caporalato sia come fenomeno sociale, reprimendo un inaccettabile approfittamento dello stato di bisogno altrui, sia come fenomeno economico, contrastando le imprese che ricorrono a questo strumento e favorendo le imprese che scelgono la legalità.

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