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  • Chi rappresenta il Garda?

    Pubblicato il 3 settembre 2013 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Tre campanelli d’allarme per il futuro del Garda: la questione della funivia di Prada, la richiesta della concessione edilizia per le roulotte e la spinosa trattativa sull’aeroporto.
    Tre diversi sintomi di uno stesso male: la mancanza di una forte rappresentanza politica dell’area del Benaco.

    Non condivido l’attacco ai sindaci di Brenzone e San Zeno lanciato dall’ex presidente della funivia Marco Bisagno. Ho lavorato a fianco dei sindaci due anni fa, quando ottenemmo dall’allora Ministro Passere la prima proroga. In quel momento riuscimmo a far arrivare con forza la nostra voce a Roma. So quanto tengono al bene del territorio che amministrano.
    Al momento, ventilati progetti di project financing appaiono troppo vaghi e, pur apprezzando l’ordine del giorno proposto da alcuni deputati veronesi, so che spesso gli ordini del giorno rimangono degli impegni vaghi che il Governo non prende in considerazione. Per questo ribadisco che serve un lavoro costante e una grande sinergia tra gli amministratori locali e i rappresentanti del territorio nella capitale.
    La funivia ha un grande potenziale, confemato dai numeri di questa annata. Una nuova proroga darebbe ossigeno; confidiamo anche nei fondi Fas, nell’impegno di qualche istituto di credito e auspichiamo un lavoro in sinergia con altre strutture simili del Baldo, in modo da lavorare in una moderna ottica di “distretto” per rinforzare l’offerta turistica del Gardo-Balda.

    Sulle roulotte sembra vi sia un accanimento burocratico: il turismo è il nostro petrolio e qualcuno si adopera per sabotare i pozzi con norme bizantine. Una norma del Decreto del fare assoggetta le roulotte, i camper e la case mobili all’interno dei campeggi a interventi di nuova costruzione. Non ha senso gravare i nostri campeggiatori di questo peso. In questo caso ha fatto bene il presidente della regione a intervenire duramente: dalle spiagge dell’Adriatico alle rive del Benaco dobbiamo sostenere i nostri operatori turistici.

    Rimango perplesso anche dalla trattativa “in escusiva” dell’Aeroporto Catullo con Venezia. In nostro bacino di utenza è da sempre un altro: la direttrice del Brennero. Abbiamo esigenze totalmente diverse dalla laguna, non possiamo illuderci che le nostre priorità saranno le loro. Sarebbe stato meglio, dopo anni bui, aprirsi veramente ai mercati internazionali. Invece si opera al contrario, creando una corsia preferenziale per il vicino di casa.

    L’area del Garda deve tornare ad avere una voce forte e dei rappresentanti legati a questo territorio unico al mondo che ne conoscano le reali esigenze, altrimenti rimarrà in balia di decisioni prese da altri che non hanno come priorità la nostra macroarea.

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