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  • La partita è aperta

    Pubblicato il 21 maggio 2011 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Il vento del cambiamento sta iniziando a soffiare? Finalmente assistiamo alla fase finale dell’era berlusconiana? Che prospettive ha il Pd?I risultati delle amministrative hanno dato dei segnali politici chiari. Si apre una fase nuova, nella quale il centro-sinistra può giocare un ruolo determinante. La partita si è riaperta. Il ruolo della Lega si è ridimensionato. Alla lunga, la politica “di lotta e di governo” fatta di annunci e slogan comincia a stancare l’elettorato “padano”. Il Pdl potrebbe tirare un sospiro di sollievo, ma la lotta intestina per la successione al leader potrebbe costare carissima ad un partito fondato, condotto e basato su un unico leader carismatico. In questo scenario la contrapposizione tra i due principali partiti del centro-destra potrebbe esplodere. Già Bossi, per smarcarsi dal magro risultato milanese annuncia: “il Pdl non ci trascinerà a fondo”.

    Per l’area riformista, rinvigorita da questa tornata elettorale, la partita è aperta.Dopo i festeggiamenti dello scorso fine settimana, il Partito democratico deve iniziare a pianificare la strategia per proporsi al governo del Paese.Siamo il perno di qualsiasi alleanza riformista e il buon risultato ottenuto dal partito a Milano, oltre il 28%, non può che farci esultare. Anche sotto la Mole Antonelliana un esponente di primo piano del Pd come Piero Fassino ha portato a casa un risultato netto (pur perdendo qualche punto percentuale rispetto a Chiamparino). La roccaforte Bologna si trascinava invece il peso di un anno di commissariamento ed è emersa l’avanzata dei grillini, che sollevano temi molto caldi e attuali, pur declinati in maniera populista e qualunquista dal comico genovese.Un discorso a parte meriterebbe Napoli, dove il Pd ha rimediato una magra figura, scavalcato da De Magistris.

    Il Pd quando si dimostra partito aperto, inclusivo, moderno, riesce ad intercettare le richieste di quella parte di italiani che cercano una valida alternativa alla decadenza della destra. Quando invece rimane invischiato nelle faide degli apparati, rischia di perdere il contatto con gli elettori.Pisapia, ricordiamolo, non era un candidato sostenuto dal Pd, ma un candidato emerso, tra grandi polemiche, con le primarie. Poi, l’intero centro-sinistra milanese ha saputo fare quadrato attorno al candidato; questa è la grande vittoria delle amministrative.

    Per questo, il Pd vince quando sa essere aperto, non teme le primarie, non si chiude a riccio negli apparati e nel culto del passato, quando intercetta e sa guidare gli stimoli migliori che vengono dalla società italiana e quando sa sfruttare, anche a livello locale, le contraddizioni della destra che sono pronte ad esplodere. Questo sia spunto anche per il Pd veronese in vista delle elezioni del prossimo anno nella nostra città.

    Dopo le amministrative dobbiamo lavorare tutti insieme su questa strada, pronti a prendere la guida del Paese e a scrivere la storia dell’Italia post-berlusconiana.

     

     

    Una risposta a “La partita è aperta”

    1. Certamente il pd viene riconosciuto se dà un’immagine di apertura alle primarie ma soprattutto al confronto sulle idee e sui progetti di cui ogni persona può essere portatrice indipendentemente essa provenga dai ds dalla margherita, dal Sel, dai grillini, dai dipietristi, dal popolo dei precari giovani e meno giovani:insomma, non traspare ancora l’idea di un progetto su questo paese, di poche idee forti e condivise sugli aspetti del nostro vivere. Io credo che le alleanze e le aggregazioni nascano in seguito alla condivisione, non prima e sinceramente non vedo chiaro,è poco esplicito anche Bersani.Mi chiedono in giro: ma quali sono le idee del pd?

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