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  • Un caffè senza slot

    Pubblicato il 6 dicembre 2013 giampaolo 4 commenti Condividi su Facebook

    Senzaslot.it è il sito che raccoglie l’elenco dei bar liberi dalle macchinette mangiasoldi. Una iniziativa contro il gioco d’azzardo che consente ai consumatori di promuovere gli esercizi che non propongono slot-machine.
    Chi vuole bere il caffè lontano dal gioco d’azzardo e chi vuole segnalare i bar che non lo promuovono può sfruttare l’iniziativa di questo sito. Ricordiamoci che è sempre di meno un “gioco” e sempre di più una piaga sociale che affligge le fasce sociali più deboli.

  • San Zeno, la bellezza del Garda tutto l’anno

    Pubblicato il 31 ottobre 2013 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    La settimana scorsa sono stato invitato a Sana Zeno di Montagna per la festa delle castagne.
    Ringrazio per la calorosa accoglienza l’amministrazione e la sindaca Graziella Finotti, con la quale ho collaborato due anni fa per la proroga della “vita tecnica” della funivia di Prada.
    Dopo il convegno sulla Regione del Garda, ogni appuntamento che valorizza la bellezza e l’eccellenza del nostro territorio mi conferma che abbiamo grandi risorse da sfruttare tutto l’anno. Proprio per questo voglio mettere in evidenza un appuntamento che fa emergere la bellezza del Garda anche al di fuori della “classica” stagione estiva.
    E’ la più importante festa tradizionale di San Zeno di Montagna, legata al frutto che costituiva un tempo uno degli alimenti base della gente di montagna. Questo è il periodo delle castagne e in queste tre settimane di festa si assiste al Palio delle Contrade, una sfida tra i ristoranti del paese.
    Oltre che a degustare pietanze a base di castagne, si possono acquistare i prodotti direttamente dai produttori (facenti parte del Consorzio Tutela del Marrone di San Zeno D.O.P.).
    La montagna è un altro aspetto del Garda che se valorizzato può rafforzare l’offerta turistica e enogastronomica anche per i mesi autunnali e invernali.

  • Bus serali Gardesana, Castelnuovo aderisca

    Pubblicato il 15 maggio 2012 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Auspico che il Comune di Castelnuovo del garda cambi idea e aderisca al progetto delle corse notturne sulla gardesana.  Il mio intervento su L’Arena:

     

    TRASPORTO PUBBLICO. L´intervento dopo che il progetto delle corse notturne era rimasto bloccato dalla «defezione»
    Bus serali, fogliardi chiede
    l´adesione di Castelnuovo
    Giuditta Bolognesi
    Per il deputato Pd, affermare che il centro è «lontano dal lago» equivale a sconfessare quarant´anni di politica turistica
    martedì 15 maggio 2012 PROVINCIA, pagina 34

    Una fermata d´autobus sulla Gardesana. Il progetto delle corse serali è fermo
    «Auspico che il servizio del bus serale estivo sul lago di Garda vada in porto e faccio un pubblico appello al Comune di Castelnuovo del Garda perché riveda la sua posizione: otto-diecimila euro non sono una cifra impossibile da recuperare in un bilancio comunale per un´iniziativa così importante, che risponde sicuramente ad un´esigenza molto sentita dagli operatori lacustri e per la quale mi congratulo con l´assessore provinciale ai Trasporti Gualtiero Mazzi».
    È Giampaolo fogliardi, deputato Pd, ad intervenire sulla battuta d´arresto del progetto che vedeva coinvolti Provincia, Atv, i Comuni rivieraschi e Federalberghi per l´istituzione di un servizio serale di trasporto pubblico che da metà giugno a metà settembre avrebbe collegato l´alto e il basso lago con Verona, e viceversa, con tre corse in più rispetto a quelle attuali.
    Una battuta d´arresto motivata dalle defezioni, appunto, di Castelnuovo e Garda causate dalle difficoltà nelle quali si trovano i Comuni costretti tra mancati trasferimenti e patti di stabilità.
    «Ci sono meno soldi quindi occorre ragionare in base alle priorità e questa non è una delle nostre, anche perché il nostro abitato non è sulla Gardesana, dunque non abbiamo mai ricevuto richieste in questo senso», ha precisato il sindaco castelnuovese Maurizio Bernardi. Ragioni sulle quali fogliardi dissente profondamente.
    «Voglio pensare che la dichiarazione del sindaco che i nostri centri sono lontani dal lago sia stata fatta sovrappensiero; perché, se così non fosse, Bernardi sconfesserebbe 40 anni di politica turistica fatta dalle diverse amministrazioni che hanno fortemente voluto che Castelnuovo facesse parte dei Comuni gardesani: dal cambio del nome, negli anni ´60, da Castelnuovo veronese a Castelnuovo del Garda appunto; all´essere il territorio su cui si trova Gardaland, il più importante parco d´Italia. Per non parlare dei campeggi», continua il parlamentare, «che insistono tutti sulla fascia a lago. Tutte strutture che hanno l´esigenza di sentirsi collegate con Verona. Dire, dunque, che non siamo un Comune del lago sconfesserebbe tutto questo e anche la politica della sua amministrazione: si sta lavorando al primo parco verde lacustre e poi si rinuncia a un´iniziativa di questo genere?
    Si sostengono le domeniche ecologiche e non si aderisce ad un progetto di potenziamento del trasporto pubblico? Penso a cosa significherebbe per i castelnuovesi poter raggiungere il lago la sera senza usare la macchina; e, allo stesso modo, per molti turisti poter raggiungere Castelnuovo e le sue località per partecipare alle tante manifestazioni serali organizzate».
    «Quando l´amministrazione provinciale fa questi sforzi per realizzare iniziative concrete bisogna fare di tutto per andarvi incontro.
    Dunque ripeto l´appello perché il sindaco Maurizio Bernardi e la sua amministrazione rivedano la loro posizione ribadendo, in questo modo, la forte vocazione e potenzialità turistica del nostro territorio».

  • Controllare le famose imprese “apri e chiudi”

    Pubblicato il 29 febbraio 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Roma, 28 feb – “Bisogna controllare le famose imprese “apri e chiudi” e quelle cinesi. Ce ne sono tante sane, ma anche tante “apri e chiudi” e molti sono consigliati a monte dai commercialisti. Maggiori controlli servirebbero a fare chiarezza. L’incentivazione della correttezza dei commercialisti potrebbe portare effetti positivi”. E’ quanto si legge in una nota dell’on. Fogliardi del Pd nel corso dell’Audizione di Nino Di Paola Comandante generale della Guardia di Finanza, Nino Di Paolo, sulle tematiche relative all’azione di contrasto dell’evasione fiscale e ai rapporti tra fisco e contribuenti.

  • L’Arena: “Funivia «salva» per due anni con il decreto Milleproroghe”

    Pubblicato il 28 gennaio 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Oggi L’Arena parla del salvataggio della funivia di Prada:

    PRADA. Approvato alla Camera, passerà al Senato il provvedimento che sposta la scadenza tecnica dell´impianto al 2014
    Funivia «salva» per due anni
    con il decreto Milleproroghe
    Gerardo Musuraca
    Il deputato del Pd Fogliardi si era rivolto al ministro Passera Ora si tenterà di coinvolgere anche altri Comuni nella gestione

    La partenza dell´impianto di Costabella a Prada
    «La Funivia di Prada, grazie al decreto Milleproroghe approvato l´altro giorno, giovedì, alla Camera e che passerà presto pure al Senato, ha ottenuto un prolungamento della vita tecnica dell´impianto.
    La scadenza non è più quindi il 30 aprile 2012 ma il 30 aprile 2014. Questo dovrebbe consentire ai sindaci di predisporre i piani di rilancio e sostituzione dell´impianto, secondo quanto si sta già portando avanti». A dare l´annuncio è il deputato del Partito Democratico Giampaolo fogliardi. L´onorevole nei giorni scorsi si era confrontato con il ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera e con la sua segreteria, nella persona di Antonino D´Ambrosio. «Il ministro, la sua segreteria e il governo», ha proseguito fogliardi, «si sono mostrati davvero sensibili al problema che ho sottoposto, e si sono mossi con una efficienza incredibile. Del resto, quando ho scritto loro dell´impatto occupazionale della funivia e dell´entourage turistico vitale per una zona montuosa come Prada, mi è stato risposto subito che si sarebbe fatto il possibile per prorogare la vita tecnica degli impianti a fune come quelli di Prada, senza comprometterne però la sicurezza».
    La stessa cosa era stata chiesta, il 22 dicembre, dalla Conferenza Stato-Regioni che aveva mandato al governo una missiva. Così, con «469 voti a favore, 5 astenuti e 74 contrari al voto di fiducia», ha concluso il parlamentare, «la Camera ha approvato il Milleproroghe. A votare contro», ha rimarcato, «sono stati in pratica i deputati della Lega Nord e dell´Idv».
    Nei giorni precedenti, le Commissioni prima (Affari Costituzionali) e quinta (Bilancio e Tesoro) della Camera, per le quali i relatori erano, rispettivamente, Gianclaudio Bressa del Pd e Gioacchino Alfano del Pdl, avevano ratificato «l´articolo 11 bis sugli impianti a fune». fogliardi aveva presentato un emendamento, fatto proprio dalla segreteria di Passera e proposto poi in Commissione, che ricalcava il Milleproroghe del 2010 semplicemente sostituendo le parole «proroga di due anni» con «proroga di quattro anni» relativamente all´articolo «145 comma 46 della legge 23 dicembre 2000 numero 388». Insomma, una serie di numeri e date in «burocratese» che però, per l´impianto a fune di proprietà al 50% ciascuno di San Zeno e Brenzone, valgono due anni di vita tecnica in più. Ora i due sindaci, Rinaldo Sartori di Brenzone e Graziella Finotti di San Zeno di Montagna, potranno proseguire nel tentativo di trovare i soldi, presentare un progetto di nuovo impianto e procedere nella direzione di coinvolgere altri Comuni nella gestione dell´impianto.
    In prima fila, da questo punto di vista, pare esserci proprio Castelnuovo, la patria di fogliardi. La salvezza dell´impianto a fune del Baldo, in pratica, è passata dal Basso Garda e potrà forse realizzarsi grazie a questo miracolo burocratico, tanto invocato sia a Brenzone che a San Zeno.
    «Vogliamo veramente ringraziare l´onorevole fogliardi», ha commentato il sindaco di Brenzone Rinaldo Sartori, «sia per lo splendido lavoro fatto, che per il risultato raggiunto. Dobbiamo anche riconoscergli un impegno costante perché, da quando abbiamo chiesto aiuto, non solo s´è dato subito da fare ma ci ha costantemente aggiornati sugli sviluppi che stava prendendo la situazione. Ora aspettiamo solamente che il Senato licenzi definitivamente il Milleproroghe».

  • «Un nuovo governo di alto profilo tecnico che si concentri sulla ripresa»

    Pubblicato il 6 settembre 2011 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Prosegue nelle pagine de L’Arena il dibattito sul grido di allarme sull’ attuale situazione economica lanciato dal presidente di Confindustria Verona, Andrea Bolla. Il mio intervento:

    Giampaolo Fogliardi, deputato del Pd e membro della Commissione Finanze della Camera concorda con le critiche degli imprenditori e chiede un «nuovo governo di alto profilo tecnico che si concentri sulla ripresa»

    Il giudizio di Fogliardi sulla manovra finanziaria del governo in discussione al Senato, non lascia adito a dubbi: «Era già poco incisiva all’inizio e ora ulteriormente annacquata dalle ultime modifiche non contiene interventi strutturali per il rilancio dell’economia, al contrario si continua ad ingrassare un debito pubblico che non riusciamo a pagare». L’unica strada da percorrere, afferma l’esponente del centrosinistra, «passa dalle dimissioni di Berlusconi per un nuovo esecutivo di alto profilo tecnico, presieduto da una personalità come Mario Monti e sostenuto dalla convergenza di tutte le forze politiche, che si concentri sulla ripresa»

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  • «Ciao Mino, se ne va un pezzo di storia»

    Pubblicato il 5 settembre 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Il ricordo di Martinazzoli dalle pagine de L’Arena di oggi.

    La figura di Martinazzoli, morto a Brescia, nei ricordi di alcuni ex compagni di partito

    Erminero e Fogliardi della sinistra democristiana: «Un uomo colto, onesto, traghettatore della Dc»

    La scomparsa di Mino Martinazzoli, ultimo baluardo della vecchia Dc che non si voleva arrendere davanti al crollo della Prima Repubblica, ha portato dolore e tristezza in buona parte del mondo politico che faceva riferimento alla sinistra democristiana.

    L’ex ministro bresciano, che era stato anche sindaco della città lombarda e presidente della Provincia, veniva spesso a Verona dove aveva molti amici: dall’ex ministro Gianni Fontana all’ex sindaco Enzo Erminero, da Giampaolo Fogliardi a Roberto Uboldi e altri ancora.

    In particolare, poi, nel 1994 da Verona centinaia di democristiani partirono alla volta di Roma per il congresso che celebrava la nascita, sotto la segreteria di Martinazzoli, del Partito Popolare italiano, quel Ppi che voleva riprendere le radici della Dc ripartendo da don Sturzo.

    I risultati elettorali non furono quelli sperati e lui con un fax salutò la compagnia: non si riteneva adatto al ruolo. In quegli anni tormentati Martinazzoli era segretario di una Dc che veniva demolita dai colpi della magistratura e nel 1993 proprio in questa veste venne spesso a Verona e nel Veneto: in città era sindaco il suo amico Enzo Erminero che tentava di tenere a galla la baracca; il partito provinciale si era appellato a Renato Gozzi che dopo aver agitato il bastone della sua autorevolezza lasciò il posto al commissario, Antonino Zaniboni da Mantova e infine a livello veneto Martinazzoli nominò commissario una giovane eurodeputata: Rosy Bindi che caccio fuori dal partito tutti gli inquisiti guadagnandosi l’appellativo di «pasionaria».

    «Martinazzoli aveva il viso triste, ma non lo era proprio», ricorda Erminero.

    «Era uomo culturalmente preparato, attento, curioso. Oratore affascinante, parlava sottovoce per farsi ascoltare con attenzione. Con Verona la Dc bresciana aveva ottimi rapporti, anche perché sono stati sempre due centri cattolici di primo piano e a Brescia poi c’era Camadini per la Cattolica e Bazoli, tanto per dire, e la finanza cattolica partiva da lì».

    Erminero conclude: «Mino era uomo onesto e prudente, con un senso etico che lo aveva portato a dimettersi insieme con altri quattro ministri quando ci fu la liberalizzazione delle frequenze Tv voluta da Craxi».

    Giampaolo Fogliardi, deputato del Pd, ricorda Martinazzoli dai tempi della corrente “morotea” della Dc, di cui Fogliardi era responsbile nazionale: «Mino era una pagina storica della Dc, l’uomo che ha gestito una fase delicatissima della fine della Dc, che si assunse di traghettare nel Ppi con l’appello ai liberi e forti che richiamava quello di Sturzo. Da Popolari alla Margherita, la sua era sempre una presenza critica.

    Ricordo le sue frequenti visite a Verona e gli incontri a Cavaion. Ci mancherà moltissimo la sua riflessione».

  • Continue incertezze, danno per il Paese

    Pubblicato il 5 settembre 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    «È l’epilogo finale di una tragedia annunciata, ma questa continua incertezza rappresenta un danno irreparabile per l’economia del Paese e per la nostra immagine internazionale».

    «L’epoca berlusconiana con le sue scelte populiste come la sciagurata abolizione dell’Ici che era l’unica vera imposta federale, si chiude nel modo peggiore». (L’Arena)

    «Tosi decida da che parte stare in questo drammatico epilogo dell’era berlusconiana: sì, la crisi è internazionale, ma gli altri Paesi reagiscono, a partire dalla Germania, con una manovra seria, pesante ma chiara e ben definita, mentre qui i ministri sembrano capaci solo di fare i conti per evitare di colpire questa o quella categoria di propri elettori» (Il Corriere di Verona)

    Lo ho dichiarato nella conferenza stampa di sabato organizzata con il Segretario Vincenzo D’Arienzo, la senatrice mariapia Garavaglia, l’on. Gianni dal Moro e il consigliere Roberto Fasoli. La telenovela della manovra è dannosa

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  • Goldin – Tosi, la faccenda non è chiara

    Pubblicato il 3 agosto 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    E’ritornato Goldin presentando nuove mostre. Ma la causa con il Comune? Perché all’improvviso fanno finta di niente? Sono intervenuto su L’Arena per denunciare la questione. La mostra “fantasma” del Louvre non è ancora un mistero, mentre i protagonisti della vicenda ritornano sulle scene…

    Goldin e la causa dimenticata
    «C’è l’accordo? Lo dicano»

    «Mi fa piacere che Marco Goldin torni a Verona. Ma la causa che aveva con il Comune, che fine ha fatto? Sbaglio o c’era in ballo una richiesta di risarcimento danni, avanzata dai legali di Goldin, per oltre un milione di euro per la mancata mostra con i quadri del Louvre? E con questa vicenda ancora irrisolta come mai adesso si annunciano due mostre alla Gran Guardia e a Vicenza per i prossimi anni, finanziate dalla Fondazione Cariverona, con Goldin e il sindaco Tosi che all’improvviso siedono concilianti allo stesso tavolo?»

    All’indomani dell’annuncio, fatto nella sede della Fondazione Cariverona delle due prossime mostre sui temi del ritratto, «Da Raffaello a Rembrandt a Van Gogh, per una storia del ritratto in Europa» e del paesaggio, «Da Tiziano a Monet, per una storia del paesaggio in Europa», con dipinti di grandi maestri dell’arte dal ‘400 al ‘900, ospitate, in staffetta con Vicenza, alla Gran Guardia tra 2013 e 2014, torna all’attacco il deputato del Pd Giampaolo fogliardi, intenzionato a far presentare ai suoi colleghi di partito in Consiglio comunale un’interrogazione al sindaco e di presentare a sua volta un atto analogo al ministro della cultura Giancarlo Galan per chiedere chiarimenti sulla questione della mostra annullata a Verona nel 2008 e sulla ancora irrisolta questione delle responsabilità e del relativo risarcimento danni.

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  • Hellas Verona – Agsm, sarebbe meglio l’azionariato popolare

    Pubblicato il 27 luglio 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    L’Arena ritorna sulla questione Hellas-Agsm riportando la mia proposta di azionariato popolare:

    • Sulla questione è intervenuto con una proposta il deputato del Pd Giampaolo Fogliardi, fortemente critico sull’iniziativa di Agsm ma desideroso anche di rilanciare la squadra veronese: «Se in questo periodo di difficoltà economica si fatica a trovare sponsor per l’Hellas, evitiamo di coinvolgere società pubbliche e cambiamo prospettiva: puntiamo sull’azionariato popolare seguendo l’esempio del Barcellona». «Se, ad esempio, ognuno dei 15.000 abbonati dell’Hellas partecipasse all’azionariato popolare con cento euro, avremmo già raggiunto un milione e mezzo di euro, che è più del doppio di quello che tra mille polemiche uscirà dalle casse dell’Agsm. A quel punto, inoltre, vedendo un progetto forte, potrebbero entrare in gioco anche alcuni imprenditori veronesi per affiancare il presidente Martinelli. Solo a questo punto pensare a una partecipazione simbolica dell’amministrazione cittadina sarebbe sensato».«Potremmo, nella pratica», aggiunge Fogliardi, «prendere ad esempio la formula della società accomandita per azioni. Da un lato avremmo gli accomandatari responsabili (imprenditori) e dall’altro gli accomandanti limitati alla quota di partecipazione (tifosi e sostenitori in qualità di azionariato popolare). La politica potrebbe giocare un ruolo aggregante in questo caso e dare lo spunto per il sostegno alla squadra, senza prestarsi ad operazioni fuori luogo con denaro di aziende pubbliche. Inoltre, come nel caso del Barcellona, l’azionariato popolare rafforzerebbe un senso diffuso di vicinanza alla squadra e alla città».E il deputato del Pd commenta. «Capisco l’amarezza del patron del Chievo Campedelli di fronte all’operazione Hellas-Agsm; il sostegno alle squadre non può venire dalle società controllate del Comune; per giunta ad una sola squadra della città e ad un solo sport».

    Leggi l’articolo integrale:

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