Solo un altro blog targato WordPress
Icona RSS facebook
  • Grazie Presidente

    Pubblicato il 15 gennaio 2015 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Giorgio NapolitanoSi conclude questa settimana l’esperienza di Giorgio Napolitano al Quirinale.
    I quotidiani stanno versando fiumi di inchiostro per ricordare l’uomo che ha guidato l’Italia in una stagione difficile, controversa, transitoria; una stagione che purtroppo non si è ancora conclusa.

    Lo ricorderemo come il Presidente che è stato per certi versi ‘costretto’ dagli eventi a prolungare la propria permanenza sul Colle oltre il desiderato. Lo ha fatto per il bene del Paese e a causa dei demeriti dei partiti che non sono stati capaci di trovare la quadra nei momenti fondamentali.

    Il bene del Paese, appunto. Ringraziamo questo grande uomo perché ha saputo tenere i nervi saldi e usare tutti i poteri che la costituzione gli attribuiva, oltre alla sua influenza di carattere “morale”, per aiutare l’Italia a superare una fase di profonde lacerazioni.

    Dobbiamo ringraziare Giorgio Napolitano per l’esempio che ha fornito alla nazione: è rimasto oltre la “scadenza naturale” non per egoismo, ma per sopperire alla mancanza di coesione e lungimiranza della classe politica. Nonostante l’età, non è venuto meno al suo ruolo di guida.

    Mi sembrano sterili le critiche di chi lo accusa di essere andato oltre il proprio compito nell’esercizio delle sue funzioni di Presidente della Repubblica. Vedo tanta ipocrisia.
    Sì, Giorgio Napolitano è stato a pieno protagonista di questa fase, ma anche quando ha fatto sentire la propria voce non è mai venuto meno alla classe e all’eleganza che hanno contraddistinto il suo operato.

    Forse sono gli esponenti di alcuni partiti che non hanno dato prova di lungimiranza, classe, sobrietà: quando la sfiducia dei cittadini cresceva e gli sciacalli sui mercati internazionali miravano alla bancarotta del paese, lo spread cresceva e l’Europa tutta viveva una delle sue fasi più drammatiche, Giorgio Napolitano ha saputo tenere la barra dritta, svolgendo il suo ruolo di “guida” con chiarezza, ma senza mai oltrepassare il proprio ruolo. 
Il resto sono chiacchiere.

    Diciamo grazie al presidente Napolitano per la stabilità che ha garantito e per l’esempio di dedizione, sobrietà e tenacia che ha dimostrato a tutti gli italiani.

     

    Una risposta a “Grazie Presidente”

    1. Antonio Scanziani

      Caro dottor Fogliardi,
      non solo aderisco al “suo grazie” ma vorrei raddoppiarlo. Da cittadino svizzero abituato ad una democrazia secolare che coinvolge i cittadini nelle più piccole decisioni del Comune di residenza, ai grandi problemi dei trattati internazionali, ho potuto apprezzare appieno il Presidente Giorgio Napoletano perché, proprio come lei sottolinea, ha saputo reggere il timone della Nazione in un mare tempestoso per gli avvenimenti internazionali e italiani che, a un certo punto, sembravano minacciare addirittura il fallimento dello Stato. Mi dispiace che l’odio di parte non permetta a tutti gli italiani di accorgersi della grandezza di questo personaggio che con polso e nel rispetto delle regole è riuscito e riuscito ha trovare le soluzioni giuste per evitare che le iene di una certa finanza internazionale affogassero questa splendido Paese. Quello che serve all’Italia è di ritrovare quella concordia che dopo la tragedia bellica ha permesso, non solo la ricostruzione, ma una straordinaria ripresa che fu chiamata da tutto il mondo “miracolo economico italiano”. Mi auguro che gli elettori, cioè coloro che avranno il compito di scegliere il nuovo Presidente, abbandonino gli odi di parte che hanno caratterizzato quest’ultimo ventennio. La democrazia, fin dall’epoca greca è mediazione, collaborazione e non contrapposizione. Cordialmente suo
      Antonio Scanziani Champ

      P.S. In Svizzera il governo è un “team” che rappresenta praticamente tutti i partiti e nessuno ha mai parlato di “inciucio”. Certo vi è un’opposizione, ma si svolge in parlamento, dove il singolo parlamentare se è contrario alla proposta governativa, indipendentemente dal partito d’appartenenza, vi si oppone (motivando il suo voto). Così è avvenuto più volte in Germania (ma non solo) dove vi sono state le grandi coalizioni.

    Lascia un commento