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  • Lo scenario peggiore

    Pubblicato il 1 marzo 2013 giampaolo 3 commenti Condividi su Facebook

    Lo scenario peggiore. Il vicolo cieco. Come altro definire la situazione politica attuale?

    Siamo tutti preoccupati: l’instabilità politica prolungata, unita alla necessità di rifinanziare un debito pubblico mostruoso, genera alti tassi di interesse e potrebbe trascinarci in una pericolosa spirale. La crisi morde e gli speculatori sono sempre in agguato.
    Purtroppo le forze politiche in campo sono logore: un passo falso potrebbe spazzar via il Pd, il Pdl o mettere in crisi l’impianto “rivoluzionario” di Grillo.

    Il pericolo è che tutti stiano fermi per non farsi del male e il Paese sprofondi.

    Serve un atto di responsabilità da parte di tutti: un’era è finita, ma non è detto che debba essere così traumatico il passaggio.
    Le forze in campo devono trovare una intesa minima, fosse anche solo per la riforma della legge elettorale; serve un segnale di tregua.
    Tornare al voto con il porcellum sarebbe una sconfitta di tutto il Paese, Grillo compreso.

    Bisogna che tutti mantengano la calma e che nei partiti non inizino faide interne, riposizionamenti, balletti, melina: è un linguaggio che i cittadini non sopportano più.

    I maggiori partiti hanno perso consensi rispetto alle passate elezioni, il voto di protesta è stato interamente intercettato dal Movimento cinque stelle, che ora deve porsi dei seri interrogativi, avendo eletto 150 parlamentari. Se non si vogliono assumere alcuna responsabilità per ragioni “di bottega” e sperano di crescere sulle macerie del Paese tradiscono qualsiasi volontà riformatrice e si rivelano più cinici e autoreferenziali della stessa casta che attaccano.

    Berlusconi dal canto suo è poco credibile: si propone con un profilo da statista dopo aver condotto una campagna elettorale demagogica. Bersani, che vanta la maggioranza relativa, è nella situazione peggiore. Non può (e non vuole) giocare allo sfascio e spera di far ragionare qualche grillino.
    Mi auguro che i dirigenti storici del Pd – dopo aver fallito l’ennesima missione – se ne stiano in disparte e non alimentino l’instabilità. E’stato il canto del cigno dell’intellighentia dalemiana: hanno soffocato nella culla il partito nuovo, aperto, plurale che sognavamo nel 2007, hanno saputo parlare solo “ai convertiti” – ultimo esempio le primarie chiuse – e il risultato è sotto gli occhi di tutti.

    Ma ora è il tempo di guardare avanti, perché il tempi nuovi sono giunti e hanno spazzato via qualsiasi calcolo fatto durante i “caminetti”.

    Per il bene del Paese mi auguro che un accordo in qualche maniera si trovi.

    Confido nel Presidente Napolitano, confido nella buona volontà di Bersani, forse un leader debole, ma una persona seria e onesta, e confido nella ragionevolezza di alcuni esponenti del M5S: sapranno smarcarsi dai diktat di un leader che decide la linea in totale autonomia senza nemmeno consultare i parlamentari eletti?

     

    3 risposte a “Lo scenario peggiore”

    1. Anch’io auspico questa soluzione, perchè si costitisca un governo di minoranza appoggiato dall’esterno dal M5S, sulle cose iprioritari da fare: un progr.di solo di 5-6 punti condivisi.

    2. Naturalmente tutti augurano ad una soluzione PD- Movimento 5 Stelle. Ma non è comprensibile dare del debole ad un segretario, forse uno dei pochi, che ha cercato, prima la non discesa in campo di Monti, poi di denunciare i punti di sfascio di questa nazione, ma ha anche cercato di dare la soluzione dei problemi. Forse per questo è apparso di non essere un rivoluzionario, un riformatore, ma un moderato, un debole.
      Deboli sono stati coloro che in campagna elettorale non hanno avuto fiducia in questo partito e come le allodole si sono fatte abbindolare da fatue promesse e ribondanti parole.

    3. …”genera alti tassi di interesse e potrebbe trascinarci in una pericolosa spirale. La crisi morde e gli speculatori sono sempre in agguato.”

      questo è un aspetto ipotetico in cui ha usato il condizionale; l’altro che sembra essere stato ottusamente dimenticato è che la politica del governo Monti ha ingenerato, di fatto, una spirale recessiva perchè : (1) ha aumentato le imposte per vantare il pareggio di bilancio, ma questo significa meno disponibilità finanziaria per le aziende, già colpite dalla crisi, e quindi meno investimenti per altre le aziende (le ricordo che i crediti dell’una sono i debiti dell’altra) e meno spese per le famiglie (2) questo a sua volta implica meno occupazione, meno lavoro per l’indotto e a sua volta meno fatturato che genera meno spese per le famiglie (3) l’evidenza : le aziende e le P.IVA devono accedere ad un mutuo per pagare le imposte (4) nel 2013/2014 per il crollo dei fatturati significherà che le entrate tributarie non arriveranno al pareggio di bilancio e quindi di problemi ne avremmo due : non solo incapaci di far fronte al debito, ma l’economia allo sfascio, utili inesistenti per chi lavora e disoccupazione nazionale di oltre il 25%. E’ quello è lo scenario peggiore.
      Questa banalità non viene capita dal fisco che tiene ben saldi i parametri degli studi di settore e sventola il redditometro con una paura da inquisizione. Non solo questa spirale è più pericolosa ma è quella che hanno scatenato.
      Posso dare un consiglio ? Servono proposte concrete da valutare e non parole per elencare i problemi, per queste basta andare al bar. Bersani poi non solo ha la stoffa del leader ma non gli affiderei l’organizzazione di una scampagnata a pasquetta. Cosa propone per risolvere la crisi ? Ridurre il contante a 300 € ? La mia vicina di 84 anni analfabeta la immagino a pagare con il bancomat, i protesati senza bancomat perchè non possono accedere ad un C/C; per un bancomat smagnetizzato devo attendere 2-3 settimane e intanto con cosa pago ? Per cortesia volate un po’ più alto con i discorsi che ad ascoltarvi e leggervi non sono tutti deficienti.

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