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  • Cosa ci attende il 26 febbraio?

    Pubblicato il 15 febbraio 2013 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    La campagna elettorale si è un po’incartata. Da un lato le proposte choc di un Berlusconi, che si gioca le ultime carte raschiando senza ritegno il fondo del barile, dall’altro Bersani e Monti che indugiano troppo sulle ipotetiche alleanze (il ritornello Vendola sì, Vendola no). Al centro della scena un Grillo che ne approfitta e cresce con il vento in poppa dell’antipolitica.
    Non è una campagna elettorale entusiasmante.
    Che scenario ci attende il 26 febbraio? Usciremo dalla palude? Saluteremo la Seconda repubblica? Lo dico francamente: temo di no.
    Temo che il processo politico che si è aperto attorno a Monti non abbia avuto modo di svilupparsi nella sua interezza durante l’anno e mezzo di governo del professore. Quindi le elezioni saranno un passaggio intermedio, l’assetto politico del Paese difficilmente sarà stabile.

    Il lavoro per chi aspira a un centro riformatore, moderato e moderno non è concluso.
    So che per un obiettivo del genere i tempi non possono essere immediati. Mi auguro tuttavia che la nuova legislatura inizi con alcune riforme che attendiamo da troppi anni, come quella della legge elettorale. Purtroppo c’è il rischio che, mancando una maggioranza chiara, si vada incontro al problema cronico del nostro Paese: l’instabilità.
    Il ricordo del governo Prodi immagino sia lo spauracchio di molti.

    Per i moderati deve essere l’occasione per concretizzare politicamente gli spunti del prof. Monti. Dobbiamo andare avanti con serietà proponendo politiche che da un lato mettano in moto la crescita e dall’altro garantiscano la rappresentanza dei territori, un altro tema di fondamentale importanza rimasto ahimè schiacciato sotto l’arroganza e il pressapochismo dell’incompiuto e fallimentare federalismo leghista.

     

    Una risposta a “Cosa ci attende il 26 febbraio?”

    1. “Dobbiamo andare avanti con serietà proponendo politiche che da un lato mettano in moto la crescita”,
      suppongo che l’uso del termine “serietà” sia prerogativa di ogni politico e di tutti gli schieramenti, ma finora non viene detto come attuare la strategia proposta. L’obiettivo c’è : mettere in moto la crescita è comune all’obiettivo di molti : voglio diventare ricco, ma manca l’elemento fondamentale : come riesco a conseguire l’obiettivo proposto ? Un proclama meno superficiale e generico ma più dettagliato nei contenuti lo gradirei. Attendo, unito alla curiosità di molti italiani, una gradita risposta prima del voto.
      Grazie

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