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  • Nel tritacarne del Pd

    Pubblicato il 19 aprile 2013 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Dispiace che il nome di Franco Marini, persona degnissima, sia stato il pretesto per il rinnovarsi di una battaglia politica in seno al Pd; uno scontro che Franco Marini non meritava, uno scontro figlio di altre tensioni irrisolte in un partito allo sbando, uno scontro legato a equilibri interni e dispute sul governo che nulla hanno che vedere con il profilo istituzionale richiesto a un capo dello stato.

    Franco Marini è stato proposto da una parte politica che lo ha subito rinnegato; è rimasto stritolato nel tritacarne del Pd.

    Si tratta di un uomo che ha fatto nascere il Pd, dopo l’esperienza dei Popolari e della Margherita, un uomo che ha già guidato il sindacato e il Senato della Repubblica.

    Era “semplicemente” un nome del centrosinistra che nei primi turni poteva trovare la convergenza anche del centrodestra, secondo lo spirito che deve incarnare un presidente della repubblica.

    È stato trattato come un appestato. Dai commenti dei deputati democratici dopo la prima chiama, pareva che nessuno lo avesse votato: abbiamo assistito a una vergognosa gara a smarcarsi. Ogni giorno il Pd insegue qualcosa – ieri Bersani cerca Grillo, oggi abbraccia Alfano – e non riesce mai dettare la linea.

    Che epilogo infausto per quello che doveva essere il grande partito nuovo a “vocazione maggioritaria”.

    P.s.
    Evidentemente Marini, per il suo curriculum, è percepito come “corpo estraneo” da una grande massa di dirigenti e militanti del centrosinistra che provengono da una tradizione post-comunista. La stessa tradizione che riuscì invece a convergere su Cossiga nel lontano ’85; ma questa è un’altra storia.

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