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  • La sfida di Todi

    Pubblicato il 19 ottobre 2011 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Mentre il Paese vive una delicata fase di empasse politica, economica e sociale, a Todi si è svolto il forum delle associazioni cattoliche, un appuntamento molto significativo che ha coinvolto Cisl, Acli, Compagnia delle Opere, Coldiretti, Confartigianato, Confcooperative e Movimento cristiano lavoratori.
    Ha aperto i lavori il cardinale Angelo Bagnasco ribadendo il ruolo centrale che i cattolici devono avere nel nostro tempo: «se per nessuno è possibile l’assenteismo sociale, per i cristiani è un peccato di omissione», ha dichiarato.

    Todi rappresenta una grande novità nello scenario politico e sociale italiano. Una società sempre più egoista e atomizzata, per reagire alla crisi, deve ritrovare spirito di unione e condivisione. E se i cattolici decidono di incontrarsi per discutere della buona politica per il bene comune, come ricorda il titolo del seminario, è un segnale molto importante.

    E’naturale che la società civile di matrice cattolica, per interrogarsi sul proprio ruolo, decida di confrontarsi, soprattutto in una fase politica così magmatica e instabile.
    Il disagio di molti fedeli di fronte all’operato del governo e all’atteggiamento poco edificante del premier è palese. Coloro che si erano affidati al centrodestra si stanno ponendo degli interrogativi e cercano una nuova politica che metta al centro i valori cristiani.
    Perché i cattolici ci sono, vogliono contare, vogliono partecipare.

    Di fronte a queste richieste, il Partito democratico deve aprirsi: l’impegno di un cattolico in politica è una straordinaria opportunità per rappresentare la società. Altrimenti si rischia di rivolgere lo sguardo al passato e si abbandona la sfida di un grande partito moderno e inclusivo, ritornando a quello che già c’era.
    I cattolici non devono essere visti come ospiti, ma come parte integrante del progetto democratico. E dobbiamo ribadirlo a gran voce proprio ora, di fronte allo sgretolamento del centro-destra. Tanti cattolici non si sentono rappresentati: cercano una politica diversa e interlocutori credibili.

    Bagnasco, nel suo intervento, ha sottolineato questo desiderio di partecipazione alla vita pubblica: «i cristiani da sempre sono presenza viva nella storia, consapevoli che la fede in Cristo, con le sue implicazioni antropologiche, etiche e sociali, è un bene anche per la Città». Tra l’altro, ha ribadito,  questa è una presenza che non intacca la laicità dello Stato, «valore acquisito e riconosciuto dalla Chiesa».

    La fine del berlusconismo è vicina. Vivremo presto un riassetto del sistema politico e non possiamo permetterci di arrivare impreparati all’appuntamento.
    Todi ha puntato nuovamente e giustamente i riflettori sul ruolo dei cattolici.

    Dobbiamo essere pronti ad accogliere la sfida.

     

    Una risposta a “La sfida di Todi”

    1. LA sfida deve essere colta. Anzi come PD deve essere vinta in primis con l’impegno dei cattolici già iscritti al PD ma con il massimo sostegno di tutte le democratiche e i democratici anche i più laici.
      La vittoria della sfida di Todi è elemento dirimente perchè il partito possa essere davvero di governo… come tutti noi speriamo..
      DZ

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