Solo un altro blog targato WordPress
Icona RSS facebook
  • Per una riforma organica del lavoro: le tutele crescenti

    Pubblicato il 2 maggio 2014 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Parliamo di lavoro dopo il primo maggio, o meglio, di lavori. Il lavoro è uno dei temi cardine di questi tempi: la disoccupazione è alta e il mercato del lavoro necessita di riforme da anni. Purtroppo ha ricevuto vari “aggiustamenti”, mai una riforma organica. Quindi viviamo in un sistema lacunoso, inefficiente e pieno di contraddizioni.
    Uno dei temi controversi della riforma riguarda i contratti a determinato: se si agisce solo in quest’ambito, lasciando immutati i contratti a tempo indeterminato si incentiva solo la prima formula. Infatti nel 2011 le assunzioni a tempo indeterminato erano il 18% del totale dei nuovi contratti e nel 2013 la quota è scesa all’11%.
    Come ricorda Pietro Ichino, invece che proseguire a piccoli rinnovi, sarebbe meglio un contratto a tutele crescenti. Si dovrebbe procedere istituendo:

    accanto al triennio di contratto a termine libero, anche un triennio in cui si possa anche assumere a tempo indeterminato a cuor leggero, perché se le cose andranno male si potrà sciogliere il rapporto senza complicazioni giudiziarie, semplicemente pagando una indennità di licenziamento predeterminata. Cosìimprenditori e lavoratori saranno più liberi di investire sulla formazione professionale specifica: cosa che nessuno fa volentieri se il programma contrattuale è limitato a sei o dodici mesi. Poi, che cosa accadrà dopo il triennio lo stabiliremo nella legge-delega, dettando la disciplina organica del contratto a tempo indeterminato a protezioni crescenti; ora, in sede di conversione in legge del decreto Poletti, è indispensabile quell’emendamento aggiuntivo, che faccia da ponte verso la riforma organica: per evitare che nei prossimi mesi la quota di assunzioni a tempo indeterminato si riduca sotto il 10 per cento.

    Lascia un commento