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  • In ricordo dell’amico Roberto Uboldi

    Pubblicato il 7 dicembre 2012 giampaolo 7 commenti Condividi su Facebook

    Mai e poi mai avrei immaginato di trovarmi un giorno a salutare il nostro Roberto così prematuramente scomparso; non solo per il fatto di essere coetaneo, ma anche e soprattutto perché era tale la frequentazione – oserei dire quasi quotidiana – grazie al comune impegno politico, da ritenere naturale un perdurare delle cose nel tempo.

    Non più tardi di un mese fa, come di consueto, avevamo fatto un’ ampia e articolata riflessione sulle scadenze, gli impegni e le prospettive che ci attendevano; ragionamenti che avremmo poi condiviso con i tanti amici prima delle feste di fine anno. Questo modo di agire era una delle caratteristiche della personalità di Roberto: valutare, approfondire , prevedere per tempo, in maniera da evitare ritardi ma soprattutto traumi, offese, malintesi, una qualità che gli ha sempre fatto privilegiare i rapporti umani rispetto a qualsiasi altra posizione o traguardo.

    Roberto era indubbiamente il leader del nostro gruppo di amici impegnati in politica, una leadership naturale, mai forzata, mai ricercata, ma ripeto naturale, un dono della sua ricca personalità.

    Ci eravamo conosciuti quasi quarant’anni fa, in una serata d’autunno all’Istituto Don Calabria a Verona. Dovevo esporre a un gruppo di giovani un documento di impegno nel Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana e ricordo che nella mia esposizione, dopo aver sottolineato il valore laico del nostro impegno, mi feci trascinare nell’enfasi finale citando la famosa frase di Benedetto Croce “che non potevamo non dirci Cristiani”. Tra i giovani presenti, uno alto, magro, con fare professorale, mi riprese subito, facendomi osservare che pur ribadendo la nostra formazione cattolico democratica, la mia battuta finale contraddiceva con il valore laico del nostro impegno e che nel documento era forse fuori luogo. La cosa mi fece subito un po’ rabbia, ma poi non potei non riconoscere quanto fosse intelligente e preciso il rilievo di quel giovane che era Roberto Uboldi.

    Da allora è nata una preziosa amicizia che si è sviluppata e arricchita nel tempo con tanti amici e ha accompagnato l’evoluzione della storia politica della nostra città e della nostra provincia.
    Sempre insieme, voglio sottolinearlo, sempre insieme, un concetto di unione che avevamo in Aldo Moro condiviso e portato nella nostra formazione iniziale nella Democrazia Cristiana, nel passaggio al Partito Popolare, nella bella stagione della Margherita, quindi nel Partito democratico.

    Quanti ricordi, quante sfide, quante emozioni. Roberto è stato un sapiente amministratore della città , un ottimo Consigliere Regionale, un eccellente segretario di partito. Sotto la sua guida, la presenza dei Cattolici Democratici a Verona ha caratterizzato positivamente scelte, fatti, presenze, pur in momenti difficili e mutati rispetto al passato.
    Ci mancherà molto. Ci mancheranno la sua guida, la sua pacatezza, la sua lungimiranza, la capacità di capire e gestire gli eventi nuovi che avanzavano.

    A noi spetta il compito di proseguire e di affrontare i tempi nuovi sull’orma del suo insegnamento, di perpetrare la stessa passione e amore che Roberto ha posto al servizio della comunità. Roberto continuerà a seguirci dall’alto.

    Un ricordo: in occasione della scomparsa del suo papà Ubaldo, Roberto aveva poi consegnato agli amici e conoscenti un bellissimo biglietto in cui riportava una foto di Lui bambino, sdraiato su un campo di fiori a fianco di suo padre. Ecco, io sono certo che oggi Roberto ha raggiunto suo padre in Paradiso ed è in un campo di fiori sdraiato a fianco a lui.

    Ieri ho ritrovato tra le tante carte una mail di auguri che l’altro Natale Roberto ci aveva inviato e mi è sembrato sentirgli dire che voleva io la rileggessi, cosa che faccio volentieri , perché nulla di più rende l’idea della bontà e religiosità di Roberto.

    Verona 22.12.2010

    Questa primavera, girovagando per l’Abruzzo ai piedi del monte Velino, ho scoperto una vecchia abbazia dell’anno 1000 straordinariamente intatta nonostante lo scorrere dei secoli, forse perché molto fuori mano rispetto alle vie di comunicazione, forse perché così doveva essere.

    Nell’abside un’affresco di ignoto con una madonna dal volto sereno e sorridente… Per chi volesse visitarla si tratta di S.Maria in Valle di Porclaneta… Mi ha colpito la tranquilla serenità del volto, ed è soprattutto una tranquilla serenità che vi auguro per il Natale e per l’imminente anno nuovo.

    Da mille anni la Signora di santa Maria sorride al viandante, possa sorridere anche a tutti voi e a chi vi stà a cuore.

    Roberto Uboldi

     

    7 risposte a “In ricordo dell’amico Roberto Uboldi”

    1. Riccardo Delfanti

      Caro Onorevole, come non condividere commossi quanto hai scritto!
      Credo che tutti noi dobbiamo sentire il peso della eredità morale e politica che Uboldi ci ha lasciato.
      Auguro a Te e a tutti noi di saper accettare questa eredità e di saperla mettere a frutto.
      Con viva cordialità.
      Riccardo delfanti

    2. Mi piace pensare che Roberto con la sua intelligenza e la sua serenita’ l’avremo sempre insieme in questo nostro cammino.

    3. Le parole oggi sono soffocate dalle lacrime per un amico che ha raggiunto la vetta e che ne sono convinto ci guiderà da oltre le nuvole.
      A noi rimane la ferita di una presenza che non avremo.Anche noi abbiamo il cuore spezzato.

    4. stefano martinelli

      ..Giampaolo,in breve hai proprio descritto Roberto, uomo di grande spessore umano e politico, cattolico impegnatoin prima linea in politica e nel mondo della scuola.
      E’ stato il mio “maestro” politico e ne sono fiero: idee, visione del futuro e sopratutto grande concretezza,doti solo dei Politici con la P maiuscola.
      Come detto, una eredità morale e politica pesante, ma assolutamenente da cercare di portare avanti con il contributo di tutti.
      Ciao a tutti, Stefano Martinelli

    5. Maria Luisa Dalla Zuanna

      Caro On. Fogliardi,
      volevo ringraziarla vivamente per il bellissimo ricordo sull’amico Roberto Uboldi che ha voluto partecipare a tutti noi.
      Io non lo conoscevo personalmente ma mi ha colpito la vostra amicizia che non si è mai incrinata nel corso degli anni e vi ha permesso di fare un lavoro di squadra per il bene della città e del paese.
      Il dolore per la sua improvvisa partenza non deve impedirci di pensare che ora lui vive nella pace assoluta del cielo e forse ci può aiutare a portare la fraternità anche nel tormentato mondo della politica.
      Un saluto cordiale.
      Maria Luisa Dalla Zuanna

    6. Onorevole, apprendo da lei la notizia infausta della perdita di Uboldi, che avevo conosciuto, poco ma positivamente.

      Sono sorpresa e dispiaciuta. Si perdono pezzi di storia ?

      Grazie di quello che scriva

      Da San Giovanni Lup
      Donata Paolini

    7. Fausto Rossignoli

      Roberto resta più di un ricordo.
      E’ un patrimonio da valorizzare e spendere. Nel confronto politico, ma anche nei rapporti umani e nell’amicizia.
      Un saluto commosso.

      Fausto Rossignoli

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