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  • Imprenditori abbandonati dal Governo

    Pubblicato il 14 aprile 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Gli industriali si sentono lasciati soli. Hanno perfettamente ragione, mai come in questo tempo le categorie economiche avrebbero avuto la necessità di essere aiutate e seguite, oserei dire “condotte” in quello che è un percorso che da anni non si ricordava così irto e pericoloso.
    Non mi riferisco ovviamente ad un mero aiuto di natura finanziaria e/o agevolativa, nessun privilegio, quanto invece una concreta vicinanza: attenzioni e considerazioni che facessero percepire la condivisione e il riconoscimento degli sforzi e dei sacrifici sostenuti in questa terribile fase economica.
    Ho avuto modo di sottolineare anche in occasione del recente dibattito sul “milleproroghe” come vi fosse la necessità di intervenire con alcune concrete proposte che, senza incidere negativamente sulle casse dello stato, avrebbero permesso di iniettare energia fresca in un meccanismo bloccato.
    Cito sinteticamente alcune delle proposte avanzate:
    -rivautazione di quote societarie;- rivalutazione di aree edificabili e non;-possibilità di far uscire beni immobili dal compendio aziendale;-agevolazioni per conferimenti e fusioni societarie al fine di agevolare aggregazioni tra gruppi aziendali- detassazione per reinvestimenti utili e nuovi investimenti;-agevolazioni per investimenti e miglioramenti strutturali;-semplificazione fiscale e burocratica con stemperamento della morsa fiscale e accertativa (sempre pendente come una spada sulla testa di molti imprenditori onesti).
    Molte altre sarebbero le proposte, mi limito a queste per rilevare invece che nessuna agevolazione è stata concessa, che gli accertamenti fiscali sono stati incentivati, che dal prossimo mese di luglio questi accertamenti diverranno immediatamente esecutivi, che gli istituti bancari stringono e stringeranno sempre di più la cinghia del credito e che di questo passo anche quegli imprenditori che fino a qui hanno tenuto duro, prima o poi diranno basta.
    Del resto noi siamo precettati in Parlamento solo ed esclusivamente per i problemi e le esigenze di una sola persona: il Presidente del Consiglio. Berlusconi on ha alcun interesse per  tutto quanto sopra esposto, non gliene importa nulla, è solo ed esculsivamente preoccupato ed interessato ai suoi problemi.
    A questo punto la raccomandazione agli imprenditori di tenere duro, ma con altrettanta franchezza anche quella di aprire gli occhi, perché una alternativa c’è ed è possibile.La speranza finale per un cattolico impegnato in politica resta il monito di un grande prete, Don Primo Mazzolari, che ci ricordava :«non è vero che uno si abitui a stare male, è vero invece che quando la miseria raggiunge il colmo, c’è sempre qualcosa che aiuta a non cadere in fondo».
    on. Giampaolo Fogliardi

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