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  • Dal Polo finanziario al centro commerciale, quali opportunità per i giovani?

    Pubblicato il 14 novembre 2013 giampaolo 2 commenti Condividi su Facebook

    L’area di fronte alla fiera continua a suscitare polemiche. Forse Verona ha perso una grande occasione.
    Qui l’intervento a riguardo di mia figlia Mariangela:

    La questione dell’area di fronte alla Fiera, che doveva essere un Polo finanziario, poi è diventata un parcheggio e forse sarà un centro commerciale, è il simbolo di anni di declino e scelte mancate.
    La crisi morde, la disoccupazione giovanile, come hanno ricordato i sindacati, nella fascia d’età 18-24 ha raggiunto la cifra record del 20%, senza contare i giovani “scoraggiati” che il lavoro nemmeno lo cercano.
    Quando parlo di giovani e neo-laureati parlo di miei coetanei. Le statistiche non fanno che confermare una realtà che purtroppo conosco troppo bene.
    L’Italia per tornare ad essere competitiva deve puntare sull’eccellenza. La conoscenza è la chiave per dare una prospettiva alla nostra economia “matura” in quest’epoca, altrimenti i nostri laureati continueranno ad emigrare a Londra, Berlino o New York togliendo al Paese un enorme bagaglio di saperi.

    Quel piazzale davanti alla Fiera di Verona diventa paradigma del declino: potevamo puntare sull’eccellenza, sul fare di Verona una capitale dei servizi, sul creare la nostra piccola “City”, invece ci troviamo con un parcheggio, o, forse, l’ennesimo centro commerciale.
    Una colata di cemento a pochi passi dall’Arena, di fronte alla fiera, cosa porterebbe? Traffico, smog e danno alla fiera stessa. Darebbe il colpo di grazia al commercio del centro storico, con le conseguenze, anche sociali, di trasformare definitivamente ciò che vi è dentro le mura della città in un museo a cielo aperto.

    Sono preoccupata perché dietro a tutte queste scelte vedo calcoli di breve, brevissimo periodo.
    Anche volendo investire nel commercio in quell’area, andrebbe ripensata la posizione della fiera: in tutto il mondo si tende a spostare le fiere lontano dal centro per evitare di congestionare la città e creare disagio ai cittadini e agli stessi espositori. Creare ulteriore congestione, oltre al danno per i cittadini, creerebbe quindi un danno alla fiera stessa.

    Senza contare che attorno a Verona già abbondano i centri commerciali e non si capisce la logica di questo piano, se non fare cassa dall’oggi al domani senza alcuna prospettiva per la città, la sua fiera e i giovani laureati veronesi che saranno costretti a ricercare impieghi qualificati a Milano o nelle capitali europee.

    Negli anni questa politica impoverirà il tessuto economico della città: se i talenti fuggono, chi lavorerà alla Verona del futuro? Il rischio, lo sappiamo tutti, è trovarci tra dieci anni pieni di ipermercati vuoti. E allora addio merito, addio crescita, addio sviluppo. I giovani e le loro competenze sono l’unica speranza del nostro futuro, dobbiamo fornire loro l’habitat ideale per germogliare. Siamo sicuri che l’ennesimo centro commerciale faccia al caso nostro?

    Mariangela Fogliardi
    Coordinatrice Scelta Civica Verona

     

    2 risposte a “Dal Polo finanziario al centro commerciale, quali opportunità per i giovani?”

    1. Buon giorno sig.ra/sig.na
      Ho letto il suo articolo e invano ho tentato di resistere all’impulso di contribuire alla discussione alimentata dalla sua riflessione dettata sull’opportunità e sul futuro dei suoi coetanei, laureati e non, che sembra, le stiano a cuore.
      Non conosco la geografia della zona in cui vive e non saprei, pertanto, obiettare sull’opportunità o meno dello specifico progetto. La riflessione a monte non è, a mio avviso, se o meno costruire un centro commerciale, un polo finanziario o un parcheggio per il futuro dei giovani e se mi permette anche di quelli non più giovani, ma su quello che è il nostro Paese, chi l’ha governato e come sia stato possibile che la politica sia diventato per il cittadino comune, per il contribuente, per l’uomo della strada il nemico pubblico. Sia inteso che non intendo alimentare alcun genere di violenza o provocarla gratuitamente, a quello ci hanno già pensato proclami privi di fondamento e di riscontro di persone al potere i cui risultati sono evidenti a tutti.
      Interventi del tutto faziosi, e non lo dico riferendomi quanto ho letto nel suo articolo, costituiscono un oltraggio alla verità per le persone oneste, ed auspico una riflessione più ampia e profonda sulle reali problematiche del nostro Paese. Un articolo che ho letto e le allego potrebbe essere un buon inizio :

      “Il presidente del gruppo consigliare del Partito Democratico al Comune di Firenze nella passata legislatura, in combutta con professionisti e impiegati del Comune stesso, favoriva una azienda edile che commetteva illeciti. Il vicepresidente del consiglio comunale attuale di Firenze (lista Renzi, in maggioranza) e’ stato condannato per aver favorito illeciti in ristrutturazioni edilizie di suo interesse privato. L’attuale maggioranza della Regione Piemonte (centrodestra + Leganord) non e’ piu’ tale perche’ una lista che li sosteneva, per presentare le liste, aveva raccolto firme false. Maggioranza e opposizione della Regione Emilia Romagna hanno fatto spese private ed eccessive nell’ambito del loro mandato istituzionale. Alla Rai si sono accorti che diversi milioni sono stati spesi per dei regali (tipo orologi d’oro etc), ma non si sa a chi e da chi commissionati. Nella Regione Lombardia non si contano piu’ i rappresentanti istituzionali che hanno trasformato il loro mandato istituzionale in affari della loro vita privata e favori vari per mantenersi le seggiole. E’ cosi’ anche in svariate altre Regioni, Province, Comuni, aziende partecipate, aziende finte private. E poi: tutori delle forze dell’ordine che fanno parte di bande di narcotrafficanti; delinquenti conosciuti che vengono favoriti nel privato e nel pubblico; cittadini che evadono sistematicamente le tasse, alcuni per sopravvivere altri per super-vivere. Capi-partito che hanno preso gusto ad esser tali grazie al sistema elettorale vigente e che giocano a far finta di cambiarlo perche’ tutto il potere rimanga nelle loro mani. Il Vesuvio che sta per esplodere e la Sardegna che paga, proprio in queste ore, il prezzo del mancato intervento sul permanente dissesto idrogeologico e infrastrutturale. Le carceri che esplodono di detenuti e niente che viene fatto per rimediarvi. Le mafie italiane al top del narcotraffico mondiale in combutta con i narcos messicani e colombiani. Gestori telefonici, energetici ed idrici che sembrano associazioni a delinquere strutturate per “fottere” gli utenti, sia con truffe che con imposizioni da mercato monopolistico che il nostro Paese -rispetto anche agli impegni presi in sede comunitaria- dovrebbe aver abolito da tempo. Tribunali che sembrano luoghi di tortura per i tempi di giudizio e per i giudizi stessi. Accoglienza dei vari disperati del mondo, che cercano aiuto fuggendo da fame e guerre, indegna di un Paese civile che firma trattati internazionali che dicono umanamente e politicamente il contrario. E la scuola…. e gli elettori che disertano sempre piu’ numerosi le urne…
      Questo e’ il Paese dove stanno crescendo i nostri figli e che ci e’ stato consegnato dai nostri genitori. Ai figli -per chi lo fa- non si nasconde nulla -e sarebbe anche difficile farlo- ma ci sono spesso difficolta’ a spiegar loro le meccaniche, le vicende, le logiche… che spesso non sono tali, ed e’ un’impresa spiegare l’irrazionale con termini e argomenti razionali; non solo, ma cercando di non sommergerli con quella rabbia e sconforto che e’ impossibile non manifestare se si fa parte della risoluta schiera degli assertori della certezza di diritti e pene.
      Fermiamoci un attimo. Guardiamoci allo specchio. Leggiamo magari un libro di quelli che fanno scuola per l’ingentilimento di azioni e pensieri. Ci sono testi classici e contemporanei che hanno molto da insegnare, soprattutto dopo averli letti due o tre volte. Ricongiungiamo -scevri da fanatismo- queste azioni e questi pensieri. Torniamo bambini coi nostri figli e figli coi nostri genitori. Giochiamo con loro e, se non ce ne sono nella nostra quotidianita’, giochiamo con quelli dei nostri amici. Pretendiamo che l’irrazionale sia solo un gioco e non la quotidianita’. Guardiamo chiunque negli occhi per leggere insieme cio’ che e’ contenuto dentro le reciproche pupille.
      Dopo questo esercizio -una sorta di yoga- ripensiamo ai fatti che a mitraglia sono riportati nella prima parte di queste righe… fermate il mondo voglio scendere? Non si puo’! E’ come quando uno si accorge di aver sprecato gran parte della sua vita in qualche cosa che non gli ha portato bene, cosa fa? Si adegua o ricomincia da capo facendo tesoro di quanto di negativo ha toccato con pelle viva.
      Ad ognuno la sua scelta.”

    2. […] a pochi passi dall’Arena, sia per il “rimpianto” di quello che poteva essere il Polo finanziario della città e che invece sarà l’ennesima superficie commerciale. Temo che questo nuovo […]

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