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  • Nascosto al mondo, ma vicino alla Chiesa

    Pubblicato il 15 febbraio 2013 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    La scelta di Benedetto XVI ha lasciato il mondo con il fiato sospeso. Non ci attendevamo una decisione simile.
    Ho atteso qualche giorno prima di scrivere queste righe, ma non ho teorie da aggiungere alle speculazioni giornalistiche. Penso che in questo momento il rispetto per il Santo Padre sia imprescindibile.
    Ho letto e sentito tantissimi commenti, molte teorie e dietrologie fantasiose. Un gioco che francamente mi ha stancato.

    La portata del gesto di un uomo della raffinatezza intellettuale di Joseph Ratzinger non si misura nella chiacchiera del giorno dopo; forse capiremo il valore e il significato della sua scelta tra anni.
    Sappiamo solo che è un gesto a suo modo controcorrente, il gesto di un uomo – perché il Papa ci ha ricordato con la sua scelta che è innanzitutto un uomo – che può sentire le forze del corpo venir meno, che può soffrire e che può dare un nuovo significato alla parola “rinuncia”.

    Fare un passo indietro non è un gesto di debolezza, non va semplicemente incasellato nei cosiddetti “giochi di potere” vaticani. E’una scelta che, anche se non la possiamo capire del tutto, ci spinge a riflettere intimamente sulla nostra condizione umana: finita, fallace, limitata. Spesso lo dimentichiamo. Spesso ci affanniamo nel quotidiano e perdiamo di vista l’assoluto.

    Durante la celebrazione delle Ceneri in Vaticano Benedetto XVi ha parlato di “momento difficile per la Chiesa”, invocando la preghiera del Principe degli Apostoli, San Pietro. Ha sottolineato anche la necessità di agire sul proprio cuore “davanti a scandali e ingiustizie”. Ha detto che il volto della Chiesa appare “deturpato da divisioni e inimicizie” ricordando che è stato Cristo stesso a “denunciare l’ipocrisia religiosa”.
    Sono parole pesanti, tracciano un cammino da seguire per la Curia, ma sarebbe banale leggere la decisione di Joseph Ratzinger in chiave “politica”.

    Sento, come tutti i fedeli, che c’è molto di più e per il momento, con il massimo rispetto per il pontefice, non posso che raccogliermi in preghiera.

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