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  • La Comunità del Garda

    Pubblicato il 20 gennaio 2012 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Si è aperto un grande dibattito a ridosso del rinnovo delle cariche della Comunità del Garda.

    Il nostro lago è baricentro tra tre regioni e quattro province in una zona tra le più avanzate e belle del mondo.

    Il Garda è un unicum meraviglioso e tutti i comuni che si affacciano sulle sue acque sono legati da una storia comune, da un vocazione economica e turistica inestimabile e quindi da un destino che deve essere condiviso.
    Non mi riferisco solo ai comuni rivieraschi, anche l’entroterra fa parte a pieno titolo del Garda, basti pensare all’indotto, al commercio, al turismo ai servizi che legano tutti i comuni della zona: olio, vino, gastronomia, chiese, borghi caratteristici, sentieri panoramici e colline rigogliose fanno dell’entroterra un patrimonio altrettanto prezioso.

    Al bando i campanilismi, serve un unico tavolo dei gardesani per affrontare le grandi sfide che ci attendono: territorio e ambiente, qualità delle acque, sicurezza, viabilità, trasporti, turismo cultura, agricoltura e navigazione. Parlo di un territorio di settanta comuni che non può permettersi di camminare in ordine sparso.

    Concordo quindi con il monito all’unità del segretario del Pd D’Arienzo e mi auguro che i primi comuni a sostenere la Comunità siano proprio quelli nei quali come Partito democratico dovremmo essere maggioranza.

    Non capisco invece la sterile opposizione leghista: perché contrapporsi a un ragionamento di autonomie locali? A maggiore ragione, in vista dell’abolizione dell province, il coordinamento per la macroarea va potenziato.
    Posso condividere con l’assessore Venturi le perplessità su operazioni come “Lago di Garda tutto l’anno” e ribadisco: anche a livello di promozione e di immagine, un ente affermato, con una grande storia, contatti ed esperienza non sarebbe da incentivare?

    Pensiamo a grandi progetti cruciali nei quali la Comunità del Garda ha già giocato un ruolo determinante: ricordo quando nel passato si mobilitò per far convergere nell’aeroporto Catullo l’apporto delle province di Brescia e Trento e di diversi comuni gardesani. E’impensabile che i singoli comuni a briglia sciolta possano giocare un ruolo determinante in questioni simili, cruciali per lo sviluppo dell’intera area.

    Siamo coscienti e orgogliosi dell’unicità unicità del Garda, della sua identità
    culturale, storica ed economica e non dobbiamo permettere che localismi e mentalità burocratiche impediscano di promuoverci e svilupparci nell’era della globalizzazione.

    Per questo, è importante sostenere e rilanciare la Comunità del Garda quale strumento di promozione e coordinamento del nostro territorio, un ruolo insostituibile, ricco di una lunga esperienza e proiettato, se saremo capaci di falo tutti insieme, verso brillanti mete di benessere per tutta la Regione del Garda

     

    Una risposta a “La Comunità del Garda”

    1. Concordo in pieno con l’intervento dell’amico Giampaolo e lo ringrazio come “gardesano” orgoglioso del cammino fin quì fatto dalla Comunità del Garda, che si prennuncia ancora più luminoso in vista dell’abolizione delle inutili Province.

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