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  • Equitalia e il controllore tuttofare

    Pubblicato il 5 aprile 2012 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Ho presentato una interrogazione per chiedere chiarezza sulla nomina del dottor Giorgio Palasciano a presidente dell’organismo di vigilanza di Equitalia Centro, società controllata da Equitalia spa che, a sua volta, è partecipata e controllata dall’Agenzia delle entrate e dall’INPS.

    Secondo quanto apparso sulla stampa  si desume altresì come il nominato presidente dell’organismo di vigilanza sia ancora oggi impegnato in un contenzioso che lo contrappone – per sua stessa ammissione – all’Agenzia delle entrate, vale a dire uno degli azionisti di controllo di Equitalia che, a sua volta gli ha affidato un incarico di estrema delicatezza

    Io e il collega Strizzolo chiediamo al Ministro dell’economia se  sia a conoscenza dei fatti richiamati e se non ritenga opportuno procedere ad una verifica per accertare che le decisioni assunte siano conformi ai principi di buona amministrazione e di imparzialità e siano di garanzia per un corretto ed equilibrato rapporto tra fisco e contribuenti, nel pieno rispetto dell’assenza di conflitti di interesse di qualsivoglia natura.

    Leggi testo integrale

     

    STRIZZOLO e FOGLIARDI. – Al Ministro dell’economia e delle finanze. – Per sapere – premesso che: nella edizione del 28 marzo 2012, del quotidiano economico Italia Oggi, a pagina 9, è stato pubblicato un articolo a firma di Stefano Sansonetti con il titolo «Equitalia e il controllore tuttofare» che fa riferimento, in particolare, alla nomina del dottor Giorgio Palasciano a presidente dell’organismo di vigilanza di Equitalia Centro, società controllata da Equitalia spa che, a sua volta, è partecipata e controllata dall’Agenzia delle entrate e dall’INPS;

    si tratta di un incarico delicato, essendo l’organismo di vigilanza quella struttura di cui le società si devono dotare per monitorare comportamenti e procedure interne e per prevenire, attraverso questo controllo, la commissione di reati che potrebbero far scattare la responsabilità amministrativa della società stessa;
    il decreto legislativo n. 231 del 2001, che disciplina la materia, stabilisce che il soggetto chiamato a svolgere tale funzione deve avere un profilo dotato di autonomia e di indipendenza che, da quanto emerge dai dati riportati dalle notizie di stampa sopra citate, presenterebbe dei dubbi e delle incertezze derivanti dai numerosi, e potenzialmente in conflitto di interesse, incarichi ricoperti dal professionista nominato da Equitalia Centro;
    sempre dall’articolo, si desume altresì come il nominato presidente dell’organismo di vigilanza, sia ancora oggi impegnato in un contenzioso che lo contrappone – per sua stessa ammissione – all’Agenzia delle entrate, vale a dire uno degli azionisti di controllo di Equitalia che, a sua volta gli ha affidato un incarico di estrema delicatezza;
    si ravvisa la necessità che, in una fase di grandi difficoltà e di tensioni nel rapporto tra contribuenti e amministrazione finanziaria, sia assicurata a tutti i livelli e in tutti gli organismi trattanti i delicati compiti di accertamento, gestione e riscossione
    dei tributi la massima trasparenza e la massima efficacia nell’interesse dello Stato e di tutti i contribuenti;
    i fatti riportati nell’articolo possono contribuire a ingenerare incertezza e sfiducia nei contribuenti, poiché appaiono agli interroganti in netto contrasto con il dovere di procedere nelle nomine con scelte improntate a trasparenza, imparzialità, efficacia ed efficienza -:
    se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti richiamati e se non ritenga opportuno procedere ad una verifica per accertare che le decisioni assunte siano conformi ai principi di buona amministrazione e di imparzialità e siano di garanzia per un corretto ed equilibrato rapporto tra fisco e contribuenti, nel pieno rispetto dell’assenza di conflitti di interesse di qualsivoglia natura;
    quali siano i criteri che l’amministrazione finanziaria e le sue partecipate o controllate seguono nella effettuazione delle nomine;
    per quali ragioni si sia dato seguito all’opzione di nominare gli organismi di vigilanza, posto che – sulla base delle recenti normative – le società interessate hanno la facoltà di attribuirne i compiti al rispettivo collegio sindacale.
    (4-15578)

     

    Una risposta a “Equitalia e il controllore tuttofare”

    1. Forse sarebbe giusto anche porre in evidenza quanti e quali incarichi paralleli ha già ora il Dott. Palasciano oltre alla nuova ennesima nomina.Credo sarebbe più equa e proficua, soprattutto nella pubblica amministrazione, una “democratica” distribuzione dei poteri.

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