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  • La follia di una settimana anti-digitale

    Pubblicato il 17 dicembre 2013 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Ci eravamo forse illusi che l’insediarsi nel Pd di un segretario per alcuni versi vicino all’Agenda Monti potesse stimolare il confronto sulle riforme e sull’ammodernamento del paese, invece questa settimana si marcia a grandi passi verso il passato.
    Partiamo dalla “web-tax”, proposta dal “lettiano” Farncesco Boccia.

    La materia è ovviamente complessa, però questa norma rischia solo di complicare la situazione senza dare frutti. Anzi, potrebbe pure danneggiare il settore dell’economia legato alle nuove tecnologie.
    È assurdo imporre alle aziende estere che compiono anche una sola operazione in Italia di aprire una partita IVA o di far fatturare da un soggetto italiano. Contrasta con i principi dell’Unione Europea sulla libertà di stabilimento e di circolazione di beni e servizi.

    Creeremmo in Italia un regime normativo e fiscale per Internet diverso rispetto a quello degli altri paesi dell’UE con la conseguenza prevedibile di frenare gli investimenti esteri in un settore, l’economia digitale, che rappresenta il futuro per molti paesi avanzati.
    Il problema di grandi multinazionali dell’economia digitale con sede in altri paesi che pagano molto poco esiste, ma va sollevato in sede europea; in questa maniera “casereccia” diamo solo l’impressione di volerlo risolvere, ma facciamo peggio, bloccando l’intero sistema.
    Oltre alla proposta della web-tax dobbiamo segnalare altri due scivoloni della settimana che vanno contro lo sviluppo delle nuove tecnologie: l’ “Equo compenso“, cioè la “tassa” sui supporti di archiviazione digitale (smartphone, tablet, hard disk…) che dovrebbe risarcire, secondo la SIAE, i detentori di materiali coperti da copyright dall’ipotetico uso pirata che l’utente potrebbe farne.

    Secondo 4 deputati del Pd, questo prelievo – una pena anticipata su un “crimine” che si potrebbe teoricamente commettere – aumenterà ancora. La scusa è avvicinarci alla media europea. Purtroppo hanno calcolato la media escludendo i paesi che questo equo compenso non lo prevedono.

    Ultimo capitolo della settimana anti-digitale del Pd: gli ebook. Perché sono esclusi dalla detrazione fiscale a cui possono invece accedere i libri di carta?

    Il motto di questi giorni sembra “torniamo all’antico”, mentre il resto del mondo galoppa.

     

    Una risposta a “La follia di una settimana anti-digitale”

    1. Come lei ha ricordato, la normativa EU consente la libera circolazione di persone e di merci. Molto grave, tale dimenticanza, di promotori di disegni di legge. L’aumento dei diritti SIAE perfino del 500%, definito come ”equo compenso”, è un oltraggio all’intelligenza oltre che un bieco e misero balzello travestito con termine aulico. In primis colpisce indistintamente tutti i supporti di memorizzazione a prescindere che vengano utilizzati o meno per la memorizzazione di file tutelati dal diritto d’autore, poi alcuni supporti, come le TV Smart, ne verrebbero colpite anche se l’utente non ha una connessione internet. Dopo che il canone della TV si è trasformato in una imposta di possesso indipendentemente dalla possibilità o volontà della visione, perfino per i computer e videofonini, ora con l’aumento dei diritti SIAE si insiste con questo sbagliato orientamento. Infine, se viene richiesto il corrispettivo di una “tassa” per il corrispettivo, ipotetico, della memorizzazione di files coperti da copyright , significa forse che è “tollerato” la detenzione di materiale pirata ? Forse l’introduzione di una tassa per la carta delle sigarette che potrebbe essere destinata per la confezione di sostanze stupefacenti non sarebbe, seguendo la medesima logica dell’ ”equo compenso”, del tutto insensata.

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