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  • Non ho mai vissuto di politica

    Pubblicato il 24 gennaio 2013 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Oggi, intervistato da L’Arena, ho confermato che pur non ricandidandomi non abbandonerò l’attività politica. Non si fa politica solo con una “poltrona”, lo so bene, dato che ho sempre vissuto del mio lavoro.

    Però il paese ha bisogno di una nuova prospettiva e deve uscire dal fallimento della Seconda repubblica.

    Come Democratici popolari stiamo organizzando un  movimento nazionale, aperto all’agenda Monti, all’area di Italia futura e ai cattolici. Torno a lavorare sul territorio senza perdere i contatti con Roma.  C’è bisogno di operare nel settore dell’economia e delle imprese per ricostruire prospettive di rinascita del nostro Paese.

    Leggi tutta l’intervista

    Link al sito de L’Arena

    Deputato uscente del Partito democratico, dove faceva riferimento all’area dell’ex ministro Giuseppe Fioroni, Giampaolo Fogliardi non rientrerà in Parlamento. Dopo la rinuncia alle primarie sui candidati, Fogliardi nelle scorse settimane era uscito dal Pd per aderire al progetto della lista di Mario Monti, dalle cui liste è però rimasto escluso. C’è rimasto male? Sono sincero, vivo questo momento con molta serenità. La mia è stata una scelta voluta, avrei potuto accettare posti in lista più o meno sicuri, ma a differenza di altri ho rifiutato scialuppe di salvataggio, pur di esserci. Che farà adesso? Ho una professione che riprenderò ad esercitare a tempo pieno e con entusiasmo. Il mio studio di commercialista conta 20 fra dipendenti e collaboratori. Io non ho mai vissuto di politica. Ciò non significa però un mio ritiro dalla politica, anzi, il mio impegno ora continua con i Democratici popolari che stiamo organizzando come movimento nazionale, aperto all’agenda Monti, all’area di Italia futura e ai cattolici. Torno a lavorare sul territorio senza perdere i contatti con Roma. C’è bisogno di operare nel settore dell’economia e delle imprese per ricostruire prospettive di rinascita del nostro Paese. Pentito di essere uscito dal Pd? No, questo partito lo vedo sempre più lontano per le scelte che lo collocano sempre più a sinistra. Le primarie si sono ridotte a una conta interna, dalla quale è rimasta esclusa la componente cattolico-democratica e poi c’è questo accordo troppo stretto con Sel. Ma, onorevole Fogliardi, con Prodi c’era anche il trotkjsta Turigliatto e lei sosteneva quella maggioranza… Ma io ho sempre cercato di rappresentare un’altra area. Si è sentito abbandonato da chi come Fioroni aveva posto in maniera forte la necessità di un sostegno a Monti? Amareggiato sì, perché nel momento delle scelte si sono rivelati senza spina dorsale. Dopo tanto predicare, appena hanno messo i piedi in acqua li hanno ritirati perché era fredda. Hanno avuto paura di rischiare e ci hanno lasciati soli nel guado. Così sono rimasti senza voce in capitolo, senza rappresentanza, e senza prospettiva politica. Cosa le mancherà di Roma? Poter presentare interrogazioni al governo, l’unico strumento in mano ai parlamentari, a mio parere, per poter incidere veramente sulle scelte dell’esecutivo

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