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  • Le buone idee non appassiscono mai

    Pubblicato il 13 settembre 2013 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    La settimana scorsa mi trovavo a Trento per motivi professionali e passeggiando per la città mi sono imbattuto nei manifesti di “Unione per il Trentino”; il loro logo è una grande margherita.

    Ancora oggi, sotto diverse forme, in diverse realtà, è vivo il desiderio di portare avanti il popolarismo, con la centralità che esso conferisce ai valori della persona, della famiglia e delle comunità originarie. Non si è smesso di inseguire una concezione liberal-democratica, che scommette sull’autonomia e sul protagonismo del soggetto.

    La Margherita, come partito nazionale, nacque con questo dna prendendo proprio spunto dall’esperienza trentina della lista civica “Margherita” fondata da Lorenzo Dellai nel 1998.
    Quel progetto, anche nella nostra Verona, ispirò una stagione importante e soprattutto vincente.
    Fu un soggetto centrista e riformista che contribuì alla conquista del comune capoluogo e dei maggiori centri della provincia, confutando la tesi che la nostra città dovesse essere per foza “di destra”; al contrario, la serietà di una forza legata al cristianesimo democratico e al liberalismo sociale, riuscì ad attirare la fiducia di tanti veronesi.

    Nel 2007 sentimmo che il clima politico stava cambiando e decidemmo di accelerare la fine della Seconda repubblica guardando (molto) avanti. Purtroppo il nostro sforzo si arenò in un bipolarismo incompiuto. Andammo incontro ai tempi nuovi e non me ne pento; ho sempre fatto le scelte che sentivo giuste. Non ha senso ripararsi in un angolo confortevole e guardarsi allo specchio, la politica non è fatta per questo. È giusto prendere dei rischi.

    Ma il tempo, si sa, è galantuomo. Quel sistema che non siamo riusciti a cambiare nel 2007 sta comunque collassando e trascinerà con sè i paladini della conservazione che si annidano in entrambi gli schieramenti.
    Tra pochi giorni conosceremo la sorte del senatore Berlusconi e sappiamo ormai per certo che la sua parabola politica è giunta al termine. Probabilmente tra i suoi è ancora un tabù dirlo, ma il suo destino è segnato. Lo stesso destino che attende alcuni strateghi post-comunisti che hanno guidato le sorti del centrosinistra in questi anni affossando puntualmente ogni cavallo vincente per preservare la propria posizione.

    I manifesti trentini mi hanno confermato quello che pensavo: cambiano i tempi, cambiano i partiti, ma non tramonta il bisogno di un centro moderato e riformista. Anche i numeri recenti lo confermano: sempre Dellai, in provincia di Trento, con la neonata Scelta Civica, ha ottenuto alle scorse politiche quasi il 20%.
    Quindi lo spazio per i nostri ideali c’è e anche nella nostra Verona potremo tornare a vincere.

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