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  • L’ultimo milanese leghista

    Pubblicato il 22 settembre 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Ma oggi alla Camera c’era lo stesso Bossi che da Venezia tuonava: “secessione!”?

    Lo stesso Bossi che voleva incarnare tutta la rabbia del nord e spronare l’inconcludente “Roma ladrona” con l’ultimo avviso ai naviganti?

    Ormai non ci credono più nemmeno i suoi. Basta leggere le dichiarazioni contrastanti dei leghisti veronesi (Tosi versus Montagnoli), che riportano sotto il balcone di Giulietta lo scontro tra gli ortodossi del “Cerchio magico” e gli eretici “Maroniti”. Sembra un romanzo fantasy più che un partito di Governo.

    Bossi, come Berlusconi, è un leader al tramonto, ha perso la bussola e procede a tentoni. Oggi abbiamo avuto la conferma che il delirio di Venezia, puntualmente contrastato da Napolitano, rappresentava il grido disperato di un vecchio cerchiobottista che a forza di voler essere sia di lotta che di di governo non riesce né a lottare, né a governare.

    Oggi la Camera ha respinto la richiesta di arresto per Milanese con 312 voti favorevoli e 305 contrari. Si contano “solo” 7 franchi tiratori nel centrodestra e l’assenza, significativa, di Tremonti nel giorno più buio per il suo (ex) braccio destro.

    La Lega è stata fondamentale per salvare Milanese.

    Ormai, persa qualsiasi bussola, si tiene in vita nella speranza di gestire più a lungo il potere, non sapendo cosa farne. Dov’è il federalismo? Gli enti locali sono stati massacrati! Che politica economica vogliono proporre? L’ennesima manovra correttiva? Come è possibile andare avanti “giorno per giorno” – come dichiarato oggi dal Senatur – mentre il Paese è a un passo dalla bancarotta? Vogliono il potere per il potere, ma stanno perdendo per strada il Paese, “Padania” compresa. Sono la stampella di un Berlusconi agonizzante.

    Dove sono finiti il vigore, il tanto decantato “celodurismo”, l’integrità spacciata per anni come antidoto all’immoralità della capitale? La Lega ha definitivamento venduto la propria dignità al premier.

    Non tornino al nord a ripetere il solito mantra, non ci crede più nessuno.

    Se davvero hanno a cuore gli interessi della “Padania” – non pretendiamo dell’Italia intera – stacchino la spina a questo Governo che ha portato solo tasse, bunga bunga e recessione, senza nessun piano di sviluppo.

    Il Nord è stufo della Lega; temo che l’unico “milanese” contento di questo Governo fosse seduto oggi tra i banchi del centrodestra.

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