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  • Monte Baldo, difendere gli impianti di Prada

    Pubblicato il 13 gennaio 2012 giampaolo 3 commenti Condividi su Facebook

    Presenterò un emendamento al Milleproroghe per difendere gli impianti funiviari di Prada-Costabella: la loro chiusura, anche temporanea, sarebbe un grande danno per l’economia del Baldo.

    La questione riguarda la “vita tecnica” degli impianti. La legge prevede scadenze temporali che variano a seconda della tipologia di impianto, ma una successiva normativa europea ha superato il concetto di “vita tecnica”.

    L’anticipata e integrale sostituzione degli impianti infatti comporta un notevole dispendio di risorse economiche per le società che ne hanno la gestione, aggravando la già delicata fase che il settore funiviario sta attraversando in ragione della congiuntura economica negativa e della carenza dei finanziamenti pubblici specifici da destinarvi, oltre che avere impatti negativi sull’ambiente, legati allo smaltimento degli impianti in argomento.

    Va evidenziato, al riguardo, che la normativa italiana prevede già costose revisioni che interessano sia l’intero corpo dell’impianto che singole componenti dell’impianto stesso. Pertanto, secondo la vecchia normativa italiana, si possono verificare casi in cui l’impianto debba essere sostituito nonostante sia trascorso un breve lasso di tempo dall’ultima revisione e/o sostituzione di sue componenti.

    In secondo luogo, la “vita tecnica” dell’impianto non è uniformemente disciplinata sul territorio nazionale (ad esempio, il concetto di durata della vita tecnica non è adottato nella Provincia autonoma di Bolzano) e non è prevista dalla normativa europea nel frattempo entrata in vigore anche in Italia.

    Bisogna quindi fare chiarezza e adottare un provvedimento normativo che, in conformità alla disciplina applicata sul territorio europeo e in parte del territorio nazionale italiano, superi il concetto di scadenza della vita tecnica dell’impianto a fune, subordinandolo ad apposite verifiche e revisioni secondo criteri stabiliti dallo stesso Ministero delle infrastrutture.

    Durante l’ultima stagione estiva, i nostri impianti hanno visto il passaggio di più di 40.000 turisti e amanti della montagna, con un introito lordo di circa 500.000 euro ed un risultato netto d’esercizio di circa 200.000 euro. Hanno dato lavoro a più di una decina di persone e hanno certamente contribuito a tenere viva la stagione turistica della zona. Senza di essi la frazione di Prada subirebbe un grave declino, con la chiusura degli alberghi e l’abbandono della montagna da parte delle poche famiglie rimaste.

     

    3 risposte a “Monte Baldo, difendere gli impianti di Prada”

    1. Sono d’ accordo nel sostenere la funivia del Baldo.
      In questo momento mi interessa sapere che fini hanno fatto le proposte per la riduzione dei compensi ai Deputati e Senatori, anche come atto di solidarietà, con gli altri cittadini, comuni mortali.Non se ne parla più: è tutto rinviato alle calende greche? Attendo una Sua risposta, on.le Fogliardi.
      Grazie
      Francesco

    2. […] Abbiamo scongiurato la chiusura degli impianti. Ringrazio il Ministro Passera che ha ascoltato le nostre richieste inserendo nel milleproroghe il caso della funivia di Prada. Mi auguro che si adegui la normativa italiana a quella europea, facendo chiarezza sul concetto di “vita tecnica”, come ricordavo nel mio precedente intervento sulla funivia Prada-Costabella. […]

    3. non bisogna permetterlo.anche chi vive nelle città limitrofe ama Prada e il baldo.sono luoghi favolosi.io sono salito su tante vette famose.Ma il baldo è unico.sosteniamolo.Anzi una delle mie tante idee”pensate in inverno con l’impianto funzionante e i ragazzi e non solo che praticano lo snow”.Sapete quanti lo richiedono.Tanti.Non perdiamo queste opportunità-Posti cosi in ambiente naturale ce li invidiano tutti.Qui si creano posti di lavoro,basta guardarsi in faccia senza invidia.Il baldo e, un’enorme fonte di turismo e soldi.capite.Sveglia gente.Sempre disponibile anche a lavorare o aiutare chi crede in questo progetto.
      ciao stefano

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