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  • Favorire aggregazioni di imprese per combattere la crisi

    Pubblicato il 31 ottobre 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Alberto Bauli, presidente dell’ omonimo gruppo dolciario, è intervenuto oggi, 31 ottobre, sul Corriere della Sera, sottolineando come per il settore alimentare sia arrivato il momento giusto per accelerare. C’è la necessità, per le aziende grandi capaci, di rafforzarsi per poter competere con i cugini francesi che si giovano di alcune tra le più grandi catene di distribuzione del mondo.
    Si parla di un piano di consolidamento e aggregazione che metta insieme le tante imprese che non superano il miliardo di euro e che permetta al mercato italiano di poter competere con i mercati più importanti del mondo.
    Per fare questo, prosegue Bauli, il fisco deve rivedere le norme che regolano fusioni e acquisizioni e che oggi penalizzano chi vuole investire per crescere.
    Condivido totalmente le sue valutazioni. Ho espresso considerazioni analoghe in Commissione Finanze nelle scorse settimane in occasione del dibattito sulla delega fiscale, delega che dovrebbe vedere, grazie ai successivi decreti di attuazione, la revisione di molte norme fiscali.
    L’attuale congiuntura impone l’aggregazione di imprese. Il fenomeno è ciclico: nei momenti difficili, chi ha coraggio e possibilità, deve affrontare il mercato; nei momenti di congiuntura favorevole è più facile per tutti sopravvivere, ma le visioni strategiche guardano lontano, non vivono alla giornata.
    Quindi servono politiche fiscali adeguate che non considerino speculazioni o guadagni facili quelle che sono invece politiche industriali coraggiose . Plusvalenze, ammortamenti, rivalutazioni di cespiti e quote societarie sono aspetti da affrontare con la massima urgenza se vogliamo incentivare una politica industriale di consolidamento e di espansione.
    In questo contesto, non può essere sottovalutato l’altro grande aspetto che riguarda “l’abuso del diritto”. Scelte coraggiose di fusione e aggregazione per mettere insieme gruppi sani e gruppi da sanare, aziende che si vogliano unificare per abbattere costi non possono avere sopra la testa la spada di Damocle della denuncia penale per operazioni considerate addirittura illecite, non solo sul piano fiscale, ma anche penale. E’ auspicabile che in occasione del varo dei decreti attuativi della Delega Fiscale questi aspetti vengano affrontati con uno spirito che veda in queste scelte coraggiose di imprenditori non tanto operazioni di mero interesse personale, quanto di interesse dell’intero Paese e, perché no, anche della nostra città, per poter leggere in futuro sui giornali che “Verona aveva ragione a non aver paura della crisi”.

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