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  • L’Europa premia i nostri sforzi

    Pubblicato il 31 maggio 2013 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Bruxelles ha finalmente premiato gli sforzi fatti dal nostro Paese negli ultimi anni. Quando Monti arrivò a palazzo Chigi la situazione era drammatica e con grande senso di responsabilità lo sostenemmo, anche nelle misure più difficili e impopolari.
    L’esecutivo Letta ha giustamente ringraziato il suo predecessore: ora stiamo raccogliendo i primi frutti del lavoro del precedente governo.
    Ciò non significa che siamo fuori dalla crisi o che si possano allentare i cordoni della borsa; l’enorme debito pubblico che grava sulle nostre spalle non ci permette distrazioni.

    Se la Commissione Europea ha promosso Roma, inviando al Consiglio la richiesta di chiudere la procedura di deficit eccessivo, non significa che i “compiti per casa” siano finiti. Per rimettere in equilibrio i conti e tornare a crescere l’Italia ha ancora della strada da fare. Le raccomandazioni della Commissione europea lo indicano chiaramente.
    Bruxelles chiede a Enrico Letta di “trasferire il carico fiscale da lavoro e capitale a consumi, beni immobili e ambiente, assicurando la neutralità di bilancio”. Invita anche l’Italia a dare attuazione effettiva alle riforme del mercato del lavoro e del quadro per la determinazione dei salari per permettere un migliore allineamento dei salari alla produttività; l’Europa sostiene anche l’ipotesi di realizzare ulteriori interventi a promozione della partecipazione al mercato del lavoro, specialmente quella delle donne e dei giovani, ad esempio tramite la Garanzia per i giovani.
    Ne parlavamo proprio la scorsa settimana.

    Anche il settore dell’istruzione è fondamentale per rilanciare il Paese. Infatti nel documento si invita l’Italia a potenziare l’istruzione professionalizzante e la formazione professionale, rendendo al contempo più efficienti i servizi pubblici per l’impiego e migliorando i servizi di orientamento e di consulenza per gli studenti del ciclo terziario. Inoltre secondo Bruxelles vanno intensificati gli sforzi per scongiurare l’abbandono scolastico e migliorare qualità e risultati della scuola, anche tramite una riforma dello sviluppo professionale e della carriera degli insegnanti.

    Un altro passaggio importante riguarda i servizi e le professioni. Secondo l’Europa dovremmo assicurare la corretta attuazione delle misure volte all’apertura del mercato nel settore dei servizi; inoltre dovremmo eliminare le restrizioni che sussistono nei servizi professionali e promuovere l’accesso al mercato, ad esempio per la prestazione dei servizi pubblici locali, dove il ricorso agli appalti pubblici dovrebbe essere esteso (in sostituzione delle concessioni dirette).
    Si sottolinea anche l’esigenza di portare avanti l’attivazione delle misure adottate per migliorare le condizioni di accesso al mercato nelle industrie di rete, in particolare dando priorità alla costituzione dell’Autorità di regolamentazione dei trasporti. Bisogna anche potenziare la capacità infrastrutturale concentrandosi sulle interconnessioni energetiche, sul trasporto intermodale e, nelle telecomunicazioni, sulla banda larga ad alta velocità, tra l’altro al fine di superare le disparità tra Nord e Sud.
    In poco tempo il governo Monti aveva iniziato una serie di riforme dopo anni e anni di immobilismo. Come vediamo la direzione, con tutte le difficioltà del caso, era quella giusta. Ora il Paese deve proseguire in un cammino di riforme per tornare a crescere ed essere uno dei pilastri del continente.

     

    Una risposta a “L’Europa premia i nostri sforzi”

    1. Francesco Caldogno

      Mi trovo anche d’accordo in questa tua esposizione di indicazione di interventi. Spero tanto che il governo di Enrico Letta sia in grado di tirarci fuori da questa terribile crisi, che come ha affermato papa Francesco, e non solo lui, questa è innanzi tutto la crisi dell’uomo e di conseguenza economica, perciò se non saremmo in grado di suscitare “uomini nuovi”, onesti e amanti del bene comune, sarà ben difficile uscirne. Però sono convinto che dopo il temporale torna il sereno (nonostante che questa stagione sembra voler dimostrare il contrario).
      Certo che i richiami di Napolitano di ieri circa la difficoltà di procedere con le riforme fanno pensare, ma speriamo…

      Un carissimo saluto Francesco Caldogno

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