Solo un altro blog targato WordPress
Icona RSS facebook
  • La crisi del Mediterraneo e l’inadeguatezza della Lega al Governo

    Pubblicato il 14 aprile 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    La crisi del Mediterraneo ha messo in luce l’inadeguatezza della Lega Nord e dell’intero Esecutivo di fronte alle questioni internazionali. Un conto sono i proclami e le sparate, un’altra cosa la politica sul campo. Prima l’atteggiamento ondivago con la Libia (dal baciamano ai Tornado nel giro di sei mesi), poi lo scontro con l’ Unione Europea sui profughi: il Paese è indebolito sullo scacchiere internazionale.

    Maroni, che si era fino a qui distinto come il volto “rispettabile” del Carroccio, alle prime difficoltà non ha resistito al richiamo della foresta, minacciando di uscire dall’Europa quando si è trovato i bastoni tra le ruote dei “leghisti” più a nord di lui, su tutti un Sarkozy che si prepara alle presidenziali gareggiando in populismo e celodurismo transalpino con gli avversari alla sua destra, guidati da Marie Le Pen.

    Per Lampedusa Bossi nel frattempo propone la ricetta “fora dai ball”, Speroni lo segue a ruota e scalda i fucili al motto “gli si può sparare”. Intanto la crisi in Libia prosegue nell’incertezza e il parlamento italiano è bloccato per approvare la prescrizione breve.
    Il copione è sempre lo stesso: il vuoto politico coperto dalla gara a chi la spara più grossa.
    Dall’Europa ci aspettiamo maggiore coesione, ma lo stile leghista e la politica delle pacche sulle spalle di Berlusconi hanno gettato in questi anni discredito sul nostro Paese, mentre dovremmo essere orgogliosi di essere tra i padri fondatori dell’unione e camminare per Bruxelles a testa alta. Con le uscite estemporanee ed il teatrino continuo si alimenta solo confusione: confusione tra clandestini e profughi, tra cannonate e permessi provvisori, tra integrazione europea ed euroscetticismo.

    Scrive Sergio Romano sul Corriere: “È certamente vero che nella crisi dell’immigrazione tunisina non abbiamo avuto la solidarietà a cui ritenevamo di avere diritto. Ma se vogliamo evitare di sprofondare nella politica dei risentimenti e dei rancori, dovremmo chiederci se l’Italia non stia pagando in questo caso il prezzo di una politica europea troppo tiepida, scontrosa, quasi sempre priva di iniziative coraggiose”. Un’ analisi lucida dell’inadeguatezza della politica estera di questi ultimi anni.

    La proposto di Maroni di uscire dall’Europa è una affermazione gravissima che un Ministro della Repubblica non dovrebbe nemmeno sognarsi e non meriterebbe commenti.Il nostro Paese, sganciandosi dalla Comunità Europea, rischierebbe veramente grosso: penso alla libertà di circolazione, alle opportunità di studio e lavoro, ai dazi e alla chiusura dei mercati per le nostre imprese, ai tassi di interesse a cui saremmo sottoposti sganciandoci dallo scudo dell’Euro, considerando l’enorme debito pubblico che grava sulle nostre spalle…

    Uno scenario pericolosissimo che può essere immaginato solo per la pochezza, l’ignoranza, l’inettitudine e l’ineadeguatezza al proprio ruolo di alcuni esponenti del Governo, più indaffarati a votare la prescrizione breve che a seguire le crisi internazionali.

    Lascia un commento