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  • La vittoria del Gattopardo

    Pubblicato il 22 aprile 2013 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Poco prima di abbandonare il Partito democratico, nel dicembre dello scorso anno, intervenni duramente sullo svolgimento delle primarie:

    Le primarie saranno limitate agli iscritti e ai partecipanti alle precendenti primarie per il candidato premier. Inoltre, i 47 capilista e il 10% dei candidati, quindi una discreta quota degli eletti, probabilmente il 30%, verrà scelta “a monte” da una commissione del partito. Dubito che saranno tutte “autorevoli personalità della società civile”

    Quell’evento, scrivevo, serviva a dare una parvenza di “democraticità” e di “verginità” a un rito che andava a coprire i soliti accordi trasversali, le permute di ruoli istituzionali, le ottenute deroghe, le ottenute tutele alla larga dai rischi elettorali.

    Non pensavo, lo ammetto, che il Pd sarebbe collassato nel giro di qualche mese.

    Se analizziamo quanto accaduto per l’elezione del capo dello stato ci accorgiamo che i nodi irrisolti delle “primarie del Gattopardo”, come le avevo definite, sono emersi nel momento più delicato e inopportuno.
    Invece di eleggere il Presidente della Repubblica, il Pd ha celebrato un congresso sulle macerie del Paese. Alla faccia della “responsabilità” predicata da Bersani in questi mesi.
    Lo stesso Bersani che ha messo in piedi una macchina per vincere le primarie, ma non le “secondarie”, e che si è comportato in questi mesi come se l’esito del voto fosse stato favorevole al Pd.

    Troppe tensioni covavano sotto la cenere e alla fine il meccanismo è saltato.
    Il blocco della classe dirigente del Pd ha celebrato in dicembre delle primarie di facciata, utili per consolidare gli equilibri interni ma non per conquistare il cuore e la mente degli elettori.

    Consideravo quel passaggio una presa in giro e per questo non mi prestai al gioco.
    Ora, da cittadino sono indignato perché Bersani, D’Alema, Letta e compagnia hanno proseguito la loro eterna partita nel campo sbagliato e al momento sbagliato.

    La mia unica speranza è che, dopo aver toccato il fondo, la politica tutta ricominci un cammino di serietà. Sarà un percorso lungo e difficile, ma ho già incontrato in questi giorni molte persone, molti moderati che non vogliono arrendersi.

     

    Una risposta a “La vittoria del Gattopardo”

    1. 1. Le primarie hanno eletto con una maggioranza non troppo netta Bersani, l’altro era Renzi. Forse non hanno pensato che chi lo ha votato è meno del 5% dell’elettorato italiano complessivo.
      2. Votare tra Gianni e Pinotto, la dice lunga sul chi viene messo a dirigere un gruppo di persone che ambiscono a governare il paese.
      3. Qualche intervento fa sostenni che per il bene del paese di deve, qualora sia necessario anche allearsi col diavolo. Ma si vede che lo stratega vedeva lontano ma intanto il paese va a fondo. Quindi tanta chiacchera con la “responsabilità”, “la scelta giusta” bla, bla, bla ma di fatto sono solo parole che riempiono la bocca.
      4. Il cammino della serietà ? Mi scusi ma quello che hanno fatto finora allora per voi cosa era ?
      5. Poi lei è saltato sulla nave di quello che doveva essere il “vincitore” prima che la vecchia affondasse, ma le scelte della politica di Monti sono state catastrofiche. I dati dell’istat lo confermano e non mi sto inventando nulla, solo la lotta all’evasione ha prodotto meno introiti del governo precedente, il redditometro ha bloccato le spese di qualsiasi oggetto per il quale si è indagati a priori di evasione : crollo di settori come nautica, moto, case, auto, gioielli, hotel in Italia, ma guarda caso incremento degli stessi settori nelle località confinanti al nostro paese come Croazia, Austria, Francia, Svizzera. A proposito dopo aver speso soldi per realizzarlo, fatto impazzire gli italiani a ricercare scontrini del supermercato del 2010, non applicabile ai dipendenti e pensionati e diffuso il terrorismo psicologico adesso è tutto rimandato con una versione semplificata per le evasioni spudoratamente evidenti. Prima accusa l’evasore di Cortina dei mali dell’italia, adesso è colpa delle aziende e dei sindacati. Anche Hitler prima del suicidio ha detto che i colpevoli della sconfitta erano i soldati tedeschi…

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