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  • Oltre Monti

    Pubblicato il 26 marzo 2013 giampaolo 2 commenti Condividi su Facebook

    In questa fase delicatissima, Mario Monti sembra giocare un ruolo defilato.
    Il risultato elettorale non pienamente soddisfacente lo ha ovviamente relegato in secondo piano e tutte le attenzioni del circo mediatico si sono spostate sul duello a distanza Grillo-Bersani.

    Chi come me ha creduto (e crede) che l’alternativa al fallimentare bipolarismo Pd-Pdl si debba costruire attorno a una formazione nuova, riformista, moderata ed europeista certamente non vede nell’attuale panorama politico altri orizzonti.
    Però Monti deve saper andare “oltre” Monti: l’area che si è coagulata attorno al professore deve subire una spinta, una accelerazione per radicarsi e portare avanti una proposta politica. E dico “politica” con fierezza, nel senso più alto del termine, lontano dalle urla tanto di moda in questo momento, che alla prova dei fatti rischiano di rivelarsi solo sterili critiche antisistema.

    Monti, in un recente intervento sul Corriere della Sera, rispondendo a Galli della Loggia, rivendicava il proprio ruolo: “Parrà incomprensibile a un politologo – scriveva il professore – che ci sia chi governa per realizzare non il consenso ma ciò che ritiene essere, in un dato momento, l’obiettivo vitale per la sopravvivenza del Paese e per la sua sovranità, senza cederla a una troika di occupazione (quella sì) tecnocratica”.
    Monti ha preso in mano il Paese in un momento di estrema difficoltà e ha fatto il lavoro che il sistema politico bloccato non aveva fatto in tanti anni. Con tutti i limiti e le difficoltà del caso, gli va riconosciuto il merito di aver evitato la bancarotta.

    Il Monti politico è apparso invece tentennante: una campagna elettorale seria ma poco convincente, la scelta di essere da un lato “civico”, ma dall’altro alleato con Fini e Casini e uno scarso radicamento territoriale hanno impedito un successo alle urne. Nonostante le tante candidature “di alto profilo” qualcosa è mancato.
    Anche la recente auto-candidatura alla presidenza del senato è stata un passo falso.
    Diciamo che l’azione del Monti politico deve rafforzarsi, altrimenti rischia di risultare “ininfluente”, schiacciato tra Bersani, Grillo e il redivivo Berlusconi.

    Comunque, lo scenario politico è fluido e instabile. Il Pd rischia di sbattere contro a un muro nel tira e molla con i Grillini e i malumori interni aumentano: la sfida di Renzi sembra già iniziata. Il Pdl si aggrappa al carisma del proprio leader, ma appare un gigante dai piedi d’argilla. Se Berlusconi facesse un passo indietro il castello crollerebbe.
    Per questo lo spazio politico che presto si libererà sarà enorme e la strada di un nuova area moderata e riformatrice è la giusta intuizione per entrare finalmente nella Terza repubblica: via dal logoro bipolarismo e via dalle logiche “tanto peggio tanto meglio” e dai “vaffa” di Grillo.

    A questo progetto serve una spinta maggiore: deve diventare un movimento politico forte e deve radicarsi. Se vivesse solo nella politica “politicata” dei palazzi romani e nelle cronache della stampa parlamentare imploderebbe ben presto.
    Davanti a noi c’è una grande strada da percorrere. Guai a perdere quest’occasione, guai a rimanere fermi proprio ora.

     

    2 risposte a “Oltre Monti”

    1. Basterebbe che il professore si ricordasse della sua “Agenda Monti” presentata all’inizio della campagna elettorale e poi smarrita per rincorrere le proposte degli altri partiti.

      Nelle 25 pagine della sua “agenda” ci sarebbe già stato un programma di governo per l’immediato.
      Invece il professore s’è disperso a fare polemiche personali con Grillo, Fassina, Vendola e altri che comunque NON erano concorrenziali con il suo elettorato potenziale, ottenendo così discredito persino da Berlusconi.
      Ora oltre che tentennante appare impacciato, cioè senza idee per il futuro immediato.
      E poi è proprio necessario che nella sua delegazione vi sia inserito un personaggio come Cesa (NON della Seconda, bensì della Prima repubblica !).
      Che credibilità avrà la sua “scelta civica” che alla presentazione di dicembre il professore aveva definito “dei riformatori”?
      Perchè NON ribadisce in che cosa consistono le riforme dei “riformatori” invece di fare commenti personali sugli altri leader politici ?
      ===°°°°===

    2. L’errore di Monti, secondo il mio modesto parere, e’ stato quello di “calarsi” nella campagna elettorale, che non e’ il suo campo. Forse credeva(e io lo speravo)di raccogliere l’eredita’di una destra berlusconiana in dissolvimento, ma il redivivo Berlusconi, purtroppo, glielo ha impedito.Il ruolo di Montiio io lo vedo al di sopra delle parti.

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