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  • Classi “pollaio” e insicure, il parlamento indaghi

    Pubblicato il 7 luglio 2011 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    La situazione dell’edilizia scolastica nel nostro Paese è talmente grave che il Governo si rifiuta di rendere disponibili i dati finora accertati nella costruzione della relativa anagrafe.

    Oltre il 50% dei 42 mila edifici in cui vivono milioni di studenti e di operatori scolastici non sarebbe a norma e diecimila di essi dovrebbero addirittura essere abbattuti.

    Per questo ho aderito alla proposta di istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul finanziamento e la realizzazione dei piani di intervento per l’edilizia scolastica e le modalità di funzionamento dell’anagrafe dell’edilizia scolastica.

    Le classi pollaio

    La situazione ha rilievi di vera emergenza, alla luce della politica scolastica assunta dal Governo in carica che, al fine di fare cassa ai danni del sistema di istruzione, ha previsto l’aumento del rapporto alunni/docenti. Tale disposizione, attuata nel quadro di un sistema nazionale di edifici scolastici vetusti, spesso non a norma in termini di sicurezza, ha determinato il sovraffollamento degli alunni in classi non idonee ad ospitarli, fenomeno recentemente stigmatizzato con l’espressione “classi pollaio”.
    Didattica penalizzata

    Se il profilo della sicurezza desta inquietudine e ci impone interventi urgenti, non va comunque ignorato il fatto che tutte le indagini internazionali sul rendimento degli studi confermano la centralità e la decisiva influenza positiva esercitata dalla confortevole e adeguata organizzazione degli spazi scolastici sull’efficacia dell’attività didattica e sui livelli di apprendimento. È nella consapevolezza della fragilità strutturale e dispositiva degli edifici scolastici e del disagio vissuto quotidianamente da chi studia e lavora in questi edifici, che nel corso della presente legislatura i componenti del gruppo Partito Democratico hanno costantemente esercitato la funzione di sindacato ispettivo per avere esatta contezza, in ordine alle risorse investite e agli esiti raggiunti, delle iniziative assunte dal Governo in materia di edilizia scolastica.
    Il silenzio dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica

    Purtroppo alle nostre circostanziate interrogazioni sono giunte risposte lacunose e reticenti che non chiariscono il quadro di riferimento. Un quadro offuscato, sul quale gettano una luce sinistra alcuni episodi nonché le recenti scelte del governo in carica. Tra i primi, ricordiamo che il CIPE, con propria delibera n.15 del 13 maggio 2010, ha chiesto a due ministri componenti del Comitato stesso – in analogia con l’interrogazione Mariani – lo stato di attuazione degli interventi in corso o da realizzare sulla base di finanziamenti già stanziati! Vale poi la pena di ribadire il silenzio imbarazzante che avvolge l’Anagrafe dell’edilizia scolastica, lo strumento principe di ogni iniziativa programmatoria, ma che a distanza di un quindicennio dal suo avvio non è ancora pienamente realizzata e non si conosco tempi certi per la sua piena funzionalità.
    Sicurezza?

    Altra circostanza drammaticamente occultata riguarda le norme sulla messa in sicurezza, che non più prorogate dal settembre 2009 collocano fuori legge tutti gli edifici che non le rispettano.

    Leggi tutta la proposta

     

    Una risposta a “Classi “pollaio” e insicure, il parlamento indaghi”

    1. […] Altro tema caldo rimane quello dell’edilizia scolastica: nel 2011 presentai la proposta di istituire una commissione parlamentare di inchiesta sul finanziamento e sulla realizzazione del piano di intervento per l’edilizia scolastica. Ne parlavo nell’articolo “Classi pollaio e insicure”. […]

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