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  • Catullo, ricominciamo a pensare in grande

    Pubblicato il 20 marzo 2013 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Finalmente la concessione è arrivata, dopo mesi, anni di impegno. Quando la politica sa marciare unita per gli interessi della città i risultati arrivano. I complimenti, in questo caso sono bipartisan.

    La crisi morde ed è il momento di rimanere uniti per valorizzare l’area del Garda: il potenziale è altissimo, sia per il tessuto economico che ruota attorno alle due piste d’atterraggio che per la felice posizione geografica: esattamente al centro dell’Italia settentrionale, lungo la direttrice del Brennero. Un area che a tutti gli effetti ha bisogno di un sistema aeroportuale per svilupparsi, non per gratificare questo o quel campanile, come in altre parti del Paese.

    Non capisco in questo momento la polemica sterile del segretario provinciale del Pd  D’Arienzo, mi sembra volta a cercare lo scontro a tutti i costi. Se ogni occasione, anche una notizia positiva per la città, diventa pretesto per comunicati al vetriolo, come pensa di formulare credibili proposte di governo in futuro?

    Il tema su cui concentrarsi non è la scaramuccia con Tosi; il tema è la futura collocazione del sistema del Garda nello scacchiere aeroportuale nazionale e internazionale.

    Considerandoci perno di quattro province, alle quali aggiungerei anche Vicenza e Bolzano, propendo per uno sguardo verso nord, verso il Brennero. La Germania è storicamente il nostro primo partner commerciale ed i turisti tedeschi amano da generazione le rive del Benaco. Per questo sarei scettico, ad esempio, verso una strategia che vedesse il Catullo insieme al Marco Polo di Venezia, giusto per ricordare proposte circolate lo scorso anno.

    L’importante in questo momento, tirato il dovuto sospiro di sollievo per la concessione, è valutare le opzioni sul tavolo con spirito di servizio, evitando giochetti e polemiche politiche sul futuro di una infrastruttura fondamentale per chi sogna una macroarea del Garda rivolta al Brennero. Pensiamo a Verona nello scacchiere europeo, ricominciamo a pensare in grande, il potenziale c’è.

     

     

     

    Una risposta a “Catullo, ricominciamo a pensare in grande”

    1. caro Dr. Fogliardi
      cerrto! Si ricominci a pensare in grande per il nostro aeroporto. Magari completando l’iter per mettersi in regola con VIA e VAS. Non vorrei più sentire discorsi autocastranti del tipo: mai sette milioni di passeggeri…! ed altre amenità. Cambiamogli pure nome, passandoi a VERONA INTERNATIONAL AIRPORT, ben identificabile in tutto il mondo. Cominciamo a potenziarne le strutture di volo, via di rullaggio in primis e torre di controllo. Rinnoviamolo nella struttura passeggeri,cambiando i connotati a quei due pessimi ed orribili capannoni. Pensiamo a collegarlo al mondo, senza timori reverenziali…..e vendiamo Montichiari al miglio offerente, mantenendone magari una quota gestionale strategica. Saluti ed auguri.Aldo Vantini

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