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  • Pasqua sul Garda, crollano i turisti: calo del 50 per cento

    Pubblicato il 28 marzo 2013 giampaolo 3 commenti Condividi su Facebook

    Massima allerta sul Garda: dopo la crisi di Gardaland arriva il monito degli albergatori. Corrado Bertoncelli, presidente di Federalberghi Garda Veneto denuncia una perdiata del 50%.
    Un articolo del Corriere Verona di martedì fotografa la preoccupante situazione:

     

     

     

    Apre solo la metà degli hotel. Bertoncelli (Federalberghi): «Poche le prenotazioni»

    GARDA — Se Verona, in quanto città d’arte, ha un trend positivo, per Pasqua si annuncia un flop di presenze turistiche sul lago di Garda. Un calo di prenotazioni che si attesta in media oltre il 50 per cento e che colpisce soprattutto l’alto lago.

    Previsioni nerissime, dunque, quanto le nubi all’orizzonte che cancellano quelle poche speranze di un avvio di stagione favorevole. Se gli altri anni a Pasqua aprivano tutte le strutture ricettive, nel 2013, con l’arrivo della festività così presto, circa la metà degli oltre 400 hotel che aderiscono a Federalberghi Garda Veneto ha deciso di non aprire.

    Malcesine e Brenzone sono le località più penalizzate, con solo il 20-25% delle strutture che ha optato per l’avvio della stagione lavorativa. A Peschiera, invece, sono circa il 70% gli hotel che aprono, mentre a Bardolino il 50-60%.

    Numeri che indicano come manchi soprattutto la tradizionale clientela tedesca, che in questo periodo di grandi nevicate ha optato più per la montagna.

    Nell’alto lago, infatti, l’afflusso storico è in larga maggioranza proveniente dalla Germania, (i tedeschi per Pasqua hanno due settimane di vacanza), mentre nel basso lago è forte la presenza anche di italiani, dove per l’appunto, si registrano prenotazioni per il weekend pasquale quasi al 90 per cento con targa nazionale. «E’ un avvio di stagione molto incerto e sofferto – commenta il sindaco di Bardolino, Ivan De Beni – soprattutto per il tempo. E il problema aumenta subito dopo Pasqua, poichè mancano le prenotazioni anche per tutto aprile».

    «Abbiamo stimato circa il 50% di perdita di fatturato – sottolinea il presidente di Federalberghi, Corrado Bertoncelli -. E quei pochi alberghi che aprono, richiuderanno subito dopo. Le prenotazioni sono davvero molto poche e gli hotel sono ben lontani dal tutto esaurito».

    E’ un mantra per tutti gli operatori: manca la promozione, per la scure sui fondi della Regione ai Consorzi turistici. «Non arrivano più soldi da Venezia, quindi è stata fatta richiesta ai Comuni che finanzino la promozione con parte della tassa di soggiorno – spiegano da Federalberghi -, ma ancora non ci sono risposte concrete».

    «Il crollo delle prenotazioni non si può spiegare solo con la Pasqua che arriva presto e il maltempo. Di solito si prenota con largo anticipo, se questo non è avvenuto è perché è mancata la programmazione», aggiunge il direttore di Federalberghi, Giovanni Altomare. Gli operatori sottolineano come l’onda lunga della crisi economica costringa molti a rinunciare alle vacanze o a spostarsi per un giorno o due.

    I campeggi, a differenza degli alberghi, stanno aprendo tutti, ma le prenotazioni anche in questo caso crollano del 50%. «Se avessimo qualche skilift, forse avremmo più gente – aggiunge ironico il presidente dell’associazione dei campeggi, Giovanni Bernini -. Ci sono 3 gradi, nevica e i terreni dei campeggi sono praticamente allagati dalla continua pioggia: le persone come possono stare nelle roulotte? Anche quelli che arrivano, scappano via. E la crisi incide dappertutto – conclude Bernini-. Vuole un esempio? Abbiamo ricevuto proprio oggi la disdetta di una prenotazione per questa estate di clienti stranieri che hanno perso il lavoro».

    Annamaria Schiano

     

    3 risposte a “Pasqua sul Garda, crollano i turisti: calo del 50 per cento”

    1. l’ennesima conferma del tracollo di cui lei riporta la commento. Le imposte sono state aumentate e la crisi dilaga, ci vuole poco a capire che se i soggetti economici hanno meno denaro dovuto (a) perchè lo stato vuole più soldi (ma và) in quanto raccoglie con il cucchiaino e butta via con il mestolo (b) entrano sempre meno soldi, perchè altri soggetti economici tirano la cinghia o proprio non ne hanno più (lo stato però fa orecchie da mercante vd. studi di settore ) (c) quelli che potrebbero spendere li tengono ben stretti pronti per pagare la prossima e poi la successiva e poi l’ulteriore imposta che si inventano o chi ha mezzi li portano all’estero impauriti da scenari catastrofici (d) i costi di benzina, acqua, luce, gas aumentano di continuo e non perché cresce il prezzo del barile di petrolio o perchè c’è meno acqua ; molti servizi, seppur scadenti, ora neppure più vengono elargiti e molte visite mediche, farmaci (ad esempio) sono a spese del contribuente, come lo sono i testi di scuola che aumentano ogni anno, le “richieste spontanee e volontarie” di denaro che le scuole esigono (?!) (e) purtroppo le infrastrutture economiche avendo meno soldi da investire per i p.ti (a) + (b) + (c) + (d) rendono il servizio/albergo meno “innovato” o “bello” e quindi meno competitivi con altre strutture, sopratutto di altri paesi (qui a Torino, non so da voi, si paga la tassa di soggiorno negli alberghi). Quindi meno entrate, meno tasse, più costi e la spirale al ribasso si allarga. Il prelievo nelle banche di Cipro è solo l’inizio. Peccato che Monti credeva che la sua strategia doveva avere esattamente i risultati contrari a quelli che ha ottenuto. L’Europa così è la fine delle nazioni europee. Solo rigore per le nazioni, meno spese dello stato=più spese per le famiglie, le banche non prestano più denaro=aziende e famiglie senza soldi, le aziende non hanno soldi e non vengono pagate dallo stato e dai creditori=le aziende riducono il personale licenziando o falliscono, se falliscono=non assumono personale, se non assumono personale=la disoccupazione aumenta, la criminalità dilaga se poi ci sono anche meno risorse per tutori dell’ordine… bel casino.

    2. Non so quanto ne sappia di economia politica, ma se c’è meno lavoro a debito dello stato inalterato o in aumento e se i conti non tornano c’è solo la soluzione dell’ aumento della pressione fiscale che a sua volta riduce il lavoro. E’ questo quello che ha fatto Monti ed è questo quello che continuerà a fare, lo capiscono anche i meno preparati.

    3. La crisi c’è, è evidente. Cosa l’ha provocata ? Quali sono le soluzioni ?
      Una bambina ha capito tutto :
      http://www.youtube.com/watch?v=hfUidcAyX9g

      P.S.
      Quando un uomo onesto scopre di aver sbagliato, egli o smette di sbagliare o smette di essere onesto.

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