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  • Quale futuro per i Cattolici popolari?

    Pubblicato il 10 gennaio 2014 giampaolo 2 commenti Condividi su Facebook

    “L’uomo dell’anno”, non servirebbe la rivista Time a certificarlo, è stato Papa Francesco. La sua elezione ha dato una scossa al mondo cattolico e ha dato il via a una stagione di speranza e rinnovamento. Il nuovo papa si è imposto in pochi mesi agli occhi del mondo come una delle figure più carismatiche sullo scenario. Ha saputo unire un grande profilo spirituale a una empatia spontanea con i fedeli. Grazie a lui in tanti hanno riscoperto la gioia della fede.
    E per i cattolici impegnati in politica che anno è stato?
    Il tempo dell’unità è finito e appartiene a un’epoca passata, a una società passata, a un’Italia che non c’è più. Tuttavia non significa che non debbano avere più rilevanza, al contrario. L’ispirazione ai valori cristiani, il servizio alla comunità, la presenza dei nostri valori nell’agenda politica non dovrebbero mancare, però paiono sottodimensionati. La tradizione cattolico democratica e popolare è stretta, oserei dire soffocata, tra due schieramenti sempre più leaderistici.
    Rischiamo, anche nella nostra Verona, che vanta una lunga tradizione nel cattolicesimo popolare, una preoccupante irrilevanza politica e culturale. Esiste nel Pd, nel Pdl o nella Lega tosiana attenzione alla cultura democratico popolare?
    Da tante parti si citano grandi esponenti della storia cattolico democratica, da Dossetti a De Gasperi, passando per Sturzo, La Pira e Moro, ma i discendenti di quella tradizione sono divisi tra troppe correnti e troppi schieramenti e faticano a far emergere i tratti che sentono avere in comune.
    Non sto rimpiangendo l’età dell’unità dei cattolici in politica, non è un discorso rivolto al passato. So che i cattolici possono avere diverse sensibilità politiche perché alcune ricette economiche o alcuni orientamenti sull’andamento della società non sono verità di fede. Ognuno sceglie il proprio cammino, ma sono certo che l’ambizione di portare avanti valori comuni sia ancora presente in tanti cittadini che hanno creduto nel cattolicesimo democratico e che ora non vedono sbocchi per quel pensiero.
    Sono convinto che il popolarismo abbia ancora molto da dare; il messaggio di speranza del Papa è la testimonianza che i valori della fede cristiana sono ancora protagonisti del nostro tempo e possono aiutare a disegnare il paese del futuro, come lo fecero nella formazione della nostra repubblica. Anche il mondo associativo cattolico ha una grande storia e una sua vivacità; pare dunque che il panorama politico sia l’ambito più difficile. Non voglio però rassegnarmi a una presenza di pura testimonianza e lancio questo appello ai tanti cattolici democratici che sono impegnati in politica, anche in altri schieramenti. Non siate timidi, non siamo timidi, facciamoci sentire.

     

    2 risposte a “Quale futuro per i Cattolici popolari?”

    1. Come non essere d’accordo? Realtà territoriali a noi vicine (cito Padova ad esempio) hanno saputo mantenere luoghi culturali di confronto e dialogo tra persone che radicano nel Vangelo il loro impegno sociale e politico. E’ necessario che questo incontro venga ripreso anche nel nostro territorio, a prescindere dal pluralismo delle opzioni politiche, proprio per segnare una identità che si deve evidenziare in atteggiamenti, prassi, scelte, priorità…… E invece quello che vince e’ spesso la contrapposizione e l’uso strumentale della fede che allontana (non sempre purtroppo) la chiesa e i pastori dall’impegno in questo campo. Un tempo l’associazionismo di ispirazione cristiana era un buon strumento e ricordo che con le ACLI ho cercato di lavorare in questo senso. Chissà che con i nuovi presidenti di ACLI e Azione Cattolica non si riesca a riprendere in mano il discorso in maniera onesta e trasparente. E’ chiaro infatti che un partito non può farsi carico di ciò e che non è nemmeno un ruolo,esercitabile in modo diretto dalla chiesa. Cercherò’ di parlarne …….

    2. Grazie Luigi, concordo.
      È una tradizione che non va dispersa ma può essere utile per costruire il futuro del Paese.
      Un cordiale saluto
      G.F.

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