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  • L’Italia dei De Falco

    Pubblicato il 20 gennaio 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Il dialogo tra il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, e Gregorio Maria De Falco, comandante dalla Capitaneria di Porto a Livorno, nella sua drammatica teatralità, è diventato paradigma delle anime che dividono questo Paese in crisi.
    Il rigore e la fermezza di chi fa “semplicemente” il proprio dovere, il proprio lavoro, contrapposti alla superficialità di chi cerca le scorciatoie per scamparla sempre.
    Le indagini per stabilire le eventuali responsabilità sono ancora in corso, ma una metafora del Paese è ormai uscita da quei quattro minuti di conversazione che tutti gli Italiani hanno ascoltato.
    Il “personaggio” Schettino ora impersonifica chi non segue le regole, anzi, le aggira per fare lo spaccone, e davanti al fatto compiuto cerca la via di fuga più semplice.
    Si è aggiunta persino la misteriosa ragazza al suo fianco al ponte di comando a completare la narrazione di una commedia che finisce in tragedia e che ci ricorda paurosamente da vicino il declino politico ed economico dell’Italia di questi ultimi anni.
    Lo ripeto, al signor Francesco Schettino penseranno i magistrati, qui nessuno insegue la giustizia sommaria, ma l’immagine mediatica trasmessa nello scontro (teatrale, drammatico, manicheo) Schettino – De Falco ha colpito a tal modo l’opinione pubblica proprio perché sono emersi due volti contrastanti dell’Italia.
    Dovremmo preoccuparci se si può di passare da eroi facendo solo il proprio lavoro per bene? Forse. Ma allo stesso tempo dobbiamo essere orgogliosi di quella parte del Paese che sta lottando, svolge per bene a tutti i livelli il proprio compito per portare l’Italia fuori da questa crisi che chiaramente non è solo economica.
    Non ho potuto non pensare a quello che scriveva trent’anni fa Enzo Biagi nell’introduzione del Buon Paese:  “Se arriverete all’ultima pagina, forse vi sarà chiaro perché l’Italia sta in piedi, perché ogni mattina escono i tram, i bambini vanno a scuola, e fuori della porta c’è la bottiglia del latte e il giornale. Esiste ancora qualcuno che fa la sua parte: son quelli che, forse, ci salveranno.”
    Queste parole suonano ancora attuali, celebrano l’Italia che ci piace, quella dei tanti capitani De Falco che nel lavoro, nella politica, nei rapporti umani, nella collettività si adoperano ogni giorno con rigore e senza clamore. L’Italia migliore.

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