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  • Gardaland, cassa integrazione in deroga

    Pubblicato il 6 febbraio 2013 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Gardaland è pronta a trattare: questa la notizia emersa durante l’incontro all’Associazione industriali tra la proprietà e i sindacati sul problema degli esuberi.
    Tiriamo un parziale sospiro di sollievo e ci auguriamo che la stagione estiva si all’insegna della ripresa.
    Ho dichiarato a oggi L’Arena: «Lamento l’assenza della politica, che doveva essere interpellata perché stiamo parlando della più grossa azienda del turismo che abbiamo in Italia. Auspico un tavolo che metta a confronto tutte le realtà interessate per cercare di capire in concreto quali sono le programmazioni e le prospettive future di Gardaland».

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    Oggi, nella sede scaligera dell’Associazione industriali, Gardaland e le rappresentanze sindacali torneranno ad incontrarsi per discutere della richiesta di apertura, da parte dell’azienda, della Cassa integrazione in deroga per un periodo di tre mesi, da inizio febbraio a fine maggio, nei confronti di 37 dei 65 dipendenti (su un totale di 237) a tempo indeterminato, per i quali il 9 novembre scorso era stata attivata la procedura di mobilità.
    Gardaland pare dunque tornare, almeno parzialmente, sui propri passi dopo il mancato accordo con il quale, lo scorso 25 gennaio, si era annunciata la procedura di mobilità e che aveva sostanzialmente aperto la strada ai licenziamenti. In quell’occasione, i sindacalisti avevano lamentato la non disponibilità dell’azienda a percorrere strade alternative a mobilità e licenziamenti e, tra queste, la cassa integrazione in deroga (non prevista per il settore dell’intrattenimento) per sei mesi: ciò avrebbe permesso all’azienda di alleggerirsi del costo dei lavoratori che, però, nel contempo, avrebbero conservato il posto.
    I sindacati chiedevano di usufruire di un lasso di tempo utile a valutare con più calma e serenità la questione, in attesa dei risultati dell’ormai prossima stagione turistica. Da parte sua Gardaland aveva invece difeso la propria posizione «di offrire a tutti lavoratori in mobilità una concreta forma di salvaguardia lavorativa attraverso un incentivo economico, commisurato alle diverse condizioni di ogni lavoratore, e una ricollocazione nel proprio organico di personale stagionale». Una proposta fatta «con il massimo senso di responsabilità», ma che non era stata accettata dalle rappresentanze sindacali.
    Ora il nuovo incontro, che servirà a valutare la percorribilità della cassa integrazione in deroga, pur con modalità differenti – sarà applicata solo a parte dei dipendenti, e solo per 3 mesi – rispetto a quella auspicata dai sindacati e non solo.
    La vicenda, infatti, ha mosso politici e amministratori locali. L’assessore provinciale alle Attività produttive, Fausto Sachetto, ha continuato a rivolgere all’azienda «l’invito, alla luce della delicatezza del momento, di non far partire le lettere di licenziamento se non dopo la stagione turistica… Licenziare adesso, con la possibilità di trovare una soluzione più concertata, non credo sia una buona cosa, nemmeno per la loro immagine».
    Il sindaco di Castelnuovo del Garda, Maurizio Bernardi, è stato chiarissimo: «Se Gardaland fosse stata ancora la realtà societaria di prima, con un azionariato legato al territorio, sarebbe stata trovata certamente una soluzione diversa». Il primo cittadino di Peschiera, Umberto Chincarini, invece ha stanziato 30 mila euro, «messi a disposizione della Provincia per attivare corsi di formazione, nella speranza di accelerare il reinserimento nel mondo del lavoro dei dipendenti di Gardaland residenti a Peschiera che dovessero perdere il posto».
    Anche l’onorevole Giampaolo Fogliardi è intervenuto lamentando «l’assenza della politica, che doveva essere interpellata perché stiamo parlando della più grossa azienda del turismo che abbiamo in Italia. Auspico un tavolo che metta a confronto tutte le realtà interessate per cercare di capire in concreto quali sono le programmazioni e le prospettive future di Gardaland». Stesso interrogativo avanzato dai consiglieri di minoranza di Castelnuovo del gruppo «Salvelli sindaco» che, proprio in questi giorni, hanno chiesto la convocazione di un Consiglio comunale aperto alla presenza «anche del management di Gardaland che aiutasse a capire qual è la loro progettualità a medio-lungo termine».

    Giuditta Bolognesi

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