Solo un altro blog targato WordPress
Icona RSS facebook
  • E anche il Vescovo si accorge del declino della città

    Pubblicato il 4 dicembre 2013 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Anche secondo il Sole 24 ore la nostra città arranca. Nella classifica annuale abbiamo perso ben 18 posizioni, cadendo al 32° posto. Il sondaggio ha un valore relativo, ma mette in luce un fenomeno che denunciamo da tempo. I campanelli d’allarme suonati negli anni sono molti. Verona è ferma. I grandi progetti di cui si è discusso negli ultimi anni sono rimasti, per ragioni diverse, solo progetti: la tramvia, il Polo finanziario, il rilancio del Catullo; altri temi controversi sono ancora aperti: penso a Cà del Bue o al traforo. Poche settimane fa parlavo del fallimento del museo della lirica o dell’assurdità dell’ennesimo centro commerciale, specie se davanti alla fiera, praticamente a pochi passi dall’Arena.
    Tralasciamo gli scandali che hanno coinvolto le partecipate e che hanno aperto scenari inquietanti sui quali indagherà la magistratura.
    La classifica del Sole 24 ore ci impone di fermarci e pensare: cosa succede alla nostra città? Stiamo vivendo di chiacchiere e di polemiche. Nel concreto, in questi anni, oltre all’ordinaria amministrazione (non così ordinaria, se siamo arrivati a scomodare la commissione antimafia) quali progetti sono stati portati a termine?
    Il declino ha radici lontane. Solo qualche anno fa l’unico problema della città sembrava essere la “sicurezza”, questione alimentata ad arte per scaldare il clima politico. Poi, le reali minacce al quieto vivere sono giunte da veronesissimi picchiatori fascisti, da alcune frange violente del tifo e da giovanotti di buona famiglia che girano a sparare ai trans. Venuta meno la foga della propaganda, cosa è rimasto?
    Leggo con piacere le affermazioni del Vescovo Mons. Zenti che invoca “competenza professionale” per amministratori e politici, che attacca coloro che perseguono, nell’azione pubblica, “accaparramento di benefici collaterali”. Perfetto il passaggio sulla cultura del potere che non ammette “un’autorità che non sia domino”.
    Sono anni che denunciamo un sistema di gestione della città basato sulla fedeltà di tanti “colonnelli” al leader. Termini come competenza e professionalità sono stati sostituiti da deferenza e cooptazione.
    Per questo fa oltremodo piacere che anche Mons. Zenti finalmente avverta e denunci questo clima di decadenza. Dispiace che la prima mossa abbia dovuto farla la magistratura, quando era ormai sotto gli occhi di tutti che la qualità dell’azione di governo era molto bassa. Senza una visione, senza una strategia e senza molte persone capaci – un leader maximo, per quanto telegenico, non basta- sarà impossibile sviluppare la Verona del futuro.

     

    Una risposta a “E anche il Vescovo si accorge del declino della città”

    1. Non è mai troppo tardi ma sono convinto che non cambierà atteggiamento.

    Lascia un commento