Solo un altro blog targato WordPress
Icona RSS facebook
  • Fuori dai soliti schemi

    Pubblicato il 5 aprile 2013 giampaolo 4 commenti Condividi su Facebook

    Ancora fermi, bloccati, ansimanti.
    Mentre il Paese sprofonda e la disoccupazione è al livello di guardia siamo stati costretti a sorbirci in streaming il leader del partito che ha “non vinto” mentre cercava (o elemosinava?) qualche voto dai grillini per formare un governo traballante. Che tristezza.

    Grillo ha preso in giro Bersani dal primo giorno e lo ha fatto sbattere contro un muro.

    La consultazione tra Bersani, Crimi e Lombardi rimarrà il simbolo indelebile di questa fase misera della vita politica italiana per tre ragioni.

    Primo per la “moda” dello streaming: un siparietto a uso e consumo di una finta democrazia diretta. Qualcuno vedrà mai lo streaming delle riunioni tra Grillo e Casaleggio? O un “caminetto” D’Alema-Bersani-Franceschini su Youtube? La trasparenza è nella politica che si fa, nei risultati che si portano a casa, non nel teatrino.

    Secondo per l’atteggiamento dei capigruppo grillini: strafottenti, impreparati e irrispettosi.

    Terzo per la magra figura di Bersani che più che un leader sembrava un pugile suonato che cercava in ogni modo di non cadere giù dal ring.

    Non è certo colpa di Napolitano se la situazione non si è sbloccata; spero i “saggi” riescano a creare un terreno comune di confronto, ma sono scettico.

    Almeno una cosa va cambiata, una sola: la legge elettorale. Poi, se la guerra di trincea prosegue e non si trova nessun accordo, si torni alle urne.

    È chiaro a tutti che questo schema non funziona: non abbiamo ancora capito se e quando avremo un governo e non sappiamo – a 40 giorni dal voto – quali forze siano disposte a superare la fase dei veti incrociati che ha bloccato tutto.

    Intanto il mondo va avanti, fuori dalle direzioni, dai vertici, dalle assemblee in streaming e da quelle non in streaming. Le famiglie sono con l’acqua alla gola e le imprese chiudono una dopo l’altra.

    Basta.

    Lo ripeto: usciamo dagli schemi. Sono sicuro che l’ingorgo romano si può superare nei territori, nel confronto con chi ha idee, competenze, esperienze e voglia di cambiare e non ne può più di Berlusconi, di Bersani e di Grillo.

    Non significa che siano tutti uguali, lo so benissimo. Significa che la seconda Repubblica è finita e i leader logori, i leader mai stati leader e i comici che ballano sulle macerie non possono essere la soluzione ai mali del Paese.

     

    4 risposte a “Fuori dai soliti schemi”

    1. Francesco Caldogno

      E’ evidente che un governo di larghe intese al PD non piace, ma, a mio avviso, a questo punto ognuno deve mettere da parte l’orgoglio personale e certe idealità, pur legittime e pensare al bene del Paese e soprattutto ai soggetti più deboli. Altre elezioni ravvicinate la gente non le capirebbe.

      Un carissimo saluto Francesco

    2. Ma in sostanza che cosa significa “uscire dagli schemi” non mi pare così chiara la posizione di Fogliardi.
      canzio de mori

    3. Gabriella Dimitri

      Legge elettorale subito e poi al voto

    4. Maurizio de Crescenzo

      Caro Giampaolo,
      Questo e’ quello che capita quando quello che è’ proprietario del pallone vuol giocare centravanti a tutti i costi anche se non è’ capace. Finisce per rendere difficile segnare goal per la sua squadra e, magari, all’unica occasione che si trova in difesa, fa anche l’auto goal come ha fatto Bersani. Certo che per Renzi sarebbe difficile girare il corso di una partita in soli novanta minuti che il pd sta perdendo già tre a zero grazie alla sua condotta di gioco a dir poco scellerata, frutto di una sciocca sottovalutazione dell’avversario e della scelta di una formazione autolesionista.
      Ciao Maurizio

    Lascia un commento