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  • Imprenditori contro la tassa sul turismo: «Penalizza le famiglie e gli albergatori»

    Pubblicato il 21 gennaio 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Sono intervenuto sul Corriere del Veneto per esprimere la mia contrarietà alla tassa sul turismo.  Anche gli imprenditori del settore sono perplessi, come il sindaco di Venezia Orsoni.

    [..]Il parlamentare veronese del Pd Giampalo Fogliardi considera la tassa di soggiorno «un rischio per Verona» , dove il turismo porta con sé opportunità commerciali, occupazione e valore degli immobili. «E’ una proposta inopportuna e datata per un settore già penalizzato dalla crisi economica — riflette Fogliardi—. L’eventuale ricavato dovrebbe essere investito in una migliore accoglienza nei confronti del turista, ma temo che sia una gabella introdotta per risanare i bilanci comunali, penalizzati negli ultimi anni dalla riduzione del gettito Ici»[…]

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    Imprenditori contro la tassa sul turismo: «Penalizza le famiglie e gli albergatori» Confturismo: medioevo fiscale. Orsoni: c’è molta confusione VENEZIA— Coro di no alla tassa di soggiorno prevista dalla bozza del decreto attuativo del federalismo municipale messa a punto dal governo. Si penalizzerebbero le famiglie e si renderebbero meno competitive gli hotel, protestano gli albergatori alle prese con la concorrenza internazionale. Contrario anche il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni: «Gli enti locali non possono essere considerati tutti uguali» . Ad opporsi al nuovo balzello, che andrà da un minimo di 5 centesimi ad un massimo di 5 euro potrà essere istituito inizialmente solo dai Comuni capoluogo di provincia, sono soprattutto gli imprenditori veneti del settore. La risposta più dura è quella del presidente regionale di Confturismo e di Federalberghi, Marco Michielli. «L’imposta sui pernottamenti creerà un nuovo Medioevo fiscale» , denuncia da Roma, dove ha partecipato al comitato direttivo di Confturismo nazionale. Testo del decreto alla mano, secondo Michielli si potranno avere in Veneto centinaia di tassazioni diverse, in quanto la legge prevede che ogni Provincia, in intesa con gli altri Comuni minori, potrà stabilire analoghe misure impositive. Una vera giungla secondo Michielli, che scatenerebbe una concorrenza sleale tra i diversi territori del Veneto. Un pessimo avvio anche per il federalismo: la montagna, per il numero uno di Confturismo, ha partorito il topo: «Consideriamo un errore l’idea che il federalismo municipale possa nascere all’insegna del ritorno alla tassa di soggiorno» . Il clamore abbraccia l’intera regione. Il parlamentare veronese del Pd Giampalo Fogliardi considera la tassa di soggiorno «un rischio per Verona» , dove il turismo porta con sé opportunità commerciali, occupazione e valore degli immobili. «E’ una proposta inopportuna e datata per un settore già penalizzato dalla crisi economica — riflette Fogliardi—. L’eventuale ricavato dovrebbe essere investito in una migliore accoglienza nei confronti del turista, ma temo che sia una gabella introdotta per risanare i bilanci comunali, penalizzati negli ultimi anni dalla riduzione del gettito Ici» . Anche a Venezia, capitale veneta del turismo, gli albergatori sono sul piede di guerra. Per il presidente dell’Ava Vittorio Bonacini, si tratta di «un escamotage per far pagare ancora una volta un inutile balzello ai turisti che pernottano negli alberghi e costituiscono un indotto per la città» . Se ne può discutere solo nel caso in cui, precisa il presidente dell’associazione veneziana degli albergatori, siano gli stessi attori del turismo a poter stabilire l’utilizzo di queste risorse. In laguna si parla da anni della possibilità di introdurre una tassa su chi utilizza la città, per garantire al Comune le risorse per la salvaguardia di Venezia. La proposta di un’imposta uguale per tutti i capoluoghi non convince però il sindaco Orsoni: «C’è molta confusione, vengono continuamente introdotte nuove tasse senza aver fatto le necessarie stime rispetto al fabbisogno» . Secondo Orsoni bisogna affrontare studi seri e dettagliati sugli effetti del provvedimento, tenendo ben conto che gli enti locali non possono essere considerati tutti uguali» . D’altronde anche l’ex sindaco della città lagunare Massimo Cacciari l’ipotesi «è debole anche tecnicamente» e il decreto attuativo del federalismo dovrà superare «l’opposizione di tutti i Comuni

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