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  • Carcere di Montorio: «Situazione davvero inaccettabile, farò subito un’interpellanza»

    Pubblicato il 28 luglio 2009 giampaolo 9 commenti Condividi su Facebook

     

    Sia L’Arena che il Corriere di Verona riportano della mia visita alla casa circondariale di Montorio.

    Lo sfogo di Fogliardi: «Situazione davvero inaccettabile, farò subito un’interpellanza»

    L’ingresso del carcere«Un disastro. Inaccettabile una situazione così, lo dico da uomo, cattolico, cristiano e da politico». È il commento dell’onorevole Giampaolo Fogliardi dopo la visita alla casa circondariale di Montorio. Il politico veronese voleva verificare la situazione di disagio che detenuti e polizia penitenziaria vivono quotidianamente. E lo ha fatto facendosi accompagnare nella visita dai rappresentanti della Uilpa penitenziari, Leonardo Angiulli coordinatore regionale, Daniele Luongo, coordinatore locale, Micaela Petrilli, segretaria provinciale della federazione Uilpa. La denuncia è forte: la casa circondariale può ospitare 400 detenuti, al suo interno attualmente ce ne sono 930, di cui 52 donne. Il personale penitenziario arriva a 336 poliziotti, mentre dovrebbero essercene almeno 407. La situazione è talmente al limite che contravvenendo alla legge nel reparto femminile, proprio per la carenza di personale viene mandato quello maschile. Le docce sono pietose, i muri ammuffiti. Dal soffitto piove acqua. Come se non bastasse a breve verrà attivato un reparto psichiatrico dove i detenuti dovranno essere monitorati. Ne arriveranno quindi altri e da ogni dove del Paese.
    «A seguirlo non sarà nemmeno personale qualificato», fanno notare i sindacalisti. Una situazione talmente al limite che fogliardi non ha potuto nasconderne il disagio. Tutto verrà tradotto dall’onorevole oggi stesso in un’interpellanza parlamentare che sottoporrà direttamente al ministro Alfano. Chiaro che il concetto di base dell’esponente del Pd è quello che si riassume nell’articolo 27 della Costituzione, che vuole le carceri non solo come luogo di espiazione ma di rieducazione. «E quest’ultima non c’è se a vivere in tre metri quadri sono in cinque detenuti, se l’ambiente si presenta insalubre, se i cattivi odori attanagliano lo stomaco e la mente, se la polizia penitenziaria non ha mezzi», assicura fogliardi. Due ore in carcere, il primo per altro visitato dall’onorevole, sono bastate per mettere i puntini sulle “i” su una società che parla di rispetto e umanità ma che nei fatti trascura chi ha davvero bisogno di una mano. fogliardi si è così trovato a parlare sia da parlamentare che da uomo e senza nascondere la propria incredulità ha evidenziato le tante carenze che ha potuto vedere. «È un luogo insicuro dove la polizia penitenziaria lavora in condizioni disagiate senza nemmeno gli strumenti adatti», sottolinea notando come il personale durante l’ora d’aria dei detenuti si ritrovi nel cortile senza nemmeno un telefono e senza telecamere di sorveglianza. L’ambiente insalubre non poteva passare di certo in secondo piano. Eppure proprio la casa circondariale di Montorio, realizzata negli anni Novanta, ha preso parte ad un progetto legato ad un’associazione villafranchese che vede impegnata una squadra di detenuti a ritinteggiare le pareti e gli infissi della struttura seguendo una logica cromatica che dovrebbe dare al luogo non più un aspetto di “soffocamento” con tanto colore lilla e altre gradazioni. «Dal soffitto piove, ho potuto vedere diverse pozzanghere», dice fogliardi ripercorrendo la visita spazio dopo spazio e ricordandone addirittura gli odori «fastidiosi, insostenibili». In primo piano rimane sempre il sovraffollamento e qui il politico dà sfogo di più all’uomo di fede, a quello che un buon cristiano cattolico dovrebbe avere sempre presente: il rispetto del prossimo. «Sono in quattro in una cella e si pensa di aggiungere una branda per un quinto posto», dice, «non sono qui a dire che chi ha sbagliato non deve pagare, ma non è ammissibile non dare nessuna possibilità di reinserimento. Gli agenti svolgono un lavoro che è equiparabile ad una missione. È chiaramente una situazione al limite». Stupore c’è anche per i parenti dei detenuti costretti a stare sotto il sole in attesa di varcare i cancelli. Eppure da più di 15 anni si parla di un centro di ascolto, quello che l’associazione La Fraternità vorrebbe realizzare. Un progetto venne dato in mano alla precedente amministrazione Zanotto. «Mi appello agli enti pubblici e religiosi, affinché si trovino delle soluzioni. Impensabile parlare del ponte di Messina e lasciare che persone vivano in questo modo», conclude. A.Z.

     

    «Montorio, celle affollate, pozzanghere e pochi agenti»

    VERONA — Celle sovrafollate, infiltrazioni d’acqua dai soffitti e polizia penitenziaria sott’organico. È questa la situazione del carcere di Montorio. A denunciarla i sindacati dalla Uil-Pubblica amministrazione e il deputato del Pd, Giampaolo Fogliardi, che ieri mattina ha visitato la casa circondariale veronese.

    «Uno Stato moderno non può tollerare una struttura in queste condizioni, al limite del disumano – ha commentato l’onorevole –. Ho visto pozzanghere nei corridoi, celle costruite per due detenuti che ne ospitano il doppio, muri con l’intonaco cadente e un solo poliziotto a sorvegliare 300 carcerati durante l’ora d’aria». Per questo oggi, Fogliardi presenterà un’interrogazione alla camera, diretta al ministro della Giustizia, Angelino Alfano.

    «La casa circondariale – spiega il segretario regionale della Uil-P Leonardo Angiulli – fu costruita nel 1994 per ospitare 442 detenuti e 407 poliziotti. Oggi la situazione è al limite del collasso con 985 persone incarcerate (55 sono donne) e solo 306 sorveglianti». (f.m.)

     

    Scarica il Pdf: CorriereVr_montorio

    Scarica il Pdf: L’Arena_montorio

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    9 risposte a “Carcere di Montorio: «Situazione davvero inaccettabile, farò subito un’interpellanza»”

    1. salve io sono qui per chiederle se ha per caso fatto un interpellanza che diceva???
      la situazione rimane sempre la stessa da quest’estate anzi in alcuni momenti anche peggio, non voglio ricriminare la serietà del personale anzi, il problema è che ce poca gente e troppi detenuti e quindi non possono essere seguiti almeno per quanto riguarda la parte psicologica. non basta dare una pillola per aiutare una persona , ma bisogna aiutarli a capire l’errore o la loro presenza li. IO mio malgrado debbo entrare ogni settimana per una storia veramente assurda, ma la legge italiana è cosi e non vi altra soluzione, ma mi vergogno per quei poveri ESSERI UMANI che vengono considerati un Niente. I diritti dell’uomo cengono calpestati o meglionon vi sono più in certi ambienti, mi può aiutare a far sentire la voce degli esseri umani che vi sono li dentro , senza discriminazione del loro reato, in quanto se hanno fatto reato è giusto che paghino però come persone e non numeri da400 a aquasi 1100, sono tanti e non hanno neppure una doccia calda, il pranzo della domenica è rimasugli del pranzo e tanto ancora, c’è bisogno che qualcuno parli e li aiuti sia i volontari che i detenuti, mi potene aiutare.. grazie

    2. volevo rivolgerle la stessa domanda pure io? è stata fatta questa interpellanza? perchè sinceramente all’interno la situazione invece di migliorare..PEGGIORA!
      purtroppo anche la mia è una storia assurda, che non rispetta nè il codice penale e tanto meno i diritti dell’uomo, eppure sono mesi che con la mia famiglia mi reco nel carcere di montorio.. le persone dentro crollano, la lucidità mentale lascia spazio alla disperazione e la solitudine uccide qualsiasi essere pensante..ma, sempre purtroppo, il potere resta in mano a delle persone che senza nemmeno concedere alla famiglia una spiegazione, rovinano la vita di un giovane.. e sinceramente il carcere rovina quel poco che resta di una persona piena di vita!
      francesca ardino

    3. Bungiorno Onorevole Fogliardi, mi aggiungo alle persone che si trovano nella mia stessa situazione: avere un familiare a MOntorio. Se il Governo pensa che il carcere in queste sitazioni faccia bene, allora non ne ha mai visto uno. Gli errori vanno pagati e non c’è dubbio, ma alla fine cosa si è ottenuto? Far vivere, se possiamo usare il verbo vivere, delle persone in condizioni disumane e pensare che poi esse quano usciranno sapranno vivere da persone umane? La risposta è NO. La persona che ha sbagliato deve essere aiutata a non sbagliare più, a rifarsi una vita decorosa perchè altrimenti non ha più senso la vita. Non facciamoli restare in ozio tutto il giorno senza far nulla, senza farli sentire utili a qualcosa. Qui vengono distrutti psicologicamente e se la testa e la ragione iniziano a cedere allora cede anche il corpo. Ma la Chiesa dov’è? L’aiuto della fede da chi viene? Vediamo di aiutare questa gente si o no? Innanzitutto aumentare il servizio sanitario. Fare fare dei lavoretti ai detenuti per rendersi utili e quindi di conseguenza migliorare il clima che c’è lì dentro. E non è lasciando la gente al freddo, senza acqua l’estate e senza cibo che le facciamo capire l’errore commesso. Tutti possiamo sbagliare ma dobbiamo essere aiutati a non farlo più. L’art. 27 della Costituzione cosa dice? La responsabilità penale è personale.

      L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.

      Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato [cfr. art. 13 c. 4].

      Non è ammessa la pena di morte

      Allora, lo vogliamo ricordare a chi di dovere quest’articolo? La parola RIEDUCAZIONE cosa significa? Il carcere è stato scambiato per un lager? Spero proprio di no. Scusate se sono stata dura nel mio commento, ma finché non si è mai entrati in un carcere non si sa com’è.
      Grazie

    4. Anche io ho una persona cara nel carcere di Montorio e devo dire che i disagi sono rimasti gli stessi – anzi – la situazione stà peggiorando rapidamente! Allora caro onorevole Fogliardi, questa interpellanza è stata fatta? Cosa vogliamo aspettare? Fino al prossimo suicidio?
      È terribile essere costretti a rimanere con le mani in mano, mentre un famigliare è detenuto in queste condizioni disumane, vedere la sua sofferenza ed essere impotenti, è insopportabile. Cosa possiamo fare?

    5. una tra le cose piu indecenti che esiste nel carcere di Montorio è il FUMO…non è proibito fumare in cella e quindi chi non è fumatore e per disgrazia si trova in cella con altri detenuti che fumano ne soffre tantissimo perche gli tocca respirare per tutto il giorno il fumo passivo degli altri..cosi funzionano le cose in iTALIA, li ci si trova dentro per aver violato la legge, ma la legge se ne infischia delle leggi vigenti sul fumo

    6. buongiorno sono una mamma preoccupatissima per il propio figlio ,sono daccordo che chi sbaglia debba pagare ,ma dico il giusto.mio figlio sono ormai 7 anni che è entrato in questo calvario e di conseguenza tutta la famiglia ,ieri e stato trasferito da padova a verona per motivi punitivi e sono daccordo, ma credo che un ragazzo oggi 25enne vada aiutato a ritrovare la strada giusta ed a un recupero in tutti i sensi ,penso che lasciare cosi in piccoli metri quadri una persona non si aiuta afargli capire gli errori commessi ma bensi incattivirli con tutte le opinioni di altri detenuti in negativo ,io vorrei parlare con qualcuno ma chi?la mia testa e in fumo ,e per di più ammalata cosa fare?

    7. NN ho pArole anche io ho cari dentro e si lamentano…ciao,..

    8. Sono d’accordo anch’io che chi sbaglia deve pagare, però non tutti sono delinquenti quelli che vengono condannati, ed anche se lo fossero in carcere si dovrebbe cercare di farli cambiare di insegnare qualcosa, di aiutarli a non essere persone emarginate, di farli lavorare in modo che potessero guadagnarsi qualcosa, di insegnare loro un lavoro in modo che quando escono non ritornino dentro perchè non hanno trovato ne lavoro ne qualcuno che da loro una mano. L’anno scorso in febbraio sono stati trovati due fratelli, uno di 15 anni ed uno di 19 a rubare dentro al cassonetto degli indumenti della caritas, quello di 15 anni il giudice ha avuto un po’ di pietà e l’ha lasciato andare quello di 19 anni è stato processato per direttissima. Io mi chiedo ma questa è giustizia?? Ci sono persone disperate che vivono al riparo di cartoni in posti disabitati al freddo, senza niente da mangiare, persone che hanno perso il posto di lavoro ed hanno dei bambini da mantenere: ma cosa faremmo noi se ci trovassimo in queste situazioni??? Ci sono persone ricche e che in più rubano miliardi e sono liberi di fare i paperoni e questa si chiama giustizia?? Mi chiamo Lidia faccio volontariato da una vita e vedo situazioni che fanno piangere.
      Si sono d’accordo con la signora Giulietta anche se è passato del tempo da quando ha scritto questo commento, le carceri dovrebbero servire per insegnare la strada giusta a quelle persone che hanno sbagliato.

    9. […] Non lo dico per sentito dire: ho bene impresse nella memoria le condizioni difficili del carcere veronese di Montorio che ho visitato nell’estate del […]

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