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  • Pacifisti in Bra per il popolo libico

    Pubblicato il 27 febbraio 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Ieri ho partecipato al presidio di solidarietà al popolo libico in piazza Bra. Ho sottolineato a L’Arena come «il problema non sia di chiedersi cosa succederà dopo la caduta di questi regimi autoritari ma come l’Europa e gli altri Paesi democratici si devono porre di fronte al mondo che cambia, raccogliendo le istanze di pace e sviluppo che da esso giungono»

    Leggi l’articolo integrale:

    MANIFESTAZIONI. Organizzato in piazza un presidio di solidarietà
    Pacifisti in Bra per il popolo libico
    Gli scout: «Ferocia come in Ruanda»
    Letto un messaggio di padre Zanotelli:« Ora accoglienza ai profughi e divieto di vendere armi»
    La manifestazione in Bra Solidarietà al popolo libico a quello tunisino e a quello egiziano, contro ogni forma di oppressione e contro tutte le violenze. Con questo spirito è stato organizzato ieri sera in Bra il presidio per sensibilizzare l’opinione pubblica e la classe politica nei confronti della popolazione libica che sta vivendo giorni drammatici.
    Tra i partecipanti, però, non si sono visti nè libici nè altri cittadini maghrebini. Il consigliere regionale del Pd Roberto Fasoli, ricordando che questi giorni «segnano la fine del neocolonialismo in Nordafrica e dei regimi autocratici e autoritari», ha detto che «questa è una prova decisiva per l’Occidente per favorire una svolta democratica in questi Paesi, scongiurando il pericolo di nuovi autoritarismi». E ha sottolineato come in Regioen tutti i gruppi consiliari abbiano firmato un documento di solidarietà al popolo libico. Il deputato Gianpaolo fogliardi, del Pd, ha sottolineato come «il problema non sia di chiedersi cosa succederà dopo la caduta di questi regimi autoritari ma come l’Europa e gli altri Paesi democratici si devono porre di fronte al mondo che cambia, raccogliendo le istanze di pace e sviluppo che da esso giungono». E il consigliere provinciale Vincenzo D’Arienzo ha invocato un cambiamento nella politica estera dell’Italia.
    Sono stati letti due messaggi, uno dei dirigenti scout libici che hanno scritto via Internet ai loro colleghi italiani, dicendo che «i massacri di questi giorni in Libia sono simili al genocidio avvenuto in Ruanda», e un altro firmato da padre Alex Zanotelli il quale ha stigmatizzato duramente il patto d’amicizia italo-libico firmato a suo tempo dal Governo, invitando ad accogliere i profughi e a sospendere subito la fornitura di armi alla Libia e ai Paesi nordafricani.

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